Davos 2016, le cose da sapere

Automazione. Cina. Economie in via di sviluppo. Petrolio. Terrorismo e Brexit. Tutti i temi in discussione al World Economic Forum, al via il 20 gennaio. La lista degli italiani presenti.

19 Gennaio 2016

Controlli di sicurezza al World Economic Forum.

(© Ansa) Controlli di sicurezza al World Economic Forum.

L'automazione dell'industria. Il rallentamento della Cina, che trascina con sé la ripresa dell'economia mondiale. La crisi degli altri mercati emergenti. Il crollo del prezzo del petrolio. Il terrorismo internazionale. La Brexit. Questi i temi che il gotha dell'economia e della finanza mondiale si trovano ad affrontare a Davos, a partire dal 20 gennaio, per la tradizionale riunione annuale del World Economic Forum sulle Alpi svizzere.
In 2.600 tra manager, politici, intellettuali e artisti (che sborsano 25 mila euro per il privilegio di partecipare) sono attesi alla stazione alpina per le sessioni di confronto e di dibattito, che quest'anno si concentrano ufficialmente sui cambiamenti tecnologici (il nome dell'evento è “La quarta rivoluzione industriale”).
CINQUE MILIONI DI POSTI RUBATI DAI ROBOT. Proprio un rapporto del World Economic Forum ha calcolato che entro il 2020 cinque milioni di posti di lavoro andranno persi, rimpiazzati da robot e macchine intelligenti.
Ai vari panel si parlerà quindi di robotica, nanotecnologia, stampa 3D, biotecnologia e di come stanno cambiando gli equilibri nello scenario economico. Sul palco saliranno anche big dell'hitech, come Satya Nadella, amministratore delegato di Microsoft o i top manager dei big dell'economia digitale, fra cui Uber, AirBnb e la cinese Alibaba, oltre ai colossi, ormai storici, come Google e Facebook.
LA CINA E IL PETROLIO TRA GLI ALTRI TEMI. Ma è inevitabile che l'attenzione venga rivolta anche a temi di più scottante attualità, a partire dalle conseguenze su scala globale del rallentamento della Cina e della discesa senza fine del prezzo del greggio.
Il futuro del Dragone è diventato sinonimo del destino dell'economia globale e dei mercati finanziari internazionali: il grande rischio, che verrà affrontato dai big mondiali dell'economia, fra cui il presidente della Bce Mario Draghi, è che la frenata della Cina possa causare disordini e colpire duramente l'attività finanziaria, scatenando nuovamente il panico sui mercati finanziari, già duramente colpiti dal calo del petrolio.
GLI EFFETTI MONDIALI DELLA CRISI. L'effetto domino del rallentamento cinese si riverserebbe sui produttori di commodities e su quelli in via di sviluppo, fra cui Brasile, Australia e Russia, oltre che sui paesi occidentali che vedono proprio nella Cina il principale produttore dei beni di più largo consumo.
LA MINACCIA DELL'ISIS. Su tutto, come testimonia anche l'aumento delle misure di sicurezza adottato in questi giorni dalle autorità svizzere, aleggia la minaccia terroristica che si fa sempre più pressante, dopo la scia degli ultimi attentati.
La lotta all'Isis sarà al centro degli incontri cui parteciperanno il segretario di Stato Usa, John Kerry (il presidente Barack Obama non si è mai presentato sulle Alpi svizzere), il primo ministro britannico David Cameron, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, quello turco Ahmet Davutoglu e quello iracheno Abadi.
L'ANNO DELLA BREXIT. Il 2016 sarà anche un anno fondamentale per le istituzioni europee e il suo rapporto con il Regno Unito. Oltre Manica si attende una data per il referendum sulla famosa Brexit, che dovrà decidere sulla permanenza della Gran Bretagna nell'Unione Europea.
I politici britannici si troveranno faccia a faccia con i loro omologhi continentali, e la discussione verterà facilmente sulle istanze europee più scottanti, immigrazione in primis.
GLI ITALIANI PRESENTI. Per l'Italia è attesa la presenza del ministro del Tesoro, Pier Carlo Padoan, e dell'alto rappresentante della Politica estera Ue, Federica Mogherini, mentre il premier Matteo Renzi e il governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco, non sono al momento attesi a Davos.
Ecco la lista dei partecipanti italiani:

 

Nerio Alessandri, presidente e fondatore Technogym

Paola Antonelli, direttrice settore Ricerca e Sviluppo al MoMA di New York

Claudio Descalzi, amministratore delegato Eni

Mario Draghi, presidente Bce

Mauro Fiorese, fotografo

Paolo Gentiloni, ministro degli Esteri

Fabiola Gianotti, direttrice Cern di Ginevra

Mario Greco, amministratore delegato Generali

Marco Lambertini, direttore Wwf

Emma Marcegaglia, presidente Eni

Carlo Messina, amministratore delegato Intesa San Paolo

Federica Mogherini, Alto rappresentante per gli Affari Esteri Ue

Alberto Nagel, amministratore delegato Mediobanca

Pier Carlo Padoan, ministro dell'Economia

Giuseppe Recchi, presidente Telecom

Francesco Starace, amministratore delegato Enel

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