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Politica 

Lazio, i consiglieri del Pd si dimettono in massa

Lasciano anche quelli di Sel e Idv. Intanto Polverini incontra Monti.

PASSO INDIETRO

Tutti i consiglieri regionali del Partito democratico del Lazio, in tutto 14, hanno rassegnato le proprie «dimissioni irrevocabili per lo scioglimento del Consiglio regionale» in relazione allo scandalo dei fondi Pdl.
Lo ha reso noto l'ufficio stampa del Pd presso il Consiglio regionale, al termine della riunione svoltasi la sera del 23 settembre presso la sede del partito.
LASCIANO ANCHE SEL E IDV. Anche i cinque consiglieri di Idv e i due di Sel hanno rassegnato le dimissioni, mentre l'unico Verde, Angelo Bonelli, ha confermato la disponibilità a lasciare.
E «anche la Federazione della Sinistra e la Lista Civica hanno aderito alle dimissioni», ha annunciato il capogruppo Pd Esterino Montino.
Per l'Idv a dare la notizia è stato il capogruppo in Regione Lazio Vincenzo Maruccio. I consiglieri di Sel Luigi Nieri e Filiberto Zaratti hanno confermato personalmente la loro decisione: «Non ci sono più le condizioni per andare avanti. Questa legislatura è ormai compromessa. Bisogna ridare immediatamente la parola ai cittadini. Questa inutile coda è solo un danno aggiuntivo alla collettività».
MAGGIORANZA IN BILICO. Il 22 settembre il capogruppo del Pd alla Regione Lazio, Montino, aveva comunicato di aver avviato la raccolta di firme per le dimissioni dei consiglieri regionali del Pd. E ha riferito che una componente dell'ex maggioranza ha aderito alle dimissioni: «Il consigliere Pascucci dell'Mpa ha aderito all'iniziativa. Nelle prossime ore ci saranno novità di rilievo. Anche la Federazione della Sinistra e la Lista Civica dei Cittadini hanno dato le dimissioni».
Ma Pascucci ha smentito: «Montino sbaglia, io sto con la presidente Polverini».
Nella notte tra il 23 e il 24 settembre, anche il capogruppo del Psi alla Regione Lazio, Luciano Romanzi, si è dimesso. Per far cadere il Consiglio bisogna raggiungere 36 consiglieri, cioé la maggioranza assoluta.

La governatrice a colloquio con Monti: «Lazio importante per il Paese»

Intanto la governatrice del Lazio, Renata Polverini, ha chiesto e ottenuto un incontro che si è svolto a Palazzo Chigi con il premier Mario Monti per una «valutazione della situazione nella Regione Lazio».
Secondo alcune fonti, Polverini sarebbe di nuovo tentata dalle dimissioni ed è stata descritta come «molto provata».
«Ho chiesto al presidente del Consiglio un breve incontro per informarlo della situazione che si è verificata in Regione», ha fatto sapere la governatrice. «Mi sembrava corretto farlo, considerato che il Lazio è una realtà certamente non marginale sotto il profilo economico e istituzionale del nostro Paese».
LA MAGGIORANZA: «COMPATTI CON POLVERINI». La maggioranza si è detta «orgogliosamente al fianco di una presidente di Regione onesta e determinata, incitandola a proseguire nell'incisiva azione di governo fin qui svolta».
Nella nota, inoltre, è stato giudicato «infantile l'atteggiamento di una minoranza che, prima vota con noi provvedimenti essenziali per restituire moralità e credibilità alla politica, per poi tentare di oscurarli con un'incomprensibile dietrofront rappresentato dalla sceneggiata delle finte dimissioni, miranti esclusivamente a placare l'ansia propagandistica dei loro partiti».

