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Politica 

POLITICA

Francia: Ump, serenità di facciata

Copé modera i toni ma per il centrodestra è sfida aperta alla leadership con Fillon. E Sarkozy potrebbe tornare.

di Paolo Saccò

Nonostante la disfatta alle elezioni presidenziali e la formazione di un esecutivo socialista (il primo in Francia dal 1995, quando François Mitterrand lasciò il suo posto al gollista Jacques Chirac), la fazione di centrodestra Ump non si è lasciata destabilizzare ed è già in fase di ricomposizione. Lunedì 28 maggio è infatti stata una giornata carica di impegni per i vertici della fazione conservatrice, e sono arrivati svariati commenti dal mondo politico.
GUERRA TRA CAPI. Dopo il convegno del partito, il cui obiettivo era di «rimettere l'Ump in ordine di marcia» secondo le parole dello stesso segretario generale Jean-François Copé, è venuto il momento delle scelte definitive. In cima allo schieramento è in corso una vera e propria guerra dei capi: François Fillon, già primo ministro nell'esecutivo Sarkozy, non ha infatti nascosto negli ultimi giorni la sua volontà di conquistare la testa del movimento. Ma Copé ha moderato i toni e calmato gli spiriti: «L'obiettivo del seminario è stato dimostrare che potevamo avanzare uniti, su uno stesso fronte, e che d'ora in poi metteremo tutto il nostro impegno per affrontare la fase delle legislative che inizia».
LA SCELTA AI MILITANTI. Fillon, da fine stratega politico, non ha ritenuto opportuno di opporsi direttamente al leader dei neogollisti, come lo aveva fatto di recente. Si è accontentato di alcune dichiarazioni. Ai militanti spetterà il compito di decidere a chi dei due incomberà la responsabilità di guidare il partito nella fase di opposizione. «Nessuno ha un grado superiore a quello degli altri», ha concluso Copé, mentre lo speaker Roger Karoutchi ribadiva «oggi presentiamo all'opinione pubblica dei capi politici, non una lotta tra capi politici».
LA DESTRA SCALZATA IN SENATO E NELLE CITTÀ. Questo è quanto per l'immagine che i dirigenti dell'Ump hanno deciso di presentare all'opinione pubblica. Dietro le quinte, però, pare che l'atmosfera sia quanto mai tesa e che gli insulti siano volati per tutta la giornata. La questione, infatti, non può essere ridotta a un semplice diverbio tra esponenti della fazione. In ballo ci sono aspetti assai più importanti. La strategia dei conservatori nel suo insieme è da rivedere: tra il 2004 e il 2010 tutte le regioni francesi sono passate in mano alla sinistra. Anche il Senato, tradizionalmente roccaforte del centro-destra, è scivolato agli avversari progressisti. Quanto alle amministrative, i sindaci Ump di grandi città si contano ormai quasi sulle dita di una mano.
È ormai evidente, poi, che negli ultimi giorni si sono configurate nuove correnti all'interno della fazione, e che di conseguenza gli equilibri sui quali poggiava l'Ump fino ad adesso sono da rivedere. Dopo le legislative, la prossima scadenza elettorale non arriverà prima di un anno. È quindi importante, hanno fatto sapere membri altolocati del movimento, che tutto sia perfetto per la possibile riconquista del potere.

L'ingombrante ombra di Sarkò

Nicolas Sarkozy potrebbe tornare da un momento all'altro sul palcoscenico della politica francese per mettere ordine nelle carte del suo partito, con buona pace di Copé e Fillon che hanno atteso ben poco per spedire Sarkò nel dimenticatoio («non c'è più leader naturale», aveva dichiarato François Fillon pochi giorni fa). Anche ex-ministri come Roselyne Bachelot e il fidato Claude Guéant lo hanno ricordato: il momento in cui Nicolas Sarkozy rinuncerà alla politica non è ancora giunto.
A destra, insomma, è stata una giornata di placide vociferazioni, di profondi dispiaceri taciuti e anzi mascherati. L'appello all'unità è stato lanciato da un coro di voci all'unisono, ma la sua realizzazione per il momento rimane un lontano miraggio.
BAYROU VOTA FILLON. In mezzo a questo caos, è emerso l'inabituale contributo del moderato François Bayrou, presidente del MoDem e candidato due volte sfortunato alle elezioni presidenziali. Il leader del centro ha dichiarato che «in questa lotta dei capi, la mia preferenza va a François Fillon», come ha notato Le Point. «L'ex-primo ministro rappresenta una destra aperta, con la quale potrei lavorare, mentre Copé è piuttosto un amante dei rapporti di forza».
NESSUNA ALLEANZA CON LE PEN. La lotta è serrata anche e soprattutto nelle prossime legislative, in particolar modo perché il segretario generale dell'Ump (che ricopre anche cariche a livello locale, in primis come sindaco di Meaux, città a 70km dalla capitale) ha riaffermato la sua assoluta opposizione ad alleanze con il Front National di Marine Le Pen nelle circoscrizioni a rischio, come ha sottolineato Le Figaro.
A sinistra, di contro, i vertici politici possono addirittura permettersi di speculare sulle alleanze future che il partito vorrà o meno stringere con altri movimenti politici. Tra questi c'è proprio il MoDem di Bayrou, come ha analizzato Le Monde. Le prossime settimane nella capitale saranno fondamentali per la ricomposizione di maggioranza e opposizione, dopo l'onda socialista che ha travolto l'Eliseo.

Martedì, 29 Maggio 2012


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