«Grillo stia fermo e non si faccia tentare dall'inciucio»

Il Nobel sullo stallo politico.

di

|

05 Aprile 2013

Dario Fo non molla. E difende il Movimento 5 stelle a spada tratta. Anche perché è proprio una spada di Damocle, quella che secondo il premio Nobel - che fin dall'inizio ha sostenuto il M5s - pesa in questo momento sulla testa dei parlamentari di Beppe Grillo.
Il pericolo secondo l'artista non è quello di perdere consenso o essere contestati, ma cadere proprio insieme con «i responsabili che hanno causato il crollo», dice a Lettera43.it. L'unica soluzione è quindi «resistere».
«Non so cosa devono fare esattamente i grillini in questo momento», spiega, «so solo che fanno bene a rimanere sull'orlo del precipizio senza lasciarsi trascinare nel baratro».

DOMANDA. Secondo il sondaggio Swg Grillo paga l'immobilismo e la fiducia nei suoi confronti è passata dal 36% di una settimana fa al 29%.
RISPOSTA.
Ho seguito le elezioni e tutte le previsioni e i sondaggi fatti prima del voto: per fortuna hanno sbagliato in modo esagerato, come questa volta. Anche se in realtà il loro non è uno sbaglio, ma un sogno che cercano di far diventare realtà.
D. Però il gruppo di contestatori che il 3 aprile davanti alla Camera ha criticato i grillini era vero. Gridavano: «Fate l'alleanza con il Pd, salvate il Paese».
R.
Grillo ha già spiegato come la pensa e ha ragione. Quale certezza ti danno questi partiti con cui bisognerebbe fare un'alleanza, che poi assomiglierebbe tanto a un inciucio?
D. Alcuni cittadini sia sul blog di Grillo sia davanti a Montecitorio dicevano: «Dire no a tutto è sbagliato».
R. Sono 20 anni che queste persone promettono al popolo italiano di cambiare certe regole, di risolvere i problemi. Non c'è nessuna serietà. E poi non è che Grillo non faccia alleanze, vorrebbe tanto riuscirci. Infatti dove ha avuto garanzie si è messo subito al lavoro.
D. Per esempio?
R.
In Sicilia in pochi mesi sono state fatte cose che il governo italiano non ha fatto per 20 anni. Solo che ora con la scusa che il parlamento è una cosa più complessa i vecchi partiti sanno solo ricattare.
D. Anche il centrosinistra?
R.
Finora hanno mandato tutto a quel paese perché c'erano sempre interessi comuni con altri gruppi o partiti di destra con i quali hanno fatto accordi. Come ci si può fidare allora - dopo 20 anni di bidoni - di queste persone?
D. Meglio non fare nulla?
R.
Adesso qualsiasi azione diventerebbe ironica e grottesca e ricadrebbe sulle teste dei grillini. Così se ci fosse un altro disastro ecco tutti a dire: vedi anche i grillini non valgono niente, anche loro propongono e promettono, ma sono bugiardi come tutti gli altri.
D. Anche loro adesso stanno tenendo il Paese bloccato...
R.
Ma non è che dicono no a tutto: dicono no al bidone. Per esempio Matteo Renzi ha di nuovo parlato dell'abolizione del finanziamento ai partiti, che bisogna agire subito, risolvere il problema delle paghe degli onorevoli e tagliare le spese. Ma lo diceva come se fosse una novità.
D. Invece?
R.
Sta facendo proprio quello che dice che non bisogna fare, ovvero rincorrere i grillini. E quello che propone si sa già, il suo è solo uno slogan pubblicitario, una sollecitazione politica di bassa lega.
D. Non crede neanche a Renzi?
R.
No, perché quello che dice non lo faranno mai. I soldi che hanno se li tengono nascosti sotto la giacca e dentro le scarpe, non li tireranno mai fuori anche solo per dare un'indicazione.
D. Che cosa si aspettava?
R.
Bastava che dicessero: ci siamo anche noi, ci mettiamo alla pari della disperazione di migliaia di cittadini che soffrono la fame. Ma se non fanno neanche un gesto simbolico, figuriamoci quando si tratterà di fare una legge. Questa gente ha sempre mentito e continua a sfottere e fottere la povera gente.
D. Sì, ma fino a quando i grilli potranno continuare a fare melina?
R.
Fino a quando gli altri non dimostreranno con gesti seri e precisi che sono convinti di realizzare qualcosa di nuovo. Grillo da un mese e mezzo chiede loro: tagliate gli enormi e assurdi privilegi che avete, cercate di essere generosi, dimostrate di avere una coscienza civile. Invece se ne sono fregati. E guai a chi ne parla dentro il partito.
D. Ma sul blog di Grillo sono gli stessi elettori a chiedere di smuovere la situazione.
R.
Anche gli elettori devono farsene una ragione, non possono mettersi nelle mani di questa gente, perché finirebbero in una buca profonda senza fondo. Ed è questa la trappola peggiore per tutti gli italiani.
D. Ora però è più forte la paura di rimanere fermi sulle sabbie mobili e sprofondare.
R.
Invece devono avere paura di questa gente che li governa, sono loro il vero stallo, sono dei politici nati con la veste per stare fermi e fingere di muoversi.
D. A smuovere la situazione ora è arrivato il comitato dei saggi. Che cosa ne pensa?
R.
Quella è una cosa meravigliosa, è stata un'idea incredibile: questi saggi che non hanno neanche la possibilità di imporre o firmare niente, possono solo suggerire. Che bell'idea, è come dire: potete fare qualcosa, ma se non la fate nessuno vi dirà che siete dei mascalzoni.
D. Il gioco delle tre carte?
R.
È il gioco della truffa, vogliono far passare il tempo, dare illusioni e speranze. E nel mentre lasciar cadere il placido Don. Insomma scorre l'acqua, ma sembra che non si muova niente.
D. Però un senso di perdizione c'è anche nel M5s: il capogruppo al Senato Vito Crimi dice una cosa e Grillo un'altra. Un leader non eletto che corregge e smentisce i suoi deputati?
R.
Crimi ha fatto una proposta avventata dicendo che Bersani era meglio di Monti. È come entrare nella trappola, non puoi fare delle azioni se non hai la garanzia che queste vadano portate a termine. Altrimenti diventa il solito inciucio infinito. Basta guardare il governo Berlusconi che ha preso in giro l'Italia intera per anni, bisogna cancellare tutto.

