Grecia-Germania, le ragioni dei Paesi sui debiti di guerra

Uno studio stima le riparazioni in 332 miliardi. I trattati danno ragione a Berlino. Ma gli storici tedeschi: «Questione morale». Tsipras: senza aiuti non paghiamo.

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23 Marzo 2015

Le truppe di Adolf Hitler ad Atene, nel 1941.

(© Getty Images) Le truppe di Adolf Hitler ad Atene, nel 1941.

Per il vice cancelliere tedesco Sigmar Gabriel, socialdemocratico, le probabilità che le richieste di risarcimento della Grecia per i crimini nazisti vadano in porto sono «pari a zero».
A Berlino la questione è liquidata. Dal secondo conflitto mondiale ci sono stati l’accordo per le riparazioni di Parigi del 1946, la Conferenza di Londra del 1953 sul debt agreement (con agevolazioni straordinarie alla Germania fino alla riunificazione) e il trattato bilaterale con Atene del 1960.
L'AJA STA CON I TEDESCHI. La Charta di Parigi e il Trattato sulla riunificazione del 1990 hanno poi presupposto come archiviate eventuali altre riparazioni di guerra della Germania.
E, nel 2006, una sentenza del Tribunale internazionale dell’Aja ha anche dato ragione alle argomentazioni tedesche: un verdetto super partes, ripetuto nel 2012 anche contro la Cassazione italiana che, sul risarcimento alle vittime di eccidi nazisti, aveva respinto il diritto tedesco all’immunità di Stato.
CONTENZIOSO MAI CHIUSO. Ancorandosi a questi precedenti, il governo bipartisan di Angela Merkel chiude categorico a ogni rivendicazione.
Ma, spiegano alcuni storici tedeschi a Lettera43.it, i risarcimenti dei crimini nazisti sono un contenzioso - non solo giuridico - mai chiuso.
Nonostante le sentenze e i trattati tra gli Stati, le famiglie delle vittime (e contraddittoriamente gli Stati che li rappresentano) non hanno mai smesso di avanzare richieste, anche prima della crisi dell’euro.
La questione non è unilaterale come viene presentata da Berlino. Tanto più che lo scontro sul debito tra Germania e Grecia ha fatto riesplodere il dibattito internazionale, strumentalizzandolo in termini politici.

Le riparazioni di guerra salderebbero i 320 miliardi di debito greco

La stretta di mano fra Alexis Tsipras e Angela Merkel.

(© Ansa) La stretta di mano fra Alexis Tsipras e Angela Merkel.

Circa l’equivalente di 1 miliardo attuale di euro (115 milioni di marchi) nel 1960 è stato ripagato ad Atene da Berlino: un rimborso parziale e, per i greci, provvisorio e da ridiscutere.
Dalla riunificazione, il parlamento ellenico è tornato ciclicamente ad avanzare richieste aggiuntive alla cifra forfettaria incassata.
Le stime sono dibattute. Escludendo i risarcimenti alle centinaia di vittime civili delle Ss tra il 1941 e il 1945, all’epoca solo il prelievo nazista (a interesse zero) nella Banca nazionale di Atene equivalse a 476 milioni di marchi.
DIE ZEIT PARLA DI 70 MILIARDI. Secondo un calcolo del settimanale tedesco die Zeit, in valuta odierna i danni dei tedeschi in Grecia ammonterebbero ad almeno 70 miliardi di euro, già rivalutati a un tasso d’interesse del 3%.
Ad Atene però nel 2012, a clima già incandescente, una Commissione sulle riparazioni aveva stimato in 162 i miliardi di euro del debito della Germania con il Paese.
E il nuovo governo di Alexis Tsipras ha minacciato di pignorare gli immobili dei tedeschi, per ripianare il pagamento delle riparazioni di guerra in sospeso, indicate in un nuovo studio in 332 miliardi di euro. Soldi con i quali, a sua volta, ripianare il debito greco di 320 miliardi.
«RESPONSABILITÀ MORALE». «Ma usare politicamente il contenzioso ci mette su un sentiero sbagliato. Anche perché, tra l'altro, le richieste della Grecia alla Germania non sono odierne, si susseguono e sono in sospeso da decenni», precisa a Lettera43.it lo storico Ulf Brunnbauer, direttore dell’Istituto per la Ricerca nell’Est e nel Sud Europa dell’Università di Regensburg.
E se «sul piano del diritto è prevedibile che la questione si risolva, come in passato, in favore della Germania», a suo avviso «resta una responsabilità morale dei tedeschi da assolvere. In particolare verso la Grecia».
Un investimento, in termini anche finanziari, in memoria delle vittime elleniche com’è avvenuto per altri morti del nazismo, «alleggerirebbe Berlino dalle richieste e toglierebbe argomenti ad Atene».

