Il ddl Riforme ok per soli 4 voti: è bagarre nel Pdl

Al Senato 218 sì, i berlusconiani divisi: falchi contro colombe.

23 Ottobre 2013

L'Aula del Senato della Repubblica italiana.

(© GettyImages) L'Aula del Senato della Repubblica italiana.

Il Senato ha approvato, in terza lettura, a maggioranza assoluta con 218 voti il disegno di legge che istituisce il Comitato parlamentare per le riforme costituzionali. È la seconda deliberazione del Senato, mentre la prima era avvenuta l'11 luglio. L'ok finale spetta ora alla Camera, che ha già votato su questa delibera il 10 settembre.
L'OPPOSIZIONE VOTA NO. Hanno votato contro Movimento cinque stelle e Sinistra ecologia e libertà. Si sono astenuti in 12, tra questi tre del Popolo della libertà - Augusto Minzolini, Francesco Nitto Palma e Ciro Falanga - in dissenso dal loro gruppo perché non è stato affrontato il tema della riforma della Giustizia. Si è astenuto anche il senatore del Partito democratico Corradino Mineo, nonostante le indicazioni del suo gruppo.
MAGGIORANZA ASSOLUTA PER SOLI 4 VOTI. Pallottoliere alla mano, non sono mancate le polemiche. Il Senato ha evitato, per soli quattro voti, il possibile ricorso al referendum confermativo che sarebbe scattato se non si fosse raggiunto il quorum dei due terzi.
MANCANO 19 VOTI DEL PDL. Sulla carta (e senza contare il gruppo Misto, in cui siedono anche i senatori a vita) sommando Pdl, Pd, Sc, Gal e Autonomie, la maggioranza avrebbe dovuto avere 239 voti. Ne sono mancati così 19. Molte le defezioni nel Pdl: dei 15 senatori campani, che ormai si definiscono una vera e propria 'componente politica', hanno votato soltanto in tre e «solo per evitare che si aprisse una crisi più profonda». Ma non soltanto loro hanno fatto mancare il voto al ddl costituzionale.
È scoppiata così la bagarre nel Pdl visto che le 'colombe' hanno dato la colpa della mancanza dei voti ai 'falchi'.
LA PROTESTA DI SEL. Al momento del voto i senatori di Sel hanno indossato per protesta il fazzoletto rosso dei partigiani. Prima della votazione finale avevano consegnato al ministro Quagliariello una voluminosa copia della Costituzione e degli atti dei lavori dell'Assemblea costituente.
IL DDL TORNA ALLA CAMERA. Con la replica del ministro per le Riforme era ripreso nell'Aula del Senato, l'esame del ddl costituzionale. Il testo quindi deve tornare alla Camera per la quarta e definitiva lettura.

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bruzec 23/ott/2013 | 20 :56

Maggioranza al limite.
Non sono capaci-o meglio non vogliono-cancellare la legge elettorale vergogna, figurarsi se riusciranno senza fare danni a riformare l'ossatura portante del nostro sistema istituzionale e politico, per cui occorrono mani sapienti e menti illuminate e non becchi di falchi e colombe e maggioranze rissose. La Costituzione è un bene troppo grande per essere affare di pochi, dei soliti noti. Va rispettata per quello che è e che rappresenta. Senza cedimenti a forzature di parte come si tenterà di fare. La Costituzione è di tutti. In primis di noi cittadini. E va difesa.

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