Politica
L'INCHIESTA
Lusi, le colpe di Rutelli
Le carte: l'ex n.1 della Margherita non voleva ridare i soldi Ue. La smentita: «Calunnie lo denuncio».
Lettere vecchio stampo ed email. Ecco infine la documentazione scottante che è emersa dall'interrogatorio fiume del 23 giugno di Luigi Lusi.
Davanti al gip di Roma, l'ex tesoriere della Margherita, in carcere dal 20 giugno dopo l'ok all'arresto del Senato, ha tirato fuori dal cassetto due lettere di Francesco Rutelli all'ex tesoriere di Democrazia è libertà (Dl) e due mail, 10 pagine in tutto, del senatore all'ex presidente della Margherita, oggi presidente dell'Api.
Le missive di Rutelli dirette a Lusi sono una scritta di pugno dall'ex leader Dl e una invece al computer. La prima, molto breve, circa 10 righe, farebbe riferimento ad alcuni meccanismi relativi a fondi e finanziamenti.
SOLDI ALLE FONDAZIONI. La seconda, quella scritta al computer, invece, riguarderebbe sempre meccanismi legati ai fondi, ma riferiti alla distribuzione dei soldi.
Le due e-mail del senatore a Rutelli sono datate 2009, cioè dopo lo scioglimento della Margherita e quando, ha rilevato lo stesso Lusi nell'interrogatorio fiume, il suo controllo sui conti del partito «non era più puntuale e accurato ma solo formale».
In queste e-mail Lusi fa presente a Rutelli che il meccanismo di distribuzione dei fondi non era più virtuoso «perché i soldi sono destinati a singole persone».
Lusi aveva proposto, nelle due e-mail all'ex presidente della Margherita, di destinare i fondi «ad associazioni e fondazioni», una modalità che riteneva più corretta. Meccanismo che in effetti venne successivamente utilizzato per la distribuzione dei fondi di partito.
Da Rutelli sarebbe arrivato un rimprovero per aver restituito soldi all'Ue
Tra i documenti consegnati il 23 giugno dall'ex tesoriere della Margherita Luigi Lusi ai magistrati c'è una corrispondenza, sempre secondo quanto si è appreso, in cui Francesco Rutelli lo avrebbe rimproverato per aver restituito al parlamento europeo alcuni rimborsi avuti e non spesi dal Partito Democratico Europeo, del quale Lusi era tesoriere.
Rutelli, in sostanza, avrebbe scritto a Lusi di non condividere la sua scelta «fatta per paura».
Nelle sette ore di faccia a faccia con i magistrati, Lusi avrebbe poi dichiarato di essere stato diligente e inflessibile fino al 2007, epoca successiva allo scioglimento della Margherita. Poi i suoi controlli, ha precisato, sono stati più formali.
LA RICHIESTA DI RUTELLI DI INVESTIRE IN CASE. E Rutelli, avrebbe detto ancora il senatore nell'interrogatorio di garanzia, gli avrebbe chiesto di diminuire la liquidità del partito investendo in immobili e creando una cassa autonoma con investimenti fiduciari.
La documentazione consegnata è ora al vaglio degli inquirenti anche se, in base a una prima analisi del carteggio, non sembrerebbero configurarsi episodi penalmente rilevanti.
Il tutto è ora nelle mani del procuratore aggiunto Alberto Caperna e del sostituto Stefano Pesci, gli stessi che hanno chiesto ed ottenuto l'arresto dell'ex tesoriere della Margherita per associazione a delinquere finalizzata all'appropriazione indebita. Probabile per lunedì 25 giugno, un punto della situazione a piazzale Clodio anche se dalle dichiarazioni di Lusi non sembrerebbero emergere altri aspetti penalmente rilevanti.
Rutelli respinge le accuse e se la prende con i giornali
La reazione di Rutelli non si è fatta attendere.
Luigi Lusi sa «di poter diffamare e mentire: le sue palesi menzogne saranno comunque amplificate. Il suo percorso di uomo libero si è fermato. Ma quanto a lungo durerà il tormento delle sue vittime?», si è chiesto in una lunga nota il senatore Francesco Rutelli a commento dell'interrogatorio di Luigi Lusi.
«Dunque, Lusi ha cambiato nuovamente la versione delle sue menzogne. Prima ha confessato di essersi impadronito di 12,9 milioni della Margherita per fare operazioni immobiliari a esclusivo beneficio proprio. Poi», ha spiegato Rutelli «ha sostenuto allusivamente di aver fatto queste ruberie nell'ambito di un 'mandato fiduciario' del gruppo dirigente del partito - smentito dalla moglie, che ha ammesso che il disegno era di appropriazione a beneficio della famiglia. Oggi, ammetterebbe di avere rubato un tot di milioni per sé, ma afferma» ha proseguito infine Rutelli «nientemeno che ville e appartamenti, beni in Canada, a Roma, Genzano, Capistrello, Ariccia, tutti intestati a sé e ai familiari, erano accumulati per conto di una cosiddetta 'corrente rutelliana'!».
«VERITÀ SOTTO LE MENZOGNE». «In verità, la lettura dei titoli di molti giornali» ha osservato il leader dell'Api «pone un problema grave: da ormai cinque mesi, non contano rigorose precisazioni né analitiche confutazioni basate sui fatti (oltre alle severe autocritiche sui controlli dei bilanci); sembra non contare neppure la solidità dell'impianto accusatorio dei pubblici ministeri, convalidato dal gip e dal tribunale del riesame. Molta stampa continua» ha detto ancora Rutelli «a dare credito al ladro, ingannatore e calunniatore, evidentemente ignara di doveri deontologici e giuridici. Qualunque cosa dica; in qualunque modo si contraddica; qualunque calunnia profferisca, Lusi ottiene titoli distruttivi per l'onorabilità di persone perbene. Egli non è credibile? La verità» ha concluso Rutelli «finisce comunque schiacciata sotto le menzogne del calunniatore».
Domenica, 24 Giugno 2012
(1)
aNakedView.com 26/giu/2012 | 14:25
tonto
se anche rutelli non centrasse niente allora è un tonto che non ha controllato a dovere. Ergo fora di ball!
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