L'Udc rinnova il sostegno alla Polverini, non permettendo lo scioglimento del Consiglio

Ma i consiglieri del centrosinistra si muovono per arrivare allo scioglimento del consiglio regionale e marcare così un netta discontinuità con il 'sistema Fiorito'.
Un obiettivo, però, che l'opposizione, senza l'apporto dell'Udc - che il 23 settembre ha rinnovato il sostegno alla Polverini - non può centrare almeno stando ai numeri.
OCCORRONO LE DIMISSIONI DI 36 CONSIGLIERI. Per provocare lo scioglimento del Consiglio, infatti, dovrebbero dimettersi 36 consiglieri su 70 e l'opposizione è arrivata finora a quota 28.
Ma è proprio la posizione dei centristi, tiepida a livello nazionale, che potrebbe essere alla fine decisiva per le scelte della governatrice.
Il segretario dell'Udc Lorenzo Cesa ha osservato: «Chi chiede dimissioni faccia l'esame di coscienza».
«DECISIONE NELL'INTERESSE DEI CITTADINI». Poi ha aggiunto sibillino: «Bisogna assumere una decisione nell'interesse dei cittadini. Noi lo faremo nelle prossime ore».
Più netto il leader Pier Ferdinando Casini che ha parlato di «un disagio e malessere profondo» e ha aggiunto di non sentirsi di dare consigli alla Polverini.
«La polemica del Pd mi fa scappare da ridere e da piangere. Si sono accorti ora che ci sono sperchi?».
La fibrillazione sale e il 'caso Lazio' scuote nel profondo il centrodestra.
ALEMANNO: «AZZERARE IL CENTRODESTRA». Un'altra scossa arriva dal sindaco Gianni Alemanno che va dritto al cuore della 'questione morale' aperta dallo scandalo che ha travolto il Pdl regionale.
«Dobbiamo guardarci in faccia», ha detto, «e aprire un dibattito serio, non dilatorio. Credo serva un azzeramento totale all'interno del centrodestra. Dobbiamo rifondare una realtà che ha bisogno non solo di valori, che ci sono, o di riferimenti politici ma anche di comportamenti che rendono credibili questi valori di fondo come persone, famiglia, nazione e merito. Non possiamo continuare a vivere di espedienti».
Alemanno ha rinnovato la sua fiducia alla Polverini, che ha fatto bene a restare perché incolpevole, ma ha tratto una riflessione amara: «Nulla è cambiato dai tempi di Tangentopoli».
Non ci sta, comunque, a farsi fare la morale dal Pd: «Ogni partito, ogni gruppo nella Regione Lazio sapeva come venivano ripartiti i fondi». Per la governatrice, intanto, ancora una notte di riflessione.

Domenica, 23 Settembre 2012 © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Roma: un momento del consiglio regionale.

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Commenti (3)

lyla 27/set/2012 | 12:14

Il PD si sia una mossa! non si può proporsi come diversi e puoi tacere su ciò che passa sotto i nostri occhi: questo è complicità, gridare ora allo scandalo è ipocrisia! così come difendersi additando gli errori degli altri (tra l'altro meno gravi dei propri) è mancanza di responsabilità. Noi cittadini interpretiamo questo "scarica barile "cosa molto grave: Infatti quando qualcosa non va ,non si dovrebbe chiedersi :Dove IO ho sbagliato? A quanto pare no! Continuate pure così!!!!!

VittorioMangano 23/set/2012 | 22:50

OK, benissimo. Il PD sarebbe coerente però se..
... non fosse alleato al governo con questi

http://www.youtube.com/watch?v=uo4HBCKdQB0&feature=youtu.be

ggennaro 23/set/2012 | 22:21

Propaganda!!
Il PD grida allo scandalo. Ma è un'operazione propaganda, di facciata, perchè sa che non riuscirà mai nell'impresa dal momento che non convincerà mai il 50% più uno dei consiglieri a dimettersi. Fare pressing su quelli dell'UDC dopo le dichiarazioni di Bagnasco? Non ci credo, significherebbe abbandonare al suo destino una poltrona che oggi rende e domani chissà se si viene rieletti? Mi sa tanto di fumo negli occhi. Ormai sappiamo tutto su come venivano gonfiate le fatture da quelli del PDL, ma come venisse gestito il patrimonio degli altri gruppi nessuno sa niente. Come gestiva i fondi del gruppo il PD? Beninteso sempre che per me il Consiglio regionale del Lazio si sarebbe dovuto dimettere. Corre voce che l'inchiesta vuole coinvolgere le altre regioni a maggioranza PDL, come la Calabria, la Campania. Mi sa tanto che tutto si stia trasformando in battaglia politico-elettorale.

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