Mosca, cartellone contro il fumo: «Uccide più di Obama»

Il manifesto apparso a una fermata dell'autobus nella capitale russa: «Fumare uccide più persone di Obama, anche se lui ne uccide parecchie». Nel Paese la disinformazione è ai livelli della Guerra fredda.

17 Febbraio 2016

È difficile stabilire se quella tra Occidente e Russia sia definibile una nuova Guerra Fredda, ma è sicuro che nelle strade di Mosca l'aria che si respira non è quella di fraternità.
Il deputato liberale russo Dmitry Gudkov ha pubblicato sulla propria pagina Facebook la foto di un cartellone a una fermata dell'autobus che ritrae la faccia del presidente Barack Obama con una scritta: «Fumare uccide più persone di Obama, anche se lui ne uccide parecchie».

 

  • Il cartellone comparso a una fermata di Mosca (Fonte: Dmitry Gudkov).

 

La campagna di sensibilizzazione contro il fumo prende a paragone il presidente Usa come persona sinonimo di omicidio di massa, punto di paragone per tutte le cose più dannose. Il cartellone, non attribuibile a nessuno di preciso, dà per scontato che Obama sia uno sterminatore, puntando evidentemente su un luogo comune diffuso nella popolazione.
Seppure il cartellone non sia stato “rivendicato”, non stiamo parlando di un murales o di una scritta, ma di un'insegna pubblica la cui messa in vetrina è stata autorizzata. Il Guardian riferisce che il comune di Mosca, contattato, non ha voluto commentare.
«OBAMA UCCIDE 875 PERSONE A SETTIMANA». Il caso del poster segue quello di un video pubblicato il 12 febbraio 2016, probabilmente attribuibile a un'ala giovanile del partito Russia Unita, in cui 875 ragazzi chiusi in una palestra improvvisamente si buttano a terra, per denunciare «gli 875 morti che il presidente Usa fa ogni settimana».

 

  • Il video contro la politica estera americana.

 

La Russia è un Paese che ha bisogno di credere nelle proprie convinzioni, e chi governa lo sa bene. Anzi, spesso quelle convinzioni sono inoculate proprio da chi sta al Cremlino. Il giornalista del Sole 24 Ore Ugo Tramballi riportava sul suo blog a novembre che «a Mosca, come dice Thomas Pickering, ambasciatore all’Onu per Bush padre e in Russia per Clinton, “c’è un nazionalismo al servizio di un leader, non un leader al servizio del nazionalismo”».
DISINFORMAZIONE A TUTTI I LIVELLI. Nel Paese, la disinformazione che alimenta questo revanscismo è talmente radicata che in molti casi non è il governo a tappare le bocche, ma è chi opera nella comunicazione (editoria, giornalismo, pubblicità) ad auto-censurarsi o a cavalcare il main-stream nazionale.
Di conseguenza, non è così fondamentale sapere l'autore del cartellone o del video, perché sia che si tratti di propaganda statale o di scelte di privati, il concetto resta lo stesso: la disinformazione è talmente radicata da essere automaticamente diffusa dal governo ai media al resto della società.

 

  • Il World Press Freedom Index mette la Russia al 152esimo posto (Mappa: World Press Freedom Index).

 

Il World Press Freedom Index 2015 mette la Russia al 152 posto, tra il Gambia e Singapore e l'Unione Europea ha creato un team con la funzione specifica di controllare la propaganda e la disinformazione diffusa dai media filo-russi. Il gruppo agisce su una pagina dell'Eeas (European Union External Action) chiamata Eu vs Disinformation, dove raccoglie periodicamente tutte le bufale pubblicate sui media russi o filo-russi da Mosca fino alla Repubblica Ceca.
Le notizie false riportate in molti casi sono addirittura esilaranti, e mostrano come la propaganda russa sia proiettata anche verso l'esterno del Paese. Secondo Sputnik International, per esempio «Papa Francesco vede in Putin l'unico uomo che possa difendere i cristiani nel mondo».
A noi sembrano frasi ridicole, ma la popolazione russa si nutre principalmente di informazioni di questo tipo.

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