Comunione e liberazione, il 2016 è il 'cupio dissolvi'

Scola lascia a fine anno. Papa Francesco snobba il movimento. Il consenso cala. Alle elezioni di Milano Cl si gioca tutto. Lupi si propone, ma spunta Mardegan.

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18 Gennaio 2016

Angelo Scola.

(© Ansa) Angelo Scola.

C'è una data sul calendario del 2016 che sta facendo tremare i fedeli di Comunione e liberazione.
È quella del 7 novembre: il 75esimo compleanno di Angelo Scola, attuale arcivescovo di Milano.
Non una ricorrenza come le altre per il cardinale che, già da patriarca di Venezia, aspirava a diventare pontefice.
Secondo le nuove stringenti direttive del Vaticano, infatti, deve abbandonare la Curia.
A meno di una decisione di papa Francesco che potrebbe prolungare di qualche anno la sua permanenza.
CL SPACCATA SU MILANO. Bisogna partire da qui, dall'addio del cardinale che insegnava politica a Silvio Berlusconi e Marcello Dell'Utri alla fine degli Anni 70, per capire quale sia lo stato di agitazione dentro il movimento di don Giussani in vista delle elezioni comunali milanesi, con i ciellini spaccati su un candidato di centrosinistra come Giuseppe Sala e in attesa che magari nel centrodestra si muova verso qualcuno oltre a Corrado Passera.
SPUNTA L'IDEA MARDEGAN. I due nomi su cui in tanti puntano sono l'ex ministro ai Trasporti Maurizio Lupi e il giovane Nicolò Mardegan.
Il problema è noto: Cl sta a poco a poco scomparendo dai radar della politica italiana.
E nel 2018, quando si rivota per la Regione Lombardia, potrebbe non restare più traccia della classe dirigente ciellina.

Voglia di un ritorno alle origini

I volontari del Meeting di Rimini 2015.

(© Twitter @MeetingRimini) I volontari del Meeting di Rimini 2015.

Non è 'un male' secondo tanti fedeli che già durante l'ultimo Meeting di Rimini volevano ritornare alle origini del movimento, in sostanza a prima della drammatica stagione degli scandali giudiziari che ha costellato le ultime giunte lombarde di Roberto Formigoni.
DISAFFEZIONE DAI POLITICI. Gli stessi Giorgio Vittadini e Julian Carron, i vertici di Cl, tendono a parlare sempre meno di «appartenenze politiche» o «sfide elettorali», a conferma di una certa disaffezione nei confronti di un mondo che ha dato tanto, ma che anche ha tolto moltissimo agli occhi dell'opinione pubblica.
Lo stesso Giancarlo Cesana, ex leader nazionale, va ripetendo di non volerne sapere più niente.
NOIE PER GLI ''AFFARISTI''. Ma la situazione fluida resta un problema per ''gli affaristi'' di Comunione e liberazione, quel nutrito gruppo di imprenditori e manager che in questi anni hanno occupato le aziende pubbliche conquistando appalti importanti, nella sanità come da ultimo nell'Expo 2015.
Non è un caso che Massimo Ferlini, personaggio chiave nel mondo che varia dalla Compagnia delle Opere alle Coop rosse, in diverse interviste nelle ultime settimane abbia deciso di sponsorizzare Sala come candidato, insieme con il suo modello Expo.

Papa Bergoglio snobba Milano: già quattro rinunce

Il pontefice Jorge Mario Bergoglio.

(© Ansa) Il pontefice Jorge Mario Bergoglio.

Allo stesso tempo Cl sta scomparendo pure dai radar dei cattolici che contano, dal momento che papa Francesco continua a far saltare possibili visite a Milano, adducendo ogni volta una scusa diversa.
È successo già quattro volte.
IMBARAZZI SU NEGRI. I rapporti con Scola sono ai minimi termini, senza contare il caso del vescovo di Ferrara Luigi Negri, ciellino di ferro, intercettato su un treno da il Fatto Quotidiano mentre si appellava alla Madonna per compiere un non precisato miracolo contro Bergoglio: anche lui quest'anno, il 26 novembre, deve andare in pensione.
Cl è già stata fatta fuori dalla diocesi di Bologna, dove per anni ha regnato Carlo Caffarra. 
SCOLA LANCIA L'APPELLO. Tra incertezza sul futuro e la nostalgia degli anni del potere durante i governi di Silvio Berlusconi, va inserito l'ultimo appello di Scola, per dare una scossa ai ciellini.
«Per chi ne ha capacità, preparazione e possibilità è doveroso anche presentarsi come candidati con la gratuità di chi si offre per un servizio e ci rimette del suo», ha detto l'arcivescovo confidando di accendere una fiammella tra le anime.
DIVISIONI INTERNE. Ma tra le stesse maglie del potere ciellino c'è chi non ha visto di buon occhio le frasi di Scola: scetticismo che ben racconta lo stato di difficoltà che vive il mondo cattolico di oggi, stretto tra gli integralisti in guerra contro le unioni civili e chi invece rimpiange il messaggio di uno statista come Alcide De Gasperi basato su una certa visione laica della politica.

Esponenti ciellini sparsi tra i partiti e voti in netto calo

Nicolò Mardegan, coordinatore cittadino a Milano, ex-Ncd.

(© Imagoeconomica) Nicolò Mardegan, coordinatore cittadino a Milano, ex-Ncd.

I vari esponenti politici, da Massimiliano Salini e Roberto Formigoni, da Raffaello Vignali a Mario Mauro, sono ormai sparpagliati un po' dappertutto, da Forza Italia a Popolari per l'Italia.
E anche i voti diminuiscono.
Secondo la Repubblica a Milano le truppe sarebbero al momento solo 10 mila, quando negli anni d'oro si arrivava almeno a 30 mila.
MURO DELLA BALZANI. Le Comunali milanesi quindi potrebbero segnare uno spartiaque nella storia del movimento di don Giussani.
Francesca Balzani, la sfidande di Sala e Pierfrancesco Majorino, ha detto chiaro e tondo in un'intervista a Sky che «a Milano Comunione e liberazione è legata a forze politiche che in Regione non hanno fatto bene».
Porta sbarrata.
SALA APRE AI CATTOLICI. Beppe Sala invece sta cercando di lasciare spazio ai cattolici.
La Sec di Fiorenzo Tagliabue, area Cl, si sta occupando della comunicazione dell'ex amministratore delegato di Expo, come visto sabato 16 gennaio all'incontro al Teatro Strehler. Potrebbe non bastare.
LUPI SCALDA I MOTORI. Per questo motivo nelle ultime settimane sta scaldando i motori Lupi.
L'ex ministro, ciellino di peso, continua a ripetere ai suoi: «Sala è troppo di sinistra, bisogna trovare un candidato moderato».
Quindi anche in caso di vittoria del manager di Expo alle primarie potrebbe saltare fuori un nome nuovo come candidato.
In grande spolvero è anche il giovane Mardegan, capace di intercettare voti sia in aree liberali sia in quelle cattoliche.
Ma per capire come finirà bisognerà aspettare il 8 febbraio, quando si avrà il candidato del Partito democratico.
Poi inizieranno le trattative nel centrodestra che devono passare pure da Arcore, quartier generale di Berlusconi, uno a cui Cl, polemiche a parte, deve comunque tantissimo. 


Twitter @ARoldering

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