Scuola, la morale francese

Un nuovo corso, ispirato ai principi base della Repubblica.

di Paolo Saccò

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23 Aprile 2013

da Parigi

Il ministro francese Vincent Peillon.

Il ministro francese Vincent Peillon.

Oggi più che mai è importante che «certi valori siano inculcati» nella testa dei giovani francesi. Per far in modo che sia così, dai seggiolini dell'asilo ai banchi del liceo, gli studenti francesi torneranno a studiare la morale laica. Dopo otto mesi di lavoro, gli esperti scelti dal ministro dell'Educazione, Vincent Peillon, hanno, comunque, preferito attenuare il carattere rivoluzionario del titolo della materia. E, l'ora di morale laica, ha dovuto cedere il passo «all'insegnamento morale e civico».
UN CORSO DI FORMAZIONE MINISTERIALE. Riservata ai professori di storia prima della sua scomparsa dai programmi nel 1968, l'ora di morale potrà, a partire dal 2015, essere insegnata da qualsiasi professore che abbia seguito il corso di formazione organizzato dal ministero.
Altra novità, il ministro ha ripetuto più volte che l'insegnamento dovrà essere valutato, ma, per il momento, l'entourage di Peillon non ha precisato né i metodi di giudizio né i contenuti dei libri di testo.
MOLTO ANCORA DA DECIDERE. Insomma, tutto o quasi, «resta ancora da decidere». L'idea generale, però, il ministro l'ha indicata: «Si tratta di una serie di conoscenze e di riflessioni sui valori, sui principi e le regole che permettono, all'interno della Repubblica, di vivere insieme seguendo gli ideali comuni della libertà, dell'uguaglianza e della fraternità».
UNA MORALE FUORI DALLA RELIGIONE. «Dietro la vaga nozione di morale laica», ha sottolineato Le Figaro, si nasconde «la certezza dell’esistenza di una morale fuori dalla sfera religiosa». Per il ministro, infatti, autore di un saggio consacrato al premio Nobel Ferdinand Buisson e alla sua fede nella laicità, si tratta di una questione di convinzioni e, nella sua testa, la laicità «è l'ultima difesa contro l'esplosione dei comunitarismi» francesi, ha spiegato Le Figaro.

Hollande e la lotta all'oscurantismo 

Studenti in classe.

Studenti in classe.

Un'idea sostenuta con la stessa forza solo qualche mese fa dal presidente Hollande nel suo discorso a Drancy dove aveva affermato che la morale laica «deve aiutare i ragazzi a lottare con le proprie forze contro l'oscurantismo».
L'ESPLOSIONE DELL'INDIVIDUALISMO. Dalle pagine del Nouvel Observateur, intanto, i professori hanno approvato la scelta di Peillon. Anche perché, la scuola francese «attraversa una crisi di legittimità senza precedenti» e un nuovo inquadramento «s’impone». «Ogni giorno gli alunni si prodigano nell'individualismo più spinto», ha raccontato una professoressa di una Zep (zone d’insegnamento prioritario) parigina. Tanto che, sempre secondo l'insegnante, tra gli allievi «i diversi gruppi religiosi o etnici non si rivolgono più la parola perché non hanno più niente in comune».
DAL GOVERNO UNA PROPOSTA «STERILE». Ma in Francia non sono tutti così sicuri di poter imporre i valori della morale repubblicana alla gioventù francese a forza di letture obbligate. Tra questi, l'economista francese Yann Algan che, a Le Monde, ha confessato i suoi dubbi sulla proposta «sterile» del governo: «Più che di una morale laica, la scuola francese ha bisogno di cambiare i suoi metodi di insegnamento».

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