Ma allora anche l'Italia dovrebbe rimborsare la Grecia?

L'avanzata dei tedeschi nella Ex Jugoslavia, durante la Seconda guerra mondiale.

(© Getty Images) L'avanzata dei tedeschi nella Ex Jugoslavia, durante la Seconda guerra mondiale.

Riaprire il capitolo delle riparazioni tra Stati della Seconda guerra mondiale è un terreno scivoloso.
In Germania gli analisti concordano che, a essere rigorosi, a quel punto anche l'Italia dovrebbe rimborsare la Grecia per l'invasione.
Nel 1941 fu Benito Mussolini ad attaccare. Adolf Hitler sferrò la sua Blitzkrieg ad Atene in aiuto all'alleato che perdeva.
In misura molto inferiore, anche gli italiani e gli altri occupanti bulgari provocarono danni alla Grecia.
QUESTIONE IMMOBILI IRRISOLTA. «E proseguendo su questo piano, Atene dovrebbe poi confrontarsi con la questione, per esempio, degli immobili mai risarciti alle vittime ebree», è dell'avviso il noto storico bavarese (di origine ebraica) Michael Wolffsohn.
Pure in Italia si riaprirebbero contenziosi da parte delle vittime del nazifascismo e dei loro discendenti.
Mentre i tribunali italiani continuerebbero a chiedere giustizia alla Germania per le stragi delle Ss: la pronuncia del 2014 della Consulta ha aperto la strada alle loro domande di risarcimento.
UN GESTO NOBILE (ED ECONOMICO). Per uscire dal vicolo cieco, anche per Wolffsohn la via è riconoscere i debiti «morali» in sospeso. Anziché chiudere anche ai rimborsi individuali, la «Germania dovrebbe risarcire le vittime in vita, purtroppo poche, del nazismo», dichiara l'esperto a Lettera43.it. «Sarebbe un gesto giusto e nobile, ormai anche economico».
Il lavoro esteso di analisi, ricostruzione storica e divulgazione, compiuto dal 1945 in Germania attraverso libri, film e anche numerosi memoriali, «non vale ancora per i crimini nazisti nel Sud-Est dell'Europa, inclusi quelli in Grecia, davvero massicci e particolarmente efferati contro la popolazione. Ma dei quali i tedeschi hanno ancora poca consapevolezza, rispetto ad altri terribili avvenimenti dell'epoca», spiega Brunnbauer.
GRECIA, GLI ECCIDI SCOMODI. Parlare di rimozione però è sbagliato. Da decenni, in Germania si insiste senza tabù sugli orrori del nazismo nelle scuole come sui media, che trasmettono continuamente documentari sull'accaduto: «Ma sugli eccidi in ex Jugoslavia e Grecia è stata svolta, in effetti, meno ricerca. Purtroppo ci si è occupati più di crimini di dimensioni enormi come l'Olocausto», dice lo storico.
La colpa è anche dei greci. Ai tempi dei golpe, i generali ellenici non enfatizzavano le persecuzioni subite dai partigiani comunisti.
«Le colpe dei padri non ricadono sui figli, ma resta una resposabilità tedesca. In Germania, i governi hanno speso molto per difendere la memoria delle vittime del nazismo. Questo impegno», conclude Brunnbauer, «deve valere anche per i greci».

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new zealand 23/mar/2015 | 17 :36

Storia: ma non dovremmo essere noi italiani a pagare i danni di guerra alla Grecia?
gli italiani di Mussolini partirono per SPEZZARE LE RENI ALLA GRECIA nell'Ottobre 1940 (poveretto, c'era anche mio zio, che poi fini pure in Russia), e l'operazione si concluse nell'aprile 1941, quando entrarono in scena i tedeschi. a operazioni finite l'italia ottenne il controllo dell'80% del territorio greco, che controllò fino al famoso 8 settembre 1943. Poi il fronte greco fu molto secondario e i tedeschi si ritirarono da Atene nell'Ottobre 1944 lasciano il posto agli Inglesi.
Dubito molto che i greci possano chiedere i danni ai tedeschi senza tirare in ballo anche gli italiani, ma ormai siamo abituati alle cose senza senso.

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