Il sindaco di Gela espulso dal M5s

Domenico Messinese fuori dal Movimento per «essere venuto meno agli obblighi assunti con la candidatura». Dalla senatrice Fucksia all'amministrazione di Quarto, le ultime grane dei pentastellati.

30 Dicembre 2015

Il sindaco di Gela Domenico Messinese.

(© Ansa) Il sindaco di Gela Domenico Messinese.

Dopo l'espulsione della senatrice Serenella Fucksia, anche il sindaco di Gela, Domenico Messinese, è fuori dal Movimento 5 stelle.
Il sindaco «è venuto meno agli obblighi assunti con l'accettazione della candidatura e si è dimostrato totalmente fuori asse rispetto ai principi di comportamento degli eletti nel M5s ed anche alle politiche ambientali, energetiche ed occupazionali più accreditate in ambito europeo», hanno annunciato i vertici regionali del Movimento, che si sono assunti l'onere della decisione, lasciando per questa volta fuori i fondatori del M5s.
In risposta, il 31 dicembre il primo cittadino di Gela ha fatto sapere che non ha nessuna intenzione di dimettersi: «è solo l'ennesima esecuzione di piazza».
Nel comunicato diffuso dal M5s Sicilia si precisa che «Messinese non ha provveduto al taglio del proprio stipendio, nonostante il consiglio comunale abbia votato un atto d'impegno in questo senso. Inoltre, ha avallato il protocollo di intesa tra Eni, Ministero dello Sviluppo economico e Regione Siciliana. Un accordo che il gruppo parlamentare del M5s ha osteggiato con tutte le sue forze non solo perché in aperto contrasto con i sui principi, ma anche perché contrario alle più accreditate politiche di tutela ambientale, energetiche, occupazionali e di economia turistica».
«NESSUNO MI HA CHIAMATO». A Messinese è stato dato il benservito senza troppi complimenti. «Non mi ha chiamato nessuno, nessuno mi ha mai chiesto spiegazioni», ha ammesso il sindaco finito sotto processo da parte di consiglieri, assessori e di mezzo meet-up locale per la sua gestione poco 'ortodossa' rispetto alle regole del Movimento.
Lo stesso Messinese ha accusato i vertici di 'latitanza' e precisa: «se c'è stata per mantenere la libertà di gestione è un conto, ma se invece è per poter abbandonare un sindaco che crede nel Movimento allora è un'altra cosa».
I GUAI DEL M5S A QUARTO. Anche a Quarto le beghe dei pentastellati sono da mesi sulle pagine dei giornali. Prima le indiscrezioni su una vicenda di condono edilizio su beni della famiglia del sindaco M5s Rosa Capuozzo, poi le indagini a carico dell'ex consigliere M5s de Robbio (per tentata estorsione aggravata ai danni della Capuozzo e di voto di scambio) a sua volta espulso dal Movimento.
Il segretario della Commissione Antimafia Marco Di Lello ha annunciato l'intenzione di portare la vicenda all'attenzione dell'organismo ma i parlamentari del Movimento mettono le mani avanti.
«Il M5S è parte lesa, ed il sindaco Capuozzo ha respinto tutte le richieste avanzate dall'ex consigliere De Robbio, già espulso dal Movimento prima che emergessero indagini a suo carico». Anche la sindaca frena e si difende: «non ho denunciato il consigliere perché non ritengo di aver subito minacce sia sulla nomina di assessori, sia per favorire imprese di amici nell'assegnazione dello stadio, sia per assumere in Comune sue persone. Con De Robbio - assicura - solo divergenze politiche».
IL CONTRO-DISCORSO DI GRILLO. Beppe Grillo intanto, pur avendo separato il suo nome da quello del Movimento, per la sera di fine anno non rinuncia al suo 'tradizionale' contro-messaggio da leader: mentre il Presidente della Repubblica si affaccerà dalla Tv nelle case degli italiani all'ora di cena, il fondatore del Movimento lo farà alla stessa ora via web, trasmettendo il suo messaggio dal blog.
Massimo riserbo sui temi che affronterà il leader pentastellato che sempre più sta lasciando campo agli esponenti del Movimento. Un fatto registrato anche dal Financial Time che oggi incorona 'Mr. Di Maio' probabile erede dell'ex comico, pubblica la sua foto in prima pagina e promuove il Movimento alla maggiore età.
FT: «IL MOVIMENTO ALTERNATIVA A RENZI». «Il Movimento 5 stelle è maturo», titola il quotidiano britannico, che aggiunge: «Un partito dal passato eccentrico si reinventa come seria alternativa a Renzi».
E del 'delfino' in pectore scrive: «Ci sono segnali di come stia cercando di smussare gli angoli più spigolosi di Grillo». L'autorevole testata esorta poi a fare i conti con quella che è la maggiore forza politica dell'opposizione: «Che il M5s abbia una chance nel minacciare Renzi la dice lunga sul declino sofferto dal quarantenne ex-sindaco di Firenze».
Non che il Movimento non 'soffra' anche lui in questo scorcio di fine anno: da Gela a Quarto, passando per la traumatica espulsione della Fucksia, anche il M5s ha infatti i suoi guai.
Un'arma che impugna il Pd per attaccare il suo avversario: «i Comuni che secondo Casaleggio e Grillo avrebbero dovuto rappresentare il fiore all'occhiello dell'esperienza M5s hanno dimostrando la loro inadeguatezza nell'occuparsi della gestione di enti e fondi pubblici».

 

 

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