Elezioni Iran, dati ufficiali: un successo per Rohani

I riformisti conquistano 92 seggi. Gli indipendenti 44. Insieme possono formare una nuova maggioranza. Per la prima volta dal 1979 elette 15 donne.

29 Febbraio 2016

Il presidente iraniano Hassan Rohani durante il 37esimo anniversario della Rivoluzione islamica, 11 febbraio 2016.

(© Getty Images) Il presidente iraniano Hassan Rohani durante il 37esimo anniversario della Rivoluzione islamica, 11 febbraio 2016.

Il parlamento iraniano ha cambiato volto. Il decimo Majlis dalla Rivoluzione islamica del 1979 ha confermato il successo del presidente moderato, Hassan Rohani, e dei suoi alleati. I risultati del voto del 26 febbraio sono adesso ufficiali, e certificano che il 68% degli eletti sono nuovi deputati,che si affacciano al primo mandato.
I riformisti hanno conquistato 92 seggi, gli indipendenti 44. Insieme, potrebbero formare una nuova maggioranza favorevole alle riforme politiche, economiche e sociali volute dal presidente. I conservatori-fondamentalisti, che dominavano il precedente Majlis e avevano boicottato l'accordo sul nucleare e i nuovi rapporti con l'Occidente possono contare solo su 115 seggi.
AL BALLOTTAGGIO 39 SEGGI. In bilico ce ne sono ancora 39, assegnati da collegi elettorali in cui nessun candidato ha conquistato il quorum del 25%. Il ballottaggio si terrà a fine aprile, e vedrà protagonisti 33 conservatori, 33 riformisti e 44 indipendenti, in una battaglia con più contendenti per una singola poltrona.
Intanto il ministero degli Interni, dopo tre giorni di conteggi e indiscrezioni, ha pubblicato la lista di chi è stato eletto e di chi va al secondo turno. Il responsabile del dicastero ha reso noto anche che 34 milioni di iraniani, ovvero il 62% dei 55 milioni di elettori, hanno votato per il nuovo parlamento e la nuova Assemblea degli Esperti, l'assise di 88 religiosi che dovrà scegliere la futura Guida Suprema.
VITTORIA DEI MODERATI ANCHE ALL'ASSEMBLEA DEGLI ESPERTI. Anche qui, secondo l'Associated Press (le conferme ufficiali ancora non ci sono), i moderati avrebbero vinto ottenendo il 59% dei posti in palio. Per comprendere appieno la portata della vittoria degli alleati di Rohani, bisogna ricordare che il Consiglio dei Guardiani, l'organismo che ha il compito di sorvegliare il parlamento e di decidere chi può presentarsi alle elezioni, aveva bocciato circa la metà dei 12 mila aspiranti, facendo una vera e propria 'strage' tra i riformisti, che alla fine si erano alleati con i moderati nella lista «Per la speranza».
ROHANI: «È CAMBIATA L'ATMOSFERA». Inoltre, il sistema elettorale iraniano privilegia il voto delle campagne, dove i fondamentalisti sono più forti, rispetto al voto delle città: le otto maggiori metropoli iraniane, dove vive metà della popolazione di 80 milioni del Paese, esprimono solo 57 seggi sui 290 del Majlis. Nessuno alla vigilia avrebbe quindi scommesso su un successo di simili proporzioni per i sostenitori di Rohani. A Teheran, la lista dei riformisti-moderati ha conquistato addirittura 30 seggi su 30. «Con il voto del 26 febbraio, è cambiata l'atmosfera», ha twittato il presidente della Repubblica islamica, non nascondendo la sua gioia.
IN PARLAMENTO 15 DONNE: UN RECORD. Nel nuovo Majlis non sono entrati alcuni personaggi famosi, a cominciare da Haddad Adel, capolista della lista conservatrice-fondamentalista a Teheran. Anche il deputato Hosseinian, strenuo oppositore dell'accordo sul nucleare, ha perso la poltrona. Mentrà farà il suo ingresso un drappello di 15 donne, cui potrebbero aggiungersene altre cinque che andranno al ballottaggio.
Un numero piccolo, ma che rappresenta comunque un record nella storia della Repubblica islamica. Nessuna donna ha potuto al contrario partecipare alla corsa elettorale per l'Assemblea degli Esperti. Le religiose candidate erano 19, ma il Consiglio dei Guardiani le ha bocciate tutte.

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