Immigrazione, la Gran Bretagna caccia gli illegali

Azioni itineranti per stanare i clandestini.

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02 Agosto 2013

I cartelloni itineranti della campagna anti immigrazione di Londra.

(© Telegraph) I cartelloni itineranti della campagna anti immigrazione di Londra.

Dentro o fuori. Cioè fuori dal Paese o dentro una cella. Il Regno Unito sta vivendo una delle estati più calde degli ultimi 10 anni, ma non è l’insolito solleone a scaldare gli animi.
LA PRESSIONE PSICOLOGICA. Da metà luglio, a Londra sono comparsi cartelloni pubblicitari montati su furgoni itineranti che promuovono una nuova, criticatissima, campagna contro l’immigrazione clandestina. Voluta e ideata dall’Home office, il ministero degli Interni britannico.
Sul cartellone campeggiano un paio di manette e la scritta: «Sei nel Regno Unito illegalmente? Vai a casa o rischi l’arresto. Già 106 arresti la scorsa settimana nella tua area».
ESPERIMENTO PILOTA. I cartelloni per ora sono stati avvistati in sei quartieri di Londra e se l’iniziativa dovesse avere successo verrà estesa a tutti i grandi centri britannici.
Non si tratta comunque solo di parole: negli ultimi giorni di luglio nelle zone londinesi di Walthamstow, Kensal Green, Stratford e in centri come Durham, Manchester e Somerset sono stati intensificati i controlli sugli immigrati con 90 arresti di clandestini.
OPERAZIONE RAZZISTA. Secondo alcuni testimoni delle azioni di polizia, intervistati dal quotidiano The Independent, gli agenti si sono concentrati esclusivamente su persone non bianche, utilizzando un criterio razziale per portare a termine le operazioni.

Operazione a basso costo: 10 mila sterline. Ma con grandi polemiche

Theresa May.

Theresa May.

Per promuovere le azioni, il ministero ha creato un apposito hashtag su twitter #immigrationoffenders (immigrati clandestini), dando ampio risalto ad arresti e controlli a tappeto.
Tutto parte di una campagna mediatica low cost, ma di grande impatto,  visto che la trovata dei cartelloni - come dicono con orgoglio dall’home office -  è costata solo 10 mila sterline, meno delle 15 mila necessarie per rimpatriare un singolo clandestino.
ARTEFICE IL MINISTRO MAY.  La trovata, che secondo alcuni sondaggi non dispiace ai cittadini britannici, fa capo al segretario di Stato per gli Affari interni, la famigerata Theresa May, già definita dalla stampa britannica la futura Lady di Ferro.
Una conservatrice della vecchia scuola, assai poco incline all’Unione Europea e che ha avocato a sé i poteri concernenti l’immigrazione: dopo aver riformato l’agenzia per il controllo delle frontiere, sul suo tavolo c’è anche una nuova legge sull’immigrazione da approvarsi entro la fine del 2013 per restringere l’accesso dei clandestini a benefici e servizi.
LA RIVOLTA INTERNA. Il ministro May, che in passato ha sostenuto la sua contrarietà all’adesione britannica alla Convenzione  europea per i diritti dell’uomo, si sta attirando diverse critiche.
Anche dagli alleati di governo. Nick Clegg, vice primo ministro e leader dei liberal democratici, ha assicurato che nessuno nel suo partito è stato avvertito della campagna: «Non penso che far circolare un paio di furgoni nelle strade di Londra possa ispirare la fiducia del pubblico nei confronti del nostro sistema di immigrazione», ha detto alla Bbc.
LE CRITICHE DI FARAGE. Tra i critici, a sorpresa, è comparso anche Nigel Farage, leader della formazione di destra Ukip, il partito indipendentista anti-europeista in fortissima crescita di consensi e di voti.
Farage ha sostenuto che la campagna rischia di essere recepita come una dichiarazione di guerra da parte delle minoranze.  «È da Grende Fratello, da Germania Est anni ’80: è un modo orribile di fare le cose».

Il rischio effetto boomerang per Downing Street

Le campagne di sensibilizzazione contro il razzismo degli studenti londinesi.

(© Getty) Le campagne di sensibilizzazione contro il razzismo degli studenti londinesi.

Molti analisti politici hanno interpretato questa specie di caccia all’uomo proprio una risposta al crescente consenso del partito indipendentista: i conservatori vogliono mostrare i muscoli e riaffermare le proprie credenziali nei confronti di un elettorato tradizionalista sempre più sfilacciato.
LA DIFESA DEL PREMIER. Quale che sia le ragione, non è detto che non si trasformi in un boomerang per il governo di David Cameron, che ha cercato di buttare acqua sul fuoco.
«È una campagna che si indirizza a persone che sono qui illegalmente e che dà loro l’opportunità di non essere arrestate ed espulse. Sappiamo che il rimpatrio volontario è il modo  più efficace per affrontare l’immigrazione illegale», ha detto un portavoce del premier.
L’ACCUSA DI RAZZISMO. Ma le organizzazioni per i diritti umani sono sul piede di guerra.
Gran parte degli immigrati clandestini presenti nel Paese, sostengono le associazioni, sono australiani e sudafricani che rimangono nel Regno Unito dopo la scadenza del visto. Eppure la campagna mediatica e i controlli sembrano mirati prevalentemente a cittadini asiatici e comunque ai non bianchi.
LA TENSIONE IN CITTÀ. «Il ministero non ha consultato nessuno per questa campagna. Non hanno avvertito i Consigli dei quartieri o le polizie di zona, creando in diverse aree una situazione molto tesa», hanno spiegato i rappresentanti del Refugee migrant forum.
La memoria va agli scontri dell’estate dell’agosto 2011 quando in seguito all’omicidio di un giovane di colore da parte della polizia scoppiarono a Londra e in altre città inglesi, violente rivolte che durarono cinque giorni e che si conclusero con cinque morti, centinaia di feriti e più di 3 mila arresti.

 

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gallero 03/ago/2013 | 20 :16

bene,ma poco severa
il governo fa bene,l'immigrazione clamdestina è un male,non solo perchè è illegale,ma perchè è ingiusta,discriminante,ci sono 7 miliardi di persone che vengono escluse dall'accoglimento,perchè?ugualmente illegale sarebbe accettarla,ma anche un fardello esiziale per gli aborigeni,ed un criterio incoerente per la politica estera

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