L'INTERVISTA

Movimento 5 stelle, la lezione dei Pirati tedeschi

Lauer: «Grillo vietà la tivù? Sbaglia».

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24 Marzo 2013

In Italia, il Movimento 5 stelle ha fatto scalpore per essersi ribellato alla prima occasione utile al diktat di Beppe Grillo: sabato 16 marzo alcuni neoeletti hanno votato per affidare la presidenza del Senato a Piero Grasso, scatenando le ire del guru genovese.
In Germania, il Piratenpartei, il Partito civico dei Pirati che - come il M5s - ha eletto Internet a veicolo di 'democrazia liquida', ha problemi analoghi da gestire. Da quando i pirati hanno fatto il botto, sfiorando il 9% nelle amministrative di Berlino nel 2011 e superando il 13% nei sondaggi, sono iniziate divergenze e scontri interni.
IN FUGA DAI SOCIAL NETWORK. Al pari dei grillini, i pirati si riuniscono e dibattono animatamente, secondo la regola di “una testa, un voto”. Anche i temi sono simili: reddito di cittadinanza, democrazia diretta, libertà della Rete. E le provocazioni sono frequenti.
L'ultima è arrivata da Christopher Lauer, capogruppo del partito al Senato cittadino di Berlino, che ha chiuso il proprio account su Twitter, perché snervato dalla mole di messaggi che riceveva. Meglio la tivù, ha aggiunto il 29enne guru del Web.
La sua presa di posizione ha innescato una discussione rovente sul ruolo di Internet nel movimento. Ma, a differenza dei grillini, tra i pirati nessuno ha rischiato di essere cacciato. «Come usare il web è una scelta libera, a discrezione dei singoli iscritti», ha infatti raccontato Lauer a Lettera43.it.
 



DOMANDA. Lei ha dismesso Twitter. In Italia Casaleggio, il guru di Grillo, non ha mai avuto un account. Perché, allora, elogiate la Rete?
RISPOSTA.
Non conosco le dinamiche interne del Movimento 5 stelle. Nel nostro partito, ognuno è libero di usare i media che vuole.
D. Si può andare anche in televisione?
R.
Nessun tabù. Dal mio punto di vista, la tivù è molto efficace in campagna elettorale. Alcune trasmissioni servono quanto i social media.
D. Ai grillini sono state vietate interviste e talk show...
R. Noi pirati siamo liberi di muoverci. In tivù esistono anche programmi poco impegnativi. Commerciali, certo. Ma adatti per fare audience, anche se si ha poca dialettica.
D. Cosa pensa del diktat di Grillo?
R.
Conosco poco la realtà politica italiana. Senza queste basi, non posso giudicare il M5s.
D. Il loro programma è praticamente identico al vostro: democrazia diretta, cittadinanza attiva, open source...
R.
Sì. E Internet ha un valore centrale, per propagare questo modello di rappresentanza. Tuttavia, la Rete non esclude affatto altri mezzi.
D. Perché allora Twitter no?
R. Nel mio caso, mi distraeva troppo. La mole di messaggi disperdeva il mio lavoro per i cittadini, andava limitata. Ma, sia chiaro, non rinuncio a Internet.
D. Qual è la comunicazione virtuale ideale?
R.
Dipende da persona a persona. Per me il blog è un veicolo perfetto per diffondere messaggi e contenuti politici. Apprezzo anche le email e il podcasting.
D. Il blog di Grillo è stata la fortuna del Movimento 5 stelle.
R.
Vede, non è un caso. I cittadini cercano novità, contenuti, chiarezza. E la trovano in Rete.
D. In Germania la situazione politica era meno esasperata dalla nostra. Come mai il boom del Piratenpartei?
R. Anche qua la gente era stufa della vecchia politica. Cercava strumenti nuovi di partecipazione alla democrazia, cambiamento.
D. Il Partito dei pirati è di sinistra?
R.
Lo è in gran parte. Ma non è soltanto di sinistra.
D. Avete sfilato voti alla Linke, la sinistra radicale. E, soprattutto, ai Verdi.
R. I Verdi erano l'establishment, il compromesso con il potere. Così gli elettori hanno preferito noi. Ma a Berlino c'è uno scontro tra chiesa e amministrazione e abbiamo preso voti anche a destra.
D. Poi il movimento si è sgonfiato. Si dice, per disorganizzazione e divisioni interne.
R.
Ci sono stati dei problemi. Ma il partito, fondato nel 2006, ha un nucleo di contenuti precisi. Che hanno avuto successo, sfondando nei Land e nella capitale.
D. In Italia, Grillo e Casaleggio blindano i grillini perché temono la deriva. Esiste un rischio “bolla”?
R. Nel nostro caso no. Abbiamo il potenziale per superare la soglia del 5% ed entrare, a settembre, nel Bundestag. È la nostra prima volta.

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