Isis, 007 iracheni: «Sono 400 i jihadisti mandati in Europa»

Sparsi tra Germania, Gran Bretagna, Italia, Danimarca e Svezia. Cellule pronte a colpire «in autonomia».

23 Marzo 2016

Secondo gli 007 iracheni, sono 400 i terroristi che l'Isis ha infiltrato in Europa.

Secondo gli 007 iracheni, sono 400 i terroristi che l'Isis ha infiltrato in Europa.

Un esercito di 400 combattenti addestrati e inviati in Europa, pronti a colpire «in autonomia», scegliendo luoghi, tempi e metodi di attacco.
I soldati del Califfo spaventano il nostro continente, messo in allarme da una 'soffiata' degli 007 iracheni all'agenzia di stampa Associated Press. Si tratterebbe di cellule interconnesse, come quelle che hanno agito a Parigi e Bruxelles, sparse tra Germania, Gran Bretagna, Italia, Danimarca e Svezia.
Un flusso di foreign fighters contro il quale gli stati nazionali proveranno a blindarsi, a cominciare dai trasporti, dagli aeroporti alle metropolitane, passando per le stazioni ferroviarie, senza dimenticare gli altri obiettivi ritenuti sensibili.
LE MISURE A LONDRA. A Londra il ministro dell'Interno Theresa May ha cercato di rassicurare gli inglesi: negli ultimi 18 mesi, ha dichiarato, sono stati sventati sette attentati dell'Isis. May non ha rivelato altri dettagli, ma ha elencato le misure precauzionali adottate per proteggere il Paese: confini e dogana con Belgio e Francia blindati, filtro dei veicoli che entrano ed escono, aumento della polizia negli aeroporti e nelle stazioni di metro e treni.
IN FRANCIA PROSEGUE LO STATO D'EMERGENZA. A Parigi, dove è ancora in vigore lo stato d'emergenza dopo gli attentati del 13 novembre, il ministro dell'Interno Bernard Cazeneuve ha annunciato il dispiegamento di altri 1.600 poliziotti. Ronde armate, agenti che sorvegliano discretamente anche le scuole, continue perquisizioni anche all'ingresso dei supermercati: nessuno si sottrae, nessuno si lamenta, il 13 novembre è ancora una ferita aperta. Agli aeroporti di Roissy Charles de Gaulle e di Orly sono parcheggiati mezzi blindati della polizia.
LA SPAGNA BLINDA GLI AEROPORTI. La Spagna ha annunciato un rafforzamento della sicurezza nei suoi aeroporti, senza rivelare dettagli sulle misure concrete che intende adottare. A Madrid il livello d'allerta è rimasto al livello 4 su 5, come raccomandato dagli esperti di antiterrorismo. All'aeroporto di Barcellona, quello più frequentato dai turisti, sono sbarcate le truppe antisommossa che hanno a disposizione anche unità cinofile.
BERLINO CONTROLLA LA FRONTIERA BELGA. In Germania il controllo totale degli aeroporti si annuncia più difficile, soprattutto nelle hall d'ingresso. Strettissimi, invece, i controlli alla frontiera con il Belgio, con l'impiego fra l'altro di cani anti-esplosivo che partecipano alle operazioni di verifica dei veicoli più sospetti. Mentre in Olanda nelle prossime ore dovrebbe riprendere a circolare il Thalys, il treno ad alta velocità che parte e arriva a Parigi, ma che dopo Bruxelles tocca Amsterdam e Colonia.

L'Italia difende gli obiettivi sensibili con 800 soldati in più

Massima attenzione ai luoghi affollati, 800 militari in più per vigilare gli obiettivi sensibili nelle città e revisione di tutti i piani d'intervento, compresi quelli d'evacuazione in caso d'attacco o di minaccia reale. Così il ministero dell'Interno innalza le difese dell'Italia, dove il rischio attentati è considerato «significativo» dai servizi segreti e dalle forze di polizia impegnate nella prevenzione del terrorismo.
AUDIZIONE DEL DIRETTORE DELL'AISI. L'assenza di minacce specifiche, infatti, non significa che non siano presenti nel nostro Paese soggetti che potrebbero passare all'azione. Il punto è stato fatto al Copasir dal direttore dell'Aisi, Arturo Esposito, nel corso di oltre due ore di audizione. Secondo il servizio di sicurezza interno non c'è 'alcun riscontro su cellule terroristiche nel nostro Paese, anche se ciò non vuol dire che non si possano strutturare o che non ci sia la progettualità di costituirle», ha spiegato al termine dell'audizione il presidente del Copasir, Giacomo Stucchi.
SONO 93 I FOREIGN FIGHTERS ITALIANI. Stando ai dati forniti dall'Aisi, non sono cambiati i numeri dei foreign fighters italiani, sempre a quota 93 e sempre monitorati. C'è poi grande attenzione da parte degli 007 al web, per due motivi: innanzitutto sono tante le minacce all'Italia e al Vaticano, simbolo dei «crociati», che circolano in rete e sul deep web, pur se non circostanziate. Inoltre, si riscontra una forte propaganda jihadista, specie da parte dell'Isis, che fa presa su tanti giovani che possono radicalizzarsi e passare all'azione, spinti dalla voglia di emulare atti come quelli di Parigi e Bruxelles.
IN ARRIVO NUOVE ESPULSIONI. L'attenzione dell' intelligence e dell'antiterrorismo è poi concentrata sul monitoraggio di quei soggetti, nell'ordine di alcune decine, presenti nel nostro Paese e che, pur non avendo al momento alcuna progettualità in atto, potrebbero intraprendere un percorso di radicalizzazione. La raccolta delle informazioni, infatti, ha fatto emergere la presenza di diversi soggetti, alcuni anche in collegamento tra loro, che potenzialmente potrebbero rappresentare una minaccia. Alcuni di loro sono già stati espulsi, altri lo saranno nelle prossime settimane, altri sono stati colpiti da provvedimenti della magistratura, altri ancora restano sotto stretta osservazione.
AUMENTA LA VIGILANZA SUI LUOGHI AFFOLLATI. Il timore di forze di polizia e servizi è la possibilità di un gesto eclatante, che ottenga la massima visibilità mediatica grazie al numero di vittime colpite. Per questo una vigilanza speciale è stata caldeggiata dal Viminale, con una circolare a prefetti e questori, non solo su aeroporti, stazioni e metro, ma soprattutto sui luoghi affollati: si va dalle partite di calcio agli eventi religiosi in pieno Giubileo all'intrattenimento musicale. Nella circolare inviata si chiede di «sensibilizzare ulteriormente» non solo le «misure di vigilanza e sicurezza in atto a protezione degli obiettivi e siti comunque riconducibili al Belgio», ma anche quelle relative ad «ogni altro obiettivo ritenuto a rischio».
STRETTA SU CARCERI E PERIFERIE. Per cercare di ridurre quanto più possibile i rischi, inoltre, il Viminale ha disposto una stretta su carceri e periferie e un più capillare controllo del territorio. Proprio per questo si sta lavorando ad un aumento del contingente di militari già presenti nelle città nell'ambito della missione Strade Sicure: l'obiettivo è quello di aggiungere ai 6.300 già sulle strade altri 800 soldati. Di questi, 200 dovrebbero essere destinati a Roma, dove sono già presenti 2.200 militari, altri 600 nelle altre città, in modo da liberare le forze di polizia per il controllo del territorio.

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