POLITICA

Lista Tsipras: identikit dei candidati, da Spinelli a Casarini

Intellettuali del secolo scorso. No global riciclati. Operai in trincea

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05 Marzo 2014

Sonia Alfano, colpevole di essere già europarlamentare, è stata eliminata. Andrea Camilleri sembra aver ritirato il suo nome all'ultimo. Luca Casarini, invece, è rimasto.
I 73 nomi della lista che sostiene Alexis Tsipras come candidato presidente della Commissione europea riservano molte sorprese, almeno tante quante sono state le polemiche al lancio delle candidature. 
LA SPERANZA DELLA RICOSTRUZIONE. I nomi finiti sull'elenco hanno in comune un uomo immagine nel quale riconoscersi e una manciata di grandi speranze: ricostruire l'Europa unita, la giustizia sociale persa negli anni della crisi e, benché sullo sfondo, anche la sinistra italiana. Quella che, dal progetto dell'Unione in poi, si è sfilacciata, spezzata, frantumata in partiti che raggiungono percentuali da uno virgola, lasciando un mondo di elettori senza rappresentanza.
INTELLETTUALI, MOVIMENTI, PARTITI. A sostenere il leader di Syriza, il partito della sinistra greca, nel voto europeo del 25 maggio, c'è prima di tutto un manipolo di intellettuali di rango, capitanati dalla giornalista Barbara Spinelli, figlia del più autorevole e visionario tra gli europeisti italiani, il padre del federalismo Ue Altiero Spinelli.
Ma nella rosa presentata il 6 marzo si trova anche un buon numero di intellettuali, economisti, attivisti dei movimenti no global degli anni 2000, sopravvissuti allo sfregio del G8 di Genova e cresciuti nei social forum, di no Tav e di femministe, approdati dallo slogan «Un altro mondo è possibile» alla lista «L'altra Europa».
UN PROGRAMMA TUTTO STATO E LAVORO. Ci sono, infine, sindacalisti e politici vicini alla defunta lista Ingroia, a Sinistra ecologia e libertà (Sel) e al partito della Rifondazione comunista che, con gli altri partiti della Sinistra europea unita, la formazione che conta 41 europarlamentari e a cui appartiene lo stesso Tsipras, hanno elaborato un programma politico tutto intervento pubblico e lavoro.
Il risultato è uno strana creatura, fitta di nomi di richiamo, con proposte radicali, e con attivisti dei movimenti pronti a fare le valigie per Strasburgo.

  • Alexis Tsipras, leader greco di Syriza

Viale, Gallino, Revelli e Spinelli: intellettuali che sognano un'Europa diversa 

A scorrere i nomi la prima impressione è che la lista Tsipras sia un cartello elettorale pensato dalla società civile. I sei «garanti» della lista, infatti, sono economisti come Guido Viale e Luciano Gallino, giornalisti come Barbara Spinelli e filosofi come Paolo Flores d'Arcais, storici come Marco Revelli. Candidati nelle circoscrizioni si trovano inoltre lo storico Adriano Prosperi, l'attore Moni Ovadia, lo scrittore Ermanno Rea. Intellettuali di una o di due generazioni fa. Rappresentanti di una comunità culturale, orfana di un centrosinistra troppo spesso piegato al vocabolario e all'immaginario della destra, annichiliti dalla mancanza di alternative politiche tra il berlusconismo e il grillismo, mobilitati per raddrizzare la Storia con la 's' maiuscola, di fronte a un senso di emergenza epocale, decisi a evitare la morte di un intero universo valoriale fatto di stato sociale, giustizia, integrazione europea.
IL SOSTEGNO DI ZAGREBELSKY. «L’Europa ha smarrito gli ideali originali, tradendo la volontà degli stessi Padri costituenti. Prima che muoia del tutto, è necessaria una scossa», ha spiegato Gustavo Zagrebelski, presidente emerito della Corte costituzionale e sostenitore - benché non candidato - della lista.
Dietro ai più noti, c'è una fila di professori universitari, scrittori e giornalisti. A partire dall'editorialista di Repubblica, Curzio Maltese, penna critica e affilata contro gli scandali italici, come le esenzioni fiscali della Chiesa a cui ha dedicato libri-inchiesta. E poi la scrittrice Loredana Lipperini, animatrice di uno dei blog culturali più noti, Lipperatura, e ancora la documentarista Lorella Zanardo, quella del Corpo delle donne.
DALLA PIAZZA ALLE URNE. Tutti nomi capaci di raccogliere il consenso di quella società civile che negli ultimi 10 anni, tra i girotondi e le proteste del movimento femminile «Se non ora quando», si è ritrovata più in piazza che nelle urne. Ma anche nomi che forse non condividono le proposte di Rifondazione comunista. E che non hanno esperienza politica. A partire da Spinelli, candidata in tre circoscrizioni, decisa a metterci la faccia ma non certo ad andare a occupare un seggio all'Europarlamento.

