Politica
A PALAZZO
Monti, incontri ravvicinati
Spread fuori controllo, contagio nell'Eurozona, tenuta del governo. Il Prof organizza vertici a due con ABC.
di Filippo Conti
Li sta vedendo uno a uno. Prima è toccato a Pier Ferdinando Casini, mercoledì 18 luglio. Poi sarà la volta di Angelino Alfano e di Pier Luigi Bersani, con cui ha appuntamento nel fine settimana. Mario Monti ha moltiplicato i rapporti con tutti i segretari dei partiti della maggioranza. Soprattutto per fare il punto in questo momento difficile, in cui lo spread è schizzato a quota 500 punti e dalle agenzie di rating arriva quasi ogni giorno un declassamento per l’Italia.
«ALLARME CONTAGIO». Insomma, siamo tornati in una situazione di allarme rosso. E bisogna stare all’erta. «Siamo in pieno contagio, dobbiamo stare in guardia, ma il nostro Paese non è a livello di Grecia e Spagna», ha però assicurato il presidente del Consiglio.
IL PROF AMA I TÊTE-À-TÊTE. Abbandonati i vertici a quattro (che potrebbero tornare in auge per le emergenze), il premier ha ripreso l’abitudine dei caminetti a due. Come una sorta di confessore. E, alla fine, questo si è dimostrato il metodo di lavoro più efficace.
È nei faccia a faccia, infatti, che il premier riesce davvero a capire le necessità e gli obiettivi del suo interlocutore. Mentre nei vertici allargati a volte entra in gioco la tattica, a discapito dei contenuti.
Il Prof promette: nessuna manovra bis e nessuna patrimoniale
Il 18 luglio, dunque, il Professore ha visto Casini. E lo ha rassicurato sul fatto che non ci saranno manovre aggiuntive. Qualcuno, infatti, aveva avanzato l’ipotesi di una stangata bis in agosto, esclusa però totalmente da palazzo Chigi.
Per le prossime settimane, infatti, sono tre gli interventi previsti: il taglio degli incentivi alle imprese, il disboscamento delle agevolazioni fiscali e la revisione del finanziamento pubblico ai partiti.
Da lontano, invece, l’esecutivo segue il percorso delle riforme istituzionali e della legge elettorale, su cui i partiti si sono impegnati al Senato.
L'APPELLO ALL'UNITÀ. La mattina del 20 luglio, a margine del Consiglio dei ministri che ha ratificato i criteri per le nuove Province e confermato il mantenimento delle festività, il premier dopo aver assicurato che non è in porgramma alcuna patrimoniale, ha lanciato un vero e proprio appello ai partiti. «Credo sia necessario da parte mia chiamare le forze politiche della maggioranza alla necessità, nell'interesse del Paese, di non allentare l'impegno e il ritmo decisionale», ha sottolineato il premier. «C'è una tenuta del sistema sociale e mi auguro che quel senso di responsabilità che è finora prevalso anche nell'atteggiamento sociale e sindacale possa continuare per non aggravare una situazione complessa», ha aggiunto quindi Monti.
PARTITI IN FIBRILLAZIONE. Parole, però, che fanno trapelare una certa preoccupazione. Il premier, infatti, vede le forze che lo sostengono in fibrillazione. Specialmente il Pdl, scosso dal ritorno in campo di Silvio Berlusconi. E teme che tutto ciò possa avere ripercussioni sulla tenuta del governo.
Anche per questo, oltre che per l’emergenza economica internazionale, il Prof vuole un riscontro con i partiti. E vuole parlare con i leader.
Fonti di palazzo Chigi, infatti, non escludono anche faccia a faccia con il Cavaliere nei primi giorni della prossima settimana (23-29 luglio ndr).
GLI INCONTRI ECONOMICI. E non è tutto. Perché i vertici si susseguono anche sul fronte economico. Recentemente, il premier ha incontrato più volte i ministri Corrado Passera e Vittorio Grilli (con entrambi il rapporto è quotidiano), il governatore di Bankitalia Ignazio Visco e ha avuto più di un colloquio telefonico con il presidente della Bce, Mario Draghi.
