Politica
IN COMMISSIONE
Corruzione, ok al testo Severino. Senza il Pdl
Sì del Pd, no dell'Idv, berlusconiani astenuti.
Luce in fondo al tunnel. Il lungo e travagliato percorso del ddl anti corruzione ha guadagnato l'ok delle commissioni Affari costituzionali e Giustizia della Camera.
Ora l'esame dell'Aula. Tra liti sulle toghe, tensioni sul falso in bilancio, scontro aperto Pd-Pdl, alla fine è passato il testo Severino, versione del provvedimento riscritta e corretta dal nuovo ministro della Giustizia.
ADDIO TESTO ALFANO. Stravolto il vecchio documento Alfano, approvato al Senato il 15 gennaio del 2011, quando l'attuale segretario del Popolo della libertà era Guardasigilli.
SOLO L'IDV HA DETTO NO. Hanno detto sì al ddl che contiene norme di contrasto ai reati contro la Pubblica amministrazione Partito democratico, Unione di centro, Futuro e libertà e Lega Nord.
No dell'Italia dei valori. Si è astenuto il Pdl.
Il capogruppo in commissione dei berlusconiani, Enrico Costa, ha provato a giustificarsi: «La nostra è una fiduciosa astensione perché pensiamo di poter migliorare ancora il ddl».
Riscritte le norme penali anti corruzione
Il disegno di legge, atteso in Aula il 28 maggio, contiene anche delle modifiche volute dalla maggioranza.
Sono stati aumentati i tetti minimi e massimi di pena (passati da 3 a 7 e da 4 a 8 anni grazie a un emendamento-blitz dei democratici) per il reato di 'Corruzione per atti contrari ai doveri d'ufficio'.
E si sono riformulate le norme che introducono il reato di 'Traffico di influenze illecite' e che riscrivono la 'Corruzione per l'esercizio della funzione'.
Il testo Severino di fatto ha riscritto l'articolo 9 del ddl: quello che contiene le norme penali anti corruzione.
UNA VITTORIA DELLA SEVERINO. All'intesa, dopo la rottura dei mesi scorsi tra Pd e Pdl sul tema, ci si è arrivati in una riunione con il Guardasigilli convocata prima del voto nello studio del presidente Giulia Bongiorno.
In quella sede il ministro è riuscito a ricomporre i dissidi tra i due gruppi convincendoli a dire sì ai due emendamenti cardine del provvedimento. Il suo è stato quasi un aut aut e alla fine ha avuto ragione: i due testi sono passati anche in commissione facendo decadere tutte le altre proposte di modifica presentate sugli stessi temi.
E il voto finale, richiesto a inizio seduta daPaola Severino, è arrivato dopo neanche un'ora e mezza di lavori: «Ho ottenuto una personale fiducia», ha commentato.
L'ira di Di Pietro: «Cancellate le inchieste in corso»
Tutti d'accordo quindi? Non proprio: il leader dell'Italia dei valori, Antonio Di Pietro, ha attaccato a testa bassa: «Con questo voto sono state cancellate le inchieste giudiziarie in corso contro la corruzione».
Il suo collega di partito e capogruppo in commissione, Federico Palomba, ha alimentato la polemica: «Negli uffici giudiziari sarà un terremoto».
Nel mirino c'è la cancellazione del reato di concussione per induzione, cioè la cosiddetta 'Dazione ambientale', molto usato durante Mani Pulite.
«Non è affatto un reato», ha ribattuto Francesco Paolo Sisto (Pdl), ma «solo una categoria giurisprudenziale che di fatto non esiste».
IL PD: «CONCUSSIONE NON TOCCATA». Il reato di concussione, ha insistito Anna Rossomando (Pd), «non è stato toccato. È stato solo spacchettato per punire anche i privati 'indotti' a commettere il reato» che prima non venivano puniti.
E a spiegarlo è stato anche il ministro: la concussione resta, nelle due forme della costrizione e dell'induzione, «abbiamo solo aderito all'indicazione dell'Europa di chiarire meglio i casi in cui anche il privato debba essere punito».
IL PLAUSO DI VIETTI DEL CSM. Anche il vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura, Michele Vietti, ha applaudito, augurandosi «che questo capitolo possa essere chiuso presto e bene».
E in Aula, in caso di testo davvero condiviso, non si esclude l'ipotesi di un voto di fiducia per affrettare i tempi.
Martedì, 22 Maggio 2012
Bagarre sui fuori ruolo, ddl corruzione a rischio
15/10/2012 La norma bocciata da Magistratura democratica. Vertice con Severino.

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