Twitter @antodem

© RIPRODUZIONE RISERVATA

robinson 7 05/apr/2013 | 21 :09

Gli interessi elettorali del nuovo partito prevalgono e generano strategie segrete o incomprensibili per i cittadini. Complimenti a tutti loro.

atticista 05/apr/2013 | 16 :48

Che tristezza!
Da sempre non c'è mai stato un uomo di spettacolo che abbia svolto il ruolo politico con la stessa bravura.Si è sempre verificato l'opposto; scatta sempre la legge dell'inversamente proporzionale, tanto bravo sul palcoscenico quanto dannoso e incapace sul piano politico.A livello internazionale non possiamo dimenticare l'esperienza Reagan e i danni provocati dalla liberalizzazione della finanza. Ancora oggi ne stiamo pagando le scelte. L'assegnazione del Nobel per Letteratura/Teatro non fa scattare il riconoscimento della perspicacia in funzione politica. Nel caso del maestro Fo possiamo ricordare l'ultimo invaghimento per l'on.le Di Pietro. Per il rispetto e il bene che voglio al maestro Fo gli auguro di non subire ancora una forte delusione.

Vis Roboris 05/apr/2013 | 16 :06

IL NOBILE VECCHIO NON E' SEMPRE SINONIMO DI SAGGEZZA.
Esimio professor Dario Fo,
lei ha quasi cent'anni e ragiona con un cervello che oramai è più proiettato verso una dimensione più elevata, più celeste e molto prossima, piuttosto che al futuro dei giovani.
Non ponga questi ragazzi - come pecore - in un recinto dove solo il suo proprietario può entrarvi e disporre l'ordine di uscita.
Hanno genialità, coraggio e volontà di cambiare - sovvertendo - l'ordine imposto da politicanti che hanno determinato il fallimento del nostro paese.
Se, questi ragazzi, ritengono di avvicinarsi con cautela alla persona che loro ispira fiducia, li lasciali andare e non impedisca di vivere la loro esperienza, così come lei ha potuto fare nella sua vita. I suoi consigli potranno servire ai suoi coetanei, non certamente a chi ha il sangue che corre più velocemente nelle proprie vene. Piuttosto cerchi di impedire all'occulto regista - che li vuole "inquadrati e coperti" - di robotizzarli e di servirsene per gli scopi studiati ed organizzati mentre è seduto dietro una scrivania con il monitor di un PC davanti agli occhi.

Alessandromagno 05/apr/2013 | 14 :23

Anche Dario Fo ha fatto la stessa fine di Napolitano . . .!
S'è rincoglionito . . .ricoveratelo !

Per scrivere un commento è necessario registrarsi oppure accedere con Twitter o Facebook: Loggati - Registrati

Dalla nostra HomePage
Brexit, i rappresentanti Uk sgraditi a Bruxelles

Londra temporeggia, ma Juncker vuole il divorzio rapido. Così i gli esponenti britannici dell'Ue si sentono di troppo. E arrivano le prime dimissioni.

prev
next