La Lega di Salvini sempre più alleata di Vladimir Putin

Flirt con gli uomini del partito Russia unita. Rumor sui finanziamenti da Mosca. Così i leghisti diventano filo-zaristi. Cresce il fronte ''nero verde'' anti-sanzioni.

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01 Febbraio 2016

Matteo Salvini e Marine Le Pen.

(© Ansa) Matteo Salvini e Marine Le Pen.

Il presidente russo Vladimir Putin allarga il suo consenso politico in Europa e in Italia.
Lo fa con discrezione.
E con due 'osservatori' di eccezione nel tentativo di consolidare il fronte politico contro le sanzioni commerciali dell'Unione europea.
C'erano infatti pure i diplomatici russi Alexiehy Komov e Alexander Avdev tra il pubblico del congresso del gruppo europarlamentare ''Europa delle nazioni e della libertà'', organizzato a Milano l'ultima settimana di gennaio dal segretario della Lega Nord Matteo Salvini e dalla leader francese del Front national Marine Le Pen.
DUE PEDINE PESANTI. Quella dei due ambasciatori alla Fiera milanese è stata una presenza discreta, ma di non poco conto.
Non sono due personaggi qualsiasi del partito Russia Unita del regime-putiniano: il primo è incaricato all'Onu per la difesa della famiglia tradizionale, noto per le sue battaglia anti-gender; il secondo è stato scelto da Vladimir Putin nel 2013 per gestire le relazioni con il Vaticano.
IN ARRIVO FINANZIAMENTI. La relazione tra Putin e la Lega Nord dunque si cosolida, anche grazie alla 'Madama francese' (copyright Mario Borghezio) arrivata insieme con gli altri esponenti dei partiti nazionalisti di Belgio, Austria, Romania, Polonia, Olanda e Regno Unito.
E il cuore del Carroccio di Salvini è sempre più 'nero'.
Dopo che continuano a intensificarsi le indiscrezioni, come ha riportato il Telegraph citando l'intelligence statunitense, di possibili finanziamenti da parte di Putin per i partiti anti-europeisti.

La Lombardia cerca di superare le sanzioni che le sono costate 630 milioni

Matteo Salvini con una maglietta che raffigura il presidente russo, Vladimir Putin.

Matteo Salvini con una maglietta che raffigura il presidente russo, Vladimir Putin.

Il fronte filo russo, quindi, si cementifica in Italia, riunendo in un coordinamento tutte quelle realtà, associazioni e gruppi che nel nostro Paese si sentono vicini alle politiche della Russia di oggi.
ACCORDI FIRMATI. E sta producendo già dei risultati dopo che la Regione Lombardia di Roberto Maroni ha firmato un accordo di interscambio con la Siberia, un protocollo d'intesa formale con la Regione di Novosibirsk per scambio di informazioni nei settori della chimica, dell'industria pesante, della ricerca e della tecnologia e dell'internazionalizzazione: le sanzioni Ue contro la Russia sono già costate al territorio lombardo 630 milioni di euro.
DESTRA FILO ZARISTA. In poco più di 20 anni, quindi, le simpatie politiche e gli schieramenti sono cambiati: siamo passati da una sinistra filo sovietica a una destra filo zarista.
In occasione del convegno internazionale delle destre euroscettiche non sono arrivati solo i rappresentanti diplomatici russi, ma pure una delegazione politica (governativa) del Russia Unita.

Il ruolo di Savoini è sempre più importante

Gianluca Savoini, già consigliere di Roberto Maroni.

(© Imagoeconomica) Gianluca Savoini, già consigliere di Roberto Maroni.

Chi sta portando avanti il “partito putiniano” è Gianluca Savoini, presidente della associazione culturale Lombardia Russia, giornalista professionista, nonché 'ministro degli Esteri' di Matteo Salvini, fidato consigliere in politica estera.
Non a caso è stato proprio Savoini, amico del teorico russo, euroasiatico e anti-americano Alexander Dugin, a fare incontrare, più volte, il capo del Cremlino con il segretario leghista.
Savoini, prima di militare nella Lega, frequentava gli ambienti della estrema destra.
Queste sue vecchie amicizie, a quanto pare, gli sono tornate utili ora, per rafforzare alleanze politiche con ambienti ed esponenti della destra più estrema e reazionaria.
BENEDIZIONE DI ROMANOV. Non a caso a benedire questo movimento di fatto è simbolicamente venuto l’ultimo erede degli zar e capo della casa imperiale, il giovane e influente Granduca George Romanov, ufficialmente a Milano solo per affari e per incontrare la comunità russa ortodossa.
Alleanza nero-verde, in nome del nuovo zar Putin, ben rappresentata dalla foto che ritrae Romanov in mezzo a Savoini e al “barone nero” Roberto Jonghi Lavarini, noto esponente della Destra sociale di Luca Romagnoli (ex europarlamentare Fiamma tricolore e amico di Jean-Marie Le Pen): il movimento è ora alleato a Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni.
LA ''RINATA TERZA ROMA''. Le celebrazione del nuovo fronte nero-verde si è consumata sia a casa di Daniele Santanchè, parlamentare di Forza Italia, insieme con la Le Pen, sia a una festa di Aristocrazia europea, associazione di nobili ultra conservatori che vede nella Russia di Putin 'la rinata Terza Roma' che difende la famiglia tradizionale e l’identità cristiana della vecchia Europa. 
 

Twitter @ARoldering

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comequandoperchè 01/feb/2016 | 19 :13

Salvini o non Salvini
le sanzioni alla Russia, oltre a essere inique (Arabia Saudita allora?), per l'Italia sono solo un danno. E si continua a non comprendere perché dovremmo sostenere un regime impresentabile come quello ucraino

new zealand 01/feb/2016 | 15 :10

Dai soviet ad oggi, Mosca corrompe i partiti europei
un tempo erano i sovietici a pagare i comunisti ufficiali e una pletora di partitini, movimenti, e perfino gruppi terroristi europei, perchè chiaramente facessero i loro, cioè sovietici, interessi, al grido "evviva il popolo". E nessuno come Putin, cresciuto nel KGB, conosce questi meccanismi. Oggi i nuovi finanziati sono i leghisti,i lepenisti, etc..etcc,. Lo scopo russo è l'antico dividi e impera.
Con la Lega, abituata ai fasti economici berlusconiani e ora impoveritasi, il gioco è facile

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