M5s, Bedori verso ritiro dalla corsa a sindaco di Milano

La grillina incoronata dalle Comunarie valuta se mollare. Manca l'appoggio di Casaleggio. E i suoi consensi si sono ridotti. Pd all'attacco: «Fanno le fuffarie».

12 Marzo 2016

Patrizia Bedori.

Patrizia Bedori.

Ventiquattr'ore per sciogliere le riserve. Ha chiesto tempo la candidata del M5s Patrizia Bedori per decidere se ritirarsi dalla corsa per diventare sindaco di Milano. Venerdì 11 marzo, in una riunione riservata con una trentina di attivisti, la Bedori avrebbe confidato la volontà di mollare. Il motivo? La disoccupata 52enne scelta attraverso le comunarie dell'8 novembre -  votazioni fisiche e non click, motivo di forte polemica tra i grillini  - non ha mai convinto la Casaleggio Associati, cioè la cabina di regia del Movimento.
DUBBI DI CASALEGGIO E MALUMORI. E sulla sua candidatura  hanno iniziato ad addensarsi i malumori, anche di chi finora l'aveva sostenuta. Tanto che quei 74 elettori che hanno inserito il suo nome alle urne pentastellate potrebbero vedere sfumare la loro preferenza. 

Il pressing di Casaleggio per lasciare

La Bedori aveva dovuto sottoporsi a un faccia a faccia con Gianroberto Casaleggio già a fine gennaio. La mente politica del Movimento le aveva chiesto di riflettere se portare avanti la sua candidatura. Ma lei era rimasta in campo. L'11 marzo però all'incontro alla Casaleggio Associati con i vertici M5s, Beppe Grillo compreso, non era nemmeno presente.
BEDORI L'OUTSIDER. A Roma, con la telegenica avvocatessa Virginia Raggi (copyright Berlusconi), i grillini hanno ottenuto l'apprezzamento persino dall'Economist, che l'ha giudicata la candidata della normalizzazione e hanno buone chance per aggiudicarsi il Campidoglio. A Torino Chiara Appendino, già consigliera comunale, con un padre dirigente e ben inserito negli ambienti confindustriali, impensierisce non poco Piero Fassino. A Milano, invece, l'outsider Bedori è ai margini della corsa. 
Con un movimento sempre più simile a un partito e ormai primo competitor del Pd, sembra essere il ragionamento dei piani alti del M5s, non si possono sprecare opportunità, anche a discapito di quella democrazia diretta sempre invocata come marchio di fabbrica. 
L'AVVOCATO CORRADO IN POLE. Il secondo classificato alle Comunarie, Livio Lo Verso, aveva ottenuto un solo voto in meno, ma ha annunciato da tempo il ritiro. Per molti Gianluca Corrado, l'avvocato che dal 2012 presta assistenza legale al Movimento, arrivato solo terzo nonostante fosse il favorito, sarebbe il nome giusto per pesare nella seconda capitale d'Italia. Per altri invece bisognerebbe tornare a votare. 
ATTIVISTI DIVISI. E intanto nel Pd si scatenano critiche e ironie. «Anche a Milano #M5s fa le #fuffarie. Il ritiro della #Bedori è l'ennesimo #flopa5stelle. Tanto poi c'è Casaleggio...», attacca il senatore dem Mauro Del Barba. Mentre il segretario del Pd lombardo accusa i 5 stelle di non avere «credibilità né la capacità di amministrare una comunità importante come quella di Milano».
Sulla pagina Facebook della Bedori i commenti si dividono: chi le chiede di restare, chi domanda se ci siano stati problemi nel meet up, e chi ammette che la sua non era una candidatura competitiva. 
Lei ha spiegato che deciderà con gli attivisti se restare in campo o ritirarsi. Sta a lei, la candidata che meno piace a Casaleggio, scegliere se resistere ancora una volta.


 

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Canoi 14/mar/2016 | 09 :41

Onesta, non si sente adatta e rinuncia. La sig.ra Bedori ha forse un QI più alto di Renzi e una migliore cultura; una minore presunzione e quindi è, forse, ipercritica con se stessa. Forse Milano perde un ottimo Sindaco ma M5S e tutti noi recuperiamo un criterio di valutazione importante. Quelli che arrivano e pretendono non sono i migliori, i più preparati, i più bravi. Sono spesso, è il caso di Renzi e Berlusconi, dei presuntuosi, vanesi, se lodanti. La democrazia del rapporto diretto con il cittadino elettore è negativa su tutta la linea perché premia una categoria che esalta un difetto caratteriale, l'auto esaltazione, a scapito della migliore consapevolezza. Una ragione in più per avere una democrazia della Rappresentanza, Parlamentare. Una ragione in più per votare contro la pseudo Riforma del Senato e la Legge elettorale.

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