M5s senza Grillo? Il consenso può aumentare

Il leader si fa da parte. Ma il Movimento sale: 25%. Anche se il caso Quarto pesa. Noto di Ipr Marketing: «Un distacco positivo. E tra i successori piace Di Maio».

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25 Gennaio 2016

Beppe Grillo.

(© Getty Images) Beppe Grillo.

Beppe Grillo torna a fare il comico a tempo pieno.
Il suo «passo di lato», annunciato in un'intervista al Corriere della sera, serve per «riconquistare la libertà» di dire quello che vuole.
Ma dal 2 febbraio, data di inizio del nuovo spettacolo teatrale Grillo vs Grillo, quali saranno le conseguenze elettorali per un Movimento 5 stelle privo del suo 'megafono'?
USCITO DI SCENA DA TEMPO. «In realtà non cambierà molto rispetto alla situazione attuale», spiega a Lettera43.it Antonio Noto, direttore dell'Istituto demoscopico Ipr Marketing.
«Grillo nei fatti è già uscito di scena da tempo e ora sta legittimando la sua promessa di farsi da parte».
CONSENSI IN AUMENTO: 25%. Tutti i sondaggi degli ultimi sei mesi, aggiunge Noto, hanno visto aumentare il consenso del Movimento 5 stelle (intorno al 25%), dal cui simbolo è destinato a sparire il nome di Grillo che «ormai è già un marchio».
Inoltre il comico «resterà il padre putativo e un punto di riferimento» per il M5s.
MOMENTO GIUSTO PER LA SVOLTA. Grillo è stato l'artefice del successo del Movimento, ma ora ha capito che col passare del tempo rischia di diventarne il limite. Quindi ha deciso di lasciare spazio a quei giovani che ritiene capaci di far decollare la sua creatura.
Sul lungo periodo, secondo Noto, il distacco del leader «potrebbe essere addirittura positivo» per i grillini e il problema non sarà la sua lontananza.

E per la successione? Di Maio «ha un buon livello di fiducia»

Da sinistra: Di Battista, Grillo Di Maio.

Da sinistra: Di Battista, Grillo Di Maio.

Piuttosto la vera incognita è rappresentata «dal futuro gruppo dirigente».
Spetta infatti agli esponenti più in vista del direttorio, da Luigi Di Maio (che nei sondaggi «ha un buon livello di fiducia») ad Alessandro Di Battista e Roberto Fico, «mantenere il posizionamento guadagnato finora dal M5s sui temi di protesta e onestà».
PESA IL CASO QUARTO. In questo senso, casi come quello di Quarto (dove il sindaco M5s Rosa Capuozzo si è dimessa dopo le polemiche sull'influenza della camorra) rischiano di pesare molto di più.
«Quarto ha penalizzato il Movimento nell'immediato», spiega Noto, e ciò dimostra che nella sfida al Partito democratico conteranno di più «il progetto politico e i contenuti» rispetto alle persone, anche se prima o poi bisognerà ufficializzare un candidato premier.
L'OCCASIONE DI CAMMINARE DA SOLI. Grillo quindi mantiene la promessa di farsi da parte, anche per evitare che il M5s somigli a un partito verticistico. «Io non sono il leader, voglio essere solo il garante di certe regole precise», ha detto al Corriere.
E il suo ritorno al mondo dello spettacolo non sembra destinato a danneggiare il M5s. Anzi, ora il Movimento ha l'occasione di camminare sulle sue gambe e ragionare con altre teste.
Una scommessa ancora tutta da vincere.


Twitter @gperrone86

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