Elezioni in Iran, i risultati del voto

Dopo l'accordo sul nucleare e la revoca delle sanzioni, il voto assume il valore di un referendum. Sia sulle scelte politiche dei moderati, sia sulla leadership di Rohani.

26 Febbraio 2016

Donne iraniane in fila per votare.

(© Ansa) Donne iraniane in fila per votare.

Le elezioni in Iran, ad appena un mese di distanza dalla revoca delle sanzioni economiche internazionali, sono un test cruciale per il presidente Hassan Rohani, tanto da essere considerate un referendum sulla sua leadership politica. 
Venerdì 26 febbraio i cittadini della più grande teocrazia al mondo hanno votato per rinnovare sia il majlis, il parlamento, sia l’assemblea degli esperti, l’istituzione che avrà il compito di nominare il nuovo Ayatollah, la Guida suprema del Paese, destinata a prendere il posto dell'anziano Ali Khamenei.
AL VOTO 55 MILIONI DI PERSONE. Si stima che gli aventi diritto al voto siano circa 55 milioni. L'affluenza, secondo i media arabi, è stata superiore rispetto alle precedenti elezioni parlamentari del 2012, ma inferiore rispetto alle  presidenziali che hanno incoronato Rohani nel 2013. Le operazioni di voto sono iniziate alle 8 del mattino ora locale e sono state prorogate due volte, proprio a causa dell'elevata affluenza.
PROROGATA L'APERTURA DEI SEGGI. I seggi avrebbero dovuto chiudere inizialmente alle 18, ma sono rimasti aperti fino alle 21, le 18.30 in Italia, come riferito dalla televisione di Stato iraniana. I primi risultati parziali sono attesi entro 24 ore dopo il voto.
«Le elezioni sono un simbolo dell'indipendenza politica di un Paese. Le persone, votando, decidono il futuro del loro Paese», ha dichiarato il presidente Rohani dopo aver votato.
LE PROMESSE DI ROHANI. Il parlamento iraniano è composto di 290 membri, responsabili dell'approvazione delle leggi, del bilancio annuale e della ratifica degli accordi internazionali, tra cui il recente accordo sul nucleare trovato con l'Occidente. La successiva rimozione delle sanzioni internazionali ha fatto sorgere nel popolo la speranza che Rohani riesca a mantenere le sue promesse, soprattutto quelle che riguardano un allentamento del controllo sociale esercitato dallo Stato attraverso la religione.
SQUALIFICATO IL NIPOTE DI KHOMEINI. Ad essere rinnovato, però, sarà anche il consiglio religioso, noto come Assemblea degli Esperti, composto da 88 membri. Sebbene i membri dell'Assemblea siano eletti dal popolo, il Consiglio dei Guardiani, per metà nominato dall'Ayatollah, ha il potere di veto sui candidati. I membri restano in carica per otto anni e hanno il potere di scegliere la nuova Guida Suprema in caso di vacanza. Tra i 12 mila candidati non ammessi dal Consiglio dei Guardiani c'è anche Hassan Khomeini, riformista e nipote del primo leader supremo, l'Ayatollah Ruhollah Khomeini.
Con la revoca delle sanzioni, l'Iran si propone di migliorare la propria economia e aumentare di un altro milione di barili al giorno la produzione di petrolio nel 2016, tornando al livello di 3,5 milioni di barili al giorno prodotti nel 2011. Una mossa che contribuisce al calo dei prezzi del greggio sul mercato mondiale, danneggiando gli altri paesi produttori, tra cui il principale rivale dell'Iran, l'Arabia Saudita.

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