Da Genova 2001 alla marcia No Tav: il ritorno dei movimenti 

I sostenitori di Tsipras hanno imposto una condizione: nessun politico che abbia ricoperto incarichi di rilevanza. E se i politici di professione - ma non tutti - sono rimasti a casa, le caselle sono state riempite di attivisti dei movimenti no global, di predicatori di nuovi modelli di sviluppo e di testimoni di una globalizzazione dei diritti e non solo dei capitali.
I REFERENDARI PER L'ACQUA PUBBLICA. Primi fra tutti i protagonisti della lotta per l'acqua pubblica, capaci di vincere i referendum. Come Riccardo Petrella, fondatore del contratto mondiale per l’acqua, presidente dell’Istituto europeo di ricerca sulla politica dell'acqua di Bruxelles. Dalla quella esperienza vengono anche Tommaso Fattori,  Marco Furfaro e Antonietta Leto, coordinatrice in Sicilia del forum per l’acqua pubblica.
C'è poi Luca Casarini, leader dei disobbedienti del Nord-Est e animatore delle grandi manifestazioni noglobal degli Anni 2000, nonché di altre proteste che gli sono valse ben tre condanne: una presenza che sarebbe stata causa, stando ai rumors, della fuga dalla lista di Camilleri. Che sarà uomo della strada, ma certi metodi evidentemente non li condivide.
DAI NO TAV AGLI INDIGNADOS. E poi ancora ci sono gli attivisti delle lotte attuali: no-Tav come Nicoletta Dosio o come Pierluigi Richetto, animatore delle battaglie operaie della Val di Susa. E anche militanti stranieri come il greco Argyrios Panagopoulus, comunista prima e membro di Syriza oggi, corrispondente del Manifesto, che non ha mancato uno solo dei grandi appuntamenti di mobilitazione e indignazione di questi anni, da los acampados di Puerta del Sol al movimento di piazza Syntagma di Atene.

Il lavoro entra in lista: dai sindacalisti della Fiom ai militanti locali

Il lavoro, poi, trova molto spazio. Nelle proposte come nella lista dei candidati.
Il programma prevede, infatti, il salario minimo, la pensione minima e la riduzione dell'orario lavorativo. Mentre tra gli aspiranti europarlamenti ci sono i sindacalisti Rsu o Fiom provenienti dalle fabbriche in cui più aspro è stato il conflitto in questi anni: Giuseppe Viola della Fiat di Grugliasco e Paola Morandin dell'Electrolux di Susegana, in provincia di Treviso. «In prima fila», recita la sua biografia, «contro la delocalizzazione e lo smantellamento degli stabilimenti» della società svedese. 
IL NOCCIOLO DURO DELLA SINISTRA MILITANTE. Ma non mancano i profili più politici, legati alla piattaforma di partiti su cui la lista Tsipras affonda le sue radici e le sue idee.
Sono soprattutto militanti conosciuti a livello locale, come Stefano Lugli, già consigliere provinciale a Modena per Rifondazione comunista, o Mario Cicero, già sindaco di Castelbuono in provincia di Palermo. E poi nomi della dirigenza nazionale di Sinistra ecologia e libertà e Rifondazione comunista, come Fabio Amato, responsabile esteri del Prci nonché, recita la sua biografia, «tra gli organizzatori in Italia delle marce europee contro la disoccupazione e la precarietà, del Genoa social forum e nel movimento contro la globalizzazione capitalista».
ESCLUSI I COMUNISTI ITALIANI. Nessun posto invece per i Comunisti italiani che hanno denunciato la mancanza di democrazia nella composizione delle liste.
E sì che, dall'idea della nazionalizzazione delle banche centrali alla fuoriuscita dei Paesi europei dalla Nato, loro avrebbero certamente condiviso le proposte del programma. Forse anche più degli intellettuali che alla lista Tsipras hanno associato il proprio volto, scommettendo forse su quella che considerano l'ultima sinistra rimasta.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Bobbis 06/mar/2014 | 11 :46

Questi personaggi
sembrano delle vecchie e sfatte signore che si imbellettano e profumano nella speranza di rinnovare in qualcuno gli ardori della gioventù. Peccato che il puzzo di stantio e di muffa le renda ributtanti


Ciran 06/mar/2014 | 10 :25

Grillo è un sfascio, Casarini centrino komunistardo...gli intelletuali citati è gente OBSOLETA
insomma tra un sfascista codardo come grillo e questa accozzaglia di "muffe politicanti"...
io me ne starei "in disparte fumando una marloboro" (Lucio Dalla).

Canoi 06/mar/2014 | 10 :13

Minestrone.
Certamente a sinistra manca una copertura politica, il PD è diventato un minestrone dove assieme ai fagioli trovi anche sassi. Ma anche questa Lista si presenta non omogenea, anzi peggio, fatta di personalità incompatibili. Finché non si daranno una organizzazione partitica non faranno nulla.

robespierre 05/mar/2014 | 22 :11

per chi vuole votare a sinistra non c 'e ' altra scelta.

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