Grecia, migranti: piano umanitario da 700 milioni

Bruxelles vara l'intervento d'emergenza. Le risorse destinate in parte al governo Tsipras. Ma la quota maggiore è per le agenzie Onu e le Ong attive sul territorio.

01 Marzo 2016

Un bambino lascia dei fiori sul lato greco della recinzione alla frontiera con la Macedonia, in attesa di poter passare il confine.

(© Ansa) Un bambino lascia dei fiori sul lato greco della recinzione alla frontiera con la Macedonia, in attesa di poter passare il confine.

Un piano di aiuti in favore della Grecia, per evitare che la crisi migratoria in corso si trasformi in una catastrofe umanitaria. Era dalla fine della Seconda guerra mondiale che un provvedimento simile non veniva preso sul territorio di un Paese europeo. Sempre che l'Europa decida effettivamente di procedere.
Gli ultimi dettagli saranno messi a punto mercoledì 2 marzo dalla Commissione, con la firma del presidente Jean-Claude Juncker e del responsabile agli Aiuti umanitari, il cipriota Christos Stylianidis. In tutto, 700 milioni di euro in tre anni.
LA GRECIA AL COLLASSO. Il testo non cita direttamente Atene, ma è evidente che la maggior parte delle risorse debba essere destinata alla Grecia. Il piccolo Paese mediterraneo, dopo l'effetto-domino innescato dalla decisione dell'Austria di imporre un tetto giornaliero all'ingresso di profughi e potenziali richiedenti asilo, si sta trasformando in un «deposito di anime», per usare le parole del ministro dell'Immigrazione ellenico, Yannis Mouzalas. In ogni caso, solo una parte dei fondi andrà direttamente al governo Tsipras, per finanziare programmi di assistenza. La fetta principale dovrebbe toccare infatti alle agenzie Onu e alle Ong già presenti e attive sul territorio greco.
NEL 2016 GIÀ 131 MILA ARRIVI SULLE COSTE. Da gennaio 2015 i richiedenti asilo approdati in Europa hanno superato quota 1,1 milioni. La Grecia, in particolare l'isola di Lesbo, è diventata la porta d'ingresso per centinaia di migliaia di uomini, donne e bambini che hanno attraversato il Mar Egeo partendo dalla Turchia, per poi intraprendere a piedi o con altri mezzi la rotta balcanica con destinazione Austria, Germania o Svezia.
I migranti e i rifugiati giunti sulle coste europee attraverso il Mediterraneo, nei primi due mesi del 2016, secondo l'Unhcr sono già 131.724. Oltre il 90% di loro (122.637) sono sbarcati in Grecia. Una cifra superiore a quella registrata dopo i primi cinque mesi del 2015.
RISORSE DAL BILANCIO COMUNITARIO. I muri in Ungheria e nei Balcani, le limitazioni allo spazio Schengen, la scelta di Vienna di contingentare gli ingressi, la chiusura del confine da parte della Macedonia fanno sì che dalla Grecia i migranti non possano più muoversi.
Il sistema dell'accoglienza di Atene, di per sé già fragile, rischia di collassare. Di qui la decisione di Bruxelles di intervenire con un piano straordinario. Le risorse (300 milioni nel 2016, 200 nel 2017 e altri 200 nel 2018) verranno dirottate da altre voci del bilancio comunitario. Serviranno per aumentare la capienza delle strutture di accoglienza, aprirne di nuove, pagare i voucher degli hotel dove è ospitata parte dei migranti. Per finanziare le operazioni di salvataggio e fornire servizi, acqua, cibo, medicinali e programmi sanitari.
SERVE IL VIA LIBERA DEI GOVERNI UE. Con la fine imminente dell'inverno e la guerra in Siria ancora in corso, i flussi dei profughi sono destinati ad aumentare.
Ecco perché Bruxelles chiederà ai governi dell'Unione di dare rapidamente il loro via libera.

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