Finocchiaro-l'Espresso, lite sulla scorta alla Sma

La senatrice Pd: «Notizia falsa». Ma il sito conferma. Querela pronta.

10 Maggio 2013

Anna Finocchiaro.

(© Ansa) Anna Finocchiaro.

Nuovi vizi da Casta per Anna Finocchiaro? La senatrice del Partito democratico è stata protagonista di un battibecco con l'Espresso.
Smascherata in un presunto 'episodio due' della famosa spesa all'Ikea con la scorta, ha smentito categoricamente: «Leggo su l'Espresso online un articolo che mi riguarda dal titolo 'E Finocchiaro ci ricasca alla Sma'. Si afferma che io, in un supermercato di Roma, mi sarei fatta aiutare a fare la spesa dagli agenti della scorta che mi accompagna».
«GLI AGENTI SONO SOLO DUE». Tutto falso, a suo dire: «Si dice anche che gli uomini (si parla di un agente che sarebbe restato fuori e di due che mi avrebbero aiutato, cosa improbabile visto che le persone della scorta sono solo due...) avrebbero prima, in modo 'servizievole' (così afferma l'articolo), cercato le buste per la spesa, e poi, 'graziosi' (sempre l'articolo a sottolinearlo) mi avrebbero anche aiutato a scegliere delle banane. Subito dopo, però, sarebbero stati 'prontissimi' a impedire a chiunque di fare fotografie con il cellulare. Tralascio i commenti che la giornalista aggiunge sul mio conto. Io voglio solo dire che la notizia non è vera».
La Finocchiaro proprio per certe 'macchie' era stata bocciata da Matteo Renzi nella corsa al Quirinale, scatenando un'aspra polemica tra i due.
«LA SCORTA? OBBLIGATA AD AVERLA». Stavolta ha usato Twitter per precisare: «Come ho già avuto modo di affermare è il ministero degli Interni che mi ha obbligato a essere accompagnata dalla scorta. Ma nessuno giovedì sera mi ha aiutato a fare la spesa al supermercato dove, come è ovvio, sono stata solo accompagnata dagli agenti che hanno l'obbligo di farlo quando esco di casa. La spesa me la sono fatta da sola e da sola mi sono scelta le banane e da sola mi sono caricata le buste in macchina. E nessun ha impedito a nessuno di scattare fotografie».
L'ESPRESSO CONFERMA, ARRIVA LA QUERELA. Pronto un passo indietro da parte de l'Espresso? Niente affatto: «Confermiamo i fatti e siamo in grado di produrre i testimoni», è stata la secca risposta.
Inevitabile la contro-replica della senatrice: «Non mi resta che adire le vie legali per ripristinare la verità dei fatti e tutelare la mia onorabilità».

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