Ddl Cirinnà, emendamenti o barzellette?

Unioni «civili»? Meglio «renziane». Comune «italiano»? Cambiamolo con «libico». Sono alcune proposte di modifica di Fi, Lega e Ncd. E che il M5s vuole discutere.

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17 Febbraio 2016

L'esame al Senato del ddl Cirinnà.

L'esame al Senato del ddl Cirinnà.

Il ddl Cirinnà rischia di finire in un pantano.
Tutto rinviato a mercoledì 24 febbraio.
Il no del Movimento 5 stelle all'emendamento che ne eliminerebbe centinaia di altri delle opposizioni, il cosidetto ''super canguro'' - che ha fatto infuriare non solo il Partito democratico, ma pure la comunità Lbgt (Lesbiche, gay, bisessuali e transgender) - ha cambiato le carte in tavola.
«Non si barattano i diritti con la democrazia», è il mantra pentastellato.

Più che emendamenti, sono barzellette

Roberto Calderoli.

(© Ansa) Roberto Calderoli.

Contro l'emendamento Marcucci si è schierato naturalmente il leghista Roberto Calderoli.
«Prima ritiriamo il canguro e poi andiamo alla Capigruppo», ha tuonato in Aula il padano.
Con 500 emendamenti difficile che, come sostiene l'ottimista deputata grillina Giulia Di Vita, il ddl possa essere votato in un giorno.
O in «due giornate di lavoro», come ha assicurato il senatore Alberto Airola a la Repubblica. 
«Ci siamo trovati in una situazione molto difficile. Quando dall'altra parte c'erano 5 mila emendamenti si poteva ragionare su un nostro appoggio, anche indiretto, al canguro. Ma con 500 no, sono due giornate di lavori d'Aula», ha dichiarato il grillino.
«Dopo che la Lega ha ritirato 4.500 emendamenti, non potevamo dire sì a una procedura che abbiamo sempre avversato. Né nei confronti dei parlamentari né dei nostri attivisti».
OSTRUZIONISMO SUI DIRITTI. Vero, 500 emandamenti non sono 4.500. Ed è altrettanto vero che l'ostruzionismo è una strategia politica nota.
Ma in cosa consistono le richieste di modifica presentate da Lega e pure dal Nuovo centrodestra che il M5s vuole discutere per difendere la democrazia?
La prima che salta agli occhi è la numero 2.3117 presentata dai leghisti Gian Marco Centinaio, Erika Stefani, Paolo Arrigoni, Roberto Calderoli, Stefano Candiani, Silvana Comaroli, Nunziante Consiglio, Jonni Crosio, Sergio Divina - lo stesso che nel 2013 aveva definito l'omosessualità una «disgrazia» - Giacomo Stucchi, Paolo Tosato e Raffaele Volpi.
UNIONE CIVILE? NO, RENZIANA. Il gruppo del Carroccio propone, per esempio, di sostituire le parole «unione civile» con le seguenti: «Un'unione renziana».
Ma i giochi di parole su un tema che riguarda la vita e i diritti di moltissimi italiani che contribuiscono con le proprie tasse al di là dell'orientamento sessuale a stipendiarli lautamente non finiscono qua.
E così i Nostri con l'emendamento 2.3118 chiedono pure di sostituire allo stesso comma «un'unione» con «una società economica per la gestione di abitazione».
E perché allora non con «un'associazione con scopi mutualistici» (2.3115)?
I GIOCHI DI PAROLE. Cambiare solo la parola «unione» potrebbe però essere riduttivo, si saranno interrogati i senatori leghisti, proponendo così di trasformare «unione civile» con «un'associazione con finalità di assistenza reciproca»? (emandamento 2.3113).
E nemmeno il termine «persone» al comma 4 dell'articolo 2 incontra evidentemente il loro gusto.
Al 2.1137 infatti suggeriscono di cambiarlo con «associazioni di volontariato i cui iscritti sono».

La carica neocentrista e l'humor di Malan

Lucio Malan.

(© Ansa) Lucio Malan.

Non che i neocentristi siano stati da meno.
Maurizio Sacconi, Piero Aiello, Gabriele Albertini, Nico D'Ascola, Fabiola Anitori (ex M5s), Francesco Colucci, Roberto Formigoni, Franco Conte, Giuseppe Marinello, Aldo di Biagio insieme con le tre tosiane Raffaella Bellot, Patrizia Bisinella ed Emanuela Munerato si sono sbizzarriti con i numeri sull'articolo relativo alla stepchild adoption.
24 PROPOSTE SULLA CONVIVENZA. Giocando, è il caso di dirlo, sugli anni per cui deve essere comprovata la convivenza.
Dall'emendamento 5.103 al numero 5.126 non hanno fatto altro che cambiare i termini.
E così la convivenza, per esempio, deve essere «comprovata da almeno quattro anni e 6 mesi»; «da almeno quattro anni e 10 mesi»; «da almeno quattro anni e 9 mesi»; «da almeno quattro anni e 8 mesi» e così via per 24 emendamenti.
AI GAY VIETATA LA LEGGE 40. E poi ci sono i forzisti Maurizio Gasparri e Lucio Malan che si spingono oltre la gag proponendo l'emendamento 5.0.6002 che recita: «È fatto divieto alle coppie composte da persone dello stesso sesso che costituiscono un'unione civile, di accedere alle tecniche di procreazione medicalmente assistita di cui alla legge 19 febbraio 2004, n. 40».
Impedendo dunque a cittadini italiani di usufruire di una legge dello Stato discriminandoli per il loro orientamento sessuale.
Ma Malan il meglio di sé lo ha dato in commissione Giustizia il 9 giugno 2015 (il pdf dell'intero documento)
LIBICO AL POSTO DI ITALIANO. All'articolo: «Presso gli uffici dello Stato civile di ogni comune italiano è istituito un registro delle unioni civili tra persone dello stesso sesso», aveva proposto di cambiare la parola «italiano» con «libico» (1.1009), la frase «è istituito un registro delle unioni civili tra persone dello stesso» con «si fa», ottenendo così «Presso gli uffici dello Stato civile di ogni comune italiano si fa sesso» (1.1112).
E ancora sostituire la parola «istituito» con «vietato» (1.1115) e inserire dopo «istituito» «a finalità statistiche».
TRA MOGLIE E MARITO... Mentre Carlo Giovanardi e Mario Mauro sempre nella stessa sede rilanciavano: «Ai fini dell'applicazione dell'articolo 143 codice civile, le persone dello stesso sesso decidono chi delle due assumerà il ruolo di ''marito'' e chi il ruolo di ''moglie''» (3.829; 3.8230).
Non c'è che dire, ai senatori sicuramente non manca il senso dell'umorismo.
Peccato solo che i diritti civili (negati) non siano una barzelletta.

 

Twitter @franzic76

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