Il lato umano dei vertici a due
Ma come sono gli incontri tra Monti e i leader della maggioranza? Se sul piano politico i cronisti riescono a sapere quasi tutto, sul fronte personale si sa pochissimo.
FEELING CON FINI E CASINI. Facile ipotizzare che con Fini e Casini i rapporti siano ottimi: il leader dell’Udc e il presidente della Camera, insieme con Giorgio Napolitano (che il premier vede quasi una volta a settimana) sono i maggiori sponsor del suo governo.
I rapporti, però, sono più stretti con Casini, se non altro perché gli incontri con il leader di Fli si contano sulle dita di una mano.
L'INTESA CON BERSANI. Per quanto riguarda Alfano e Bersani, invece, si racconta ci sia più sintonia tra il premier e il segretario democratico. «Ma solo perché il premier ha sempre considerato Alfano un interlocutore a metà, nel senso che poi si sa che è Berlusconi a decidere», spiega a Lettera43.it una fonte di palazzo Chigi.
ALFANO, INTERLOCUTORE DIMEZZATO. Quindi gli incontri a due con il segretario del Pdl, pur cordialissimi, si sono sempre giocati sul filo di questa sottile ambiguità. Della serie: «Ok, siamo d’accordo, ma tanto tu poi devi riferire al Cavaliere». Non è un caso poi che ultimamente, oltre ad Alfano, Monti abbia ripreso a incontrare anche Berlusconi.
Con Bersani, invece, il rapporto è più schietto. Tra lui e Monti ci sono anche stati degli scontri, a volte aspri, come sulla riforma delle pensioni o sull’articolo 18, poi sempre rientrati.
L'ASSIST DEL COLLE. Ma, ça va sans dire, il rapporto migliore Monti ce l’ha con Napolitano. Tra i due c’è una grande stima e rispetto reciproci. E chissà se, durante i numerosi colloqui tra i due, il capo dello Stato ha mai espresso al professore quello che, dicono, sia un suo desiderio: che sia proprio lui a prendere un giorno il suo posto. Al Quirinale.
Venerdì, 20 Luglio 2012
(2)
il Mandi 21/lug/2012 | 06:55
CONTABILITA' DELLO SPREAD CON BERLUSCONI: 500 BPS; CON MONTI:500 BPS DOV'E' LA DIFFERENZA ?
che se ci fosse ancora berlusconi sarebbe a 1000, semplice!
adl 21/lug/2012 | 00:25
CONTABILITA' DELLO SPREAD CON BERLUSCONI: 500 BPS; CON MONTI:500 BPS DOV'E' LA DIFFERENZA ?
LA CONTINUITA' DEL GOVERNO MONTI RISPETTO A QUELLO PRECEDENTE E' A QUESTO PUNTO
TOTALE. LA DIFFERENZA IN TERMINI DI SPREAD NON ESISTE, MANCANO SOLO UN PO' DI BATTUTE NEI CONSESSI INTERNAZIONALI, UN PO' DI BARZELLETTE E QUALCHE ESCORT.
PRIMA LA DESTRA BERLUSCONIANA PAREVA ANTAGONISTA ALLA SINISTRA. ADESSO E' UNA GRANDE AMMUCCHIATA DI NOME ABC, CHE LASCIA ALL'OPPOSIZIONE SOLO DI PIETRO E LA LEGA. PRIMA L'ECONOMIA STENTAVA ORA E' IN RECESSIONE PIENA PRIMA PAREVA CI FOSSE LA LUCE IN FONDO AL TUNNEL, ORA SI VEDE SOLO IL TUNNEL. PRIMA GLI ITALIANI AVEVANO QUALCHE EURO IN PIU', ORA NE HANNO SEMPRE MENO. NON SONO AFFATTO UN BERLUSCONIANO MA SE L'ALTERNATIVA E' QUESTA NON VEDO LA DIFFERENZA E NON LA VEDONO NEANCHE I MERCATI. LA TERAPIA NON FUNZIONA, PRENDIAMONE ATTO.
Per scrivere un commento è necessario registrarsi ed accedere con Twitter o Facebook: Loggati - Registrati










































4 foto




