Le unioni civili e l'ingerenza della Chiesa

Bagnasco: «Il voto sia segreto». Scoppia la polemica. Renzi: «Decide il parlamento».

11 Febbraio 2016

Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza episcopale italiana.

(© ImagoEconomica) Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza episcopale italiana.

L'ennesima ingerenza della Chiesa nella politica italiana ha scatenato le polemiche attorno al ddl Cirinnà sulle unioni civili.
Il cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente della Cei, è intervenuto sul dibattito in parlamento augurandosi «che tutti possano esprimersi, che le loro obiezioni possano essere considerate e che la libertà di coscienza su temi fondamentali per la vita della società e delle persone sia, non solo rispettata, ma anche promossa con una votazione a scrutinio segreto».
RENZI: «DECIDE IL PARLAMENTO». Una presa di posizione netta da parte della Chiesa, in merito a questioni di politica italiana. Per questo il premier Matteo Renzi ha chiarito che sul voto segreto «decide il parlamento, e lo dico con stima per il cardinal Bagnasco, e non la Cei».
PIZZETTI: «SCEGLIE IL PRESIDENTE DEL SENATO». Il sottosegretario ai Rapporti con il Parlamento Luciano Pizzetti (Pd) ha voluto precisare: «Come regolare il dibattito del Senato lo decide il presidente del Senato, non il presidente della Cei».
LO GIUDICE: «LA CEI NON INTERVENGA». Anche il senatore Pd Sergio Lo Giudice (tra i principali sostenitori del ddl sulle unioni civili) ha affermato: «Intervenire sul calendario e sulle procedure di voto merita a pieno titolo la patente di un'ingerenza negli affari dello Stato che non dovrebbe competere alla Conferenza episcopale».
La polemica è poi passata anche su Twitter, dove la maggior parte degli utenti ha usato l'hashtag #Bagnasco per criticare l'intervento del cardinale.

 

           
           
         

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perugino 11/feb/2016 | 21 :26

Dittatori impiccioni
E’ la solita chiesa, al pari dei mussulmani, vuole mettere la sua morale come legge dello Stato. Le religioni tutte, cattolica in particolare, non riescono a fare i conti con le libertà dell’uomo, i suoi diritti, la sua voglia di vivere la propria vita secondo i propri bisogni e non secondo le loro morali. Una chiesa che continuamente interviene a gamba tesa sulle Istituzioni Repubblicane, come fosse un proprio cortile. Bagnasco “non riesce a comprendere”, che ampliare il ventaglio dei Diritti, non toglie nulla a nessuno, nemmeno ai suoi militanti della fede, che ovviamente sono liberi e lo resteranno anche dopo la legge sulle Unioni Civili, liberi di vivere secondo le proprie convinzioni.
Casaioli Renato

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