Politica
LE VESPE
La famiglia secondo Scola e Cazzullo
In un libro cofirmato il giornalista chiede conto della «Vita buona» dei cattolici.
Cos’è una famiglia cristiana (quella vera, non di carta)? Come
deve comportarsi un autentico servitore di Cristo? E cosa bisogna
fare per promuovere i valori evangelici tra le mura
domestiche?
Gli interrogativi saranno al centro del VII Incontro
Mondiale delle Famiglie (cattoliche), in programma a Milano da
domenica 27 a domenica 3 giugno, con la partecipazione del Santo
Padre.
Per chi voglia arrivare preparato all’appuntamento, si
consiglia il libro di Angelo Scola e Aldo Cazzullo, La
vita buona. Un dialogo sulla Chiesa, la fede, l’amore, la vita
e il suo senso (Mondadori, pagg. 136, euro 15,00),
frutto di anni di approfondite conversazioni tra l’arcivescovo
di Milano e il giornalista del Corriere.
IL PRELATO ALL’ANGOLO. Più ancora che le
risposte del porporato, colpiscono le domande del suo
intervistatore. Incisive, martellanti, di quelle che nemmeno
Milena Gabanelli. Domande che mettono in tale
imbarazzo l’interrogato da suscitare nel lettore un istintivo
moto di solidarietà umana nei suoi confronti: «Di che cosa si
occuperà nel discorso del Redentore?».
«Anche lei critica la globalizzazione?». «Ragione e fede non
sono in contrasto? ». «Qual è la reale dimensione della
questione pedofilia tra i sacerdoti?». «La sua impressione è
che in Italia la politica trascuri la famiglia?».
Una stoccata dopo l’altra, e il povero Scola, barcollante, alle
corde, cerca di destreggiarsi come può.
L’INDULGENZA DEI CRISTIANI. Al centro del
dialogo (meglio sarebbe definirlo match) è, come dice il titolo,
il concetto di «vita buona». Che non è la vita bella di
Benigni, e neppure quella di Lucio Dalla.
Per capire di che si tratti, basta rifarsi ad alcune esemplari
figure del mondo cattolico. «Vita buona» è per certo quella
che, memore degli insegnamenti di don Giussani, si gode il pio
Roberto Formigoni sulle barche dell’amico
Daccò. O la vita che conduceva quel sant’uomo di don
Verzé nelle sue fazende in Brasile.
Ma anche la specchiata esistenza di tanti politici
‘cristiani’ che si mettono in mostra al Family Day e intanto
mandano messaggini all’amante e litigano per gli assegni con
l’ex-moglie.
LA PROCREAZIONE COME FINE. A proposito di
famiglie, Scola è molto netto nel circoscrivere il concetto alle
sole coppie etero e regolarmente sposate, sbattendo la porta in
faccia ai gay: «La famiglia», spiega il cardinale al suo devoto
intervistatore, « è il luogo in cui si tengono in unità e si
sviluppano armonicamente le due differenze costitutive
dell’umano: la differenza fra le generazioni e appunto la
differenza tra i sessi. L’unità di queste differenze è la
condizione primaria che permette non solo la nascita, ma anche la
crescita della personalità matura».
LA STRANA CONGREGAZIONE. Ma scusi,
eminence, vogliamo parlare della Chiesa cattolica? Non
è anch’essa a suo modo una famiglia, la Chiesa? Peccato che
sia, appunto, una famiglia unisex, di soli maschi, e per giunta
anziani.
Una famiglia dove la differenza che lei auspica è negata o
rimossa, le donne stanno nei conventi o negli ospedali,
partecipano ai pellegrinaggi e alle processioni o fanno le
pulizie nei palazzi apostolici, ma non hanno alcuna voce in
capitolo quando si tratta di nominare un vescovo o il papa.
Una famiglia in cui tradimenti, intrighi e delazioni sono pane
quotidiano. E dove non ci si può fidare nemmeno del
maggiordomo.
Sabato, 26 Maggio 2012
(3)
nuvola65 27/mag/2012 | 14:28
L'argomento del libro suddetto e il nome di Cazzullo, sono sufficienti per stare alla larga dall'acquisto.
Richard 27/mag/2012 | 10:14
Sulla schiena dritta di Cazzullo, e sull'attualità della favola di Esopo sul cane e sul lupo, si veda il suo "articolo" sulle nozze di John Elkann...
http://archiviostorico.corriere.it/2004/settembre/03/giorno_dei_giovani_Agnelli_Nel_co_9_040903049.shtml
paolone 26/mag/2012 | 21:04
NON SANNO PIù CHE Dì
Il cardinale Angelo Scola, come tutti gli uomini di Chiesa, è fermo al Medioevo. Crede ancora che il mondo sia stato creato per l'uomo. Infatti, ha scritto che “l'uomo è il centro del mondo, perché il ‘mondo’ (che è ben più di un cosmo quantitativo) esiste solo in ragione del suo centro”. Ma si possono sentire queste scempiaggini?
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