Napoli, viaggio tra i bassoliniani in cerca di vendetta

L'ex sindaco non si arrende. Fa ricorso. E studia una lista civica per sfidare il Pd. Borriello, consigliere finito nella bufera, a L43: «Ho offerto monete per cortesia».

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08 Marzo 2016

Fermo immagine dal video di Fanpage.it sui brogli alle primarie napoletane del Pd.

Fermo immagine dal video di Fanpage.it sui brogli alle primarie napoletane del Pd.

La sua stanza, che è proprio accanto a quella del capo, è da giorni - dicono - al buio e chiusa a chiave.
La scrivania è sgombra da carte, ninnoli, cianfrusaglie. Neanche un fiore, raccontano, per festeggiare la “sua” vittoria alle primarie del Pd.
Al corso Umberto, nella sede di Sudd, la Fondazione napoletana di cui Valeria Valente ha fatto parte fino a quando ha accettato di candidarsi contro Antonio Bassolino, da “quella” stanza tutti si tengono lontani.
Come si fa davanti a un luogo contaminato. O che, comunque, suscita imbarazzo.
«IO TRADITORE? NON SCHERZIAMO». Idem per la stanza attigua, quella di Andrea Cozzolino, l’altra creatura nata dalle costole di Bassolino, che di Sudd è stato fra i fondatori e che ha “tradito” il padre per sponsorizzare la Valente.
Stanze chiuse. Occhi bassi. Mugugni. A passi felpati fra i bassoliniani di Napoli, dopo la sconfitta per 458 voti alle primarie.
«Traditore a me? Non scherziamo: io non ho mai ricevuto nulla, né da Antonio né da altri. Traditore è chi da Bassolino ha ottenuto voti e incarichi e poi, per convenienza, lo ha abbandonato», spiega a Lettera43.it Tonino Borriello, consigliere comunale, ex presidente di circoscrizione a san Giovanni a Teduccio (periferia Est operaia e assai arrabbiata) e bassoliniano storico che alle primarie ha votato per la Valente orientando i consensi fino a risultare - secondo molti - decisivo per la sconfitta di Bassolino. Che pure non ci sta. E presenta ricorso.
«SOLTANTO UN ATTO DI CORTESIA». Borriello, che è stato filmato in un video diffuso online mentre offre un euro a un paio di elettori, si dice amareggiato: «Ho offerto una monetina a un paio di persone perché ne erano sprovviste. Il mio è stato un atto di pura cortesia, non so neanche per chi hanno votato. Sono stato ingenuo? Forse. O forse mi si vuol far pagare qualcosa d’altro? Io ero e sono convinto che con la Valente il Pd napoletano ha più possibilità di vincere su de Magistris. È un reato pensarla così? Non credo».
E aggiunge: «Mi chiamano traditore. A me, che non ho mai chiesto nulla né ho mai ricevuto favori da Bassolino. E neanche da Andrea Cozzolino. Anzi, a proposito di coerenza a sinistra, ricordo a tutti che ho sostenuto la candidatura di Gianni Cuperlo quando Bassolino ha votato per Matteo Renzi alla segreteria Pd».
Un altro video, pubblicato l'8 marzo, immortala esponenti del centrodestra presidiare i seggi e accompagnare i cittadini a votare.

I bassoliniani escludono l'appoggio alla Valente

Valeria Valente celebra la sua vittoria alle primarie del centrosinistra per la candidatura a sindaco della città di Napoli insieme al suo staff all'interno del comitato elettorale di Piazza Bovio.

Valeria Valente celebra la sua vittoria alle primarie del centrosinistra per la candidatura a sindaco della città di Napoli insieme al suo staff all'interno del comitato elettorale di Piazza Bovio.

Borriello non ci sta a passare per un cinico “manovratore di consensi”: «Nel mio quartiere mi sono mosso pochissimo per far votare la Valente, che è venuta in visita una sola volta», dice. «Sapete che l’affluenza alle urne a san Giovanni è stata più bassa di quasi il 50% rispetto al 2011? Dunque, di quale mobilitazione straordinaria si va parlando? La verità è che sono stati i militanti a scegliere per conto loro di non votare più Antonio».
«NON SE NE PARLA NEANCHE». Ha avuto modo di chiarirsi con Bassolino? «Mi dispiace, non ne ho avuto il tempo».
Borriello, la politica per lei deve essere più ragione o più cuore? «Ragione e cuore. Ma in alcuni momenti deve prevalere la ragione perché il cuore induce a sbagliare. E adesso bisogna lavorare tutti insieme contro de Magistris».
Nel Pd di Napoli, dopo il voto, il primo dato che si coglie è che - brogli e scambio di soldi o no - di dare una mano alla “compagna” Valente che ha prevalso di un soffio nelle urne «non se ne parla neanche». «Né ora né mai», puntualizza uno che non intende alimentare equivoci.
«DISTANZA INCOLMABILE DAI RENZIANI». «Chi ha vinto, vada avanti», ha sibilato Bassolino a denti stretti. E poi: «Chi ha votato per me, non voterà mai per lei». E ancora: «Dare una mano? In cinque anni nessuno del Pd me lo ha mai chiesto. Per me, così si va a sbattere».
Il secondo dato che emerge chiacchierando con i militanti sotto choc è che il “niet” alla collaborazione in vista delle elezioni comunali si rivela parte integrante di una diversità «profonda, sostanziale, e perciò incolmabile» rispetto a quel che pensa, dice e fanno il Pd di stampo renziano e tutti i dirigenti (in gran parte ex bassoliniani) che a Napoli si sono man mano aggregati. «La diversità», osserva un militante, «tracima ingovernabile sui temi politici, ma anche su quelli squisitamente amministrativi».
Insomma, si tratta di due veri e propri partiti, su molte cose contrapposti. «E non prenderne atto» si legge sulle pagine Facebook dedicate, «sarebbe imperdonabile».

L'ex sindaco medita di sfidare il Pd

Antonio Bassolino.

(© Ansa) Antonio Bassolino.

Napoli, il giorno dopo. Come ai tempi del comandante Achille Lauro che negli Anni 50 regalava scarpe sinistre a chi si recava alle urne.
Sui siti on line e sui giornali impazzano le polemiche relative ai presunti scambi di denaro in cambio di voti davanti ai seggi, mentre la procura di Napoli acquisisce i video con le immagini sospette e apre un fascicolo.
La commissione per le primarie (guidata da Giovanni Iacone, un ex Dc molto stimato) annuncia una riunione per esaminare i fatti.
«BROGLI ANCHE ALTROVE». Dopo i video sui presunti brogli, il clima è incandescente. E non si contano più le voci incontrollate che narrano di altri presunti e gravi episodi: «A Bagnoli è successo che…», «Invece, nel centro storico, pure…». E via così, di ansia in ansia.
Si accavallano le dichiarazioni di chi prova a minimizzare le irregolarità (il team della Valente, in tal senso, è schierato in prima fila) assicurando che «se fosse vero, si tratterebbe solo di episodi isolati» e chi invece grida allo scandalo rievocando la famigerata edizione 2011 delle primarie Pd (quando, per colpa dei troppi cinesi in fila ai seggi, da Roma decisero di annullare le primarie).
Comunque sia, la festa è rovinata. «Tanto per cambiare», osserva chi è scettico.
CANTONE GETTA ACQUA SUL FUOCO. Il capo dell’anti-corruzione Raffaele Cantone, napoletano di Giugliano, si è precipitato a far sapere che per lui «non si prefigurano reati».
Nel frattempo, resta la figuraccia. E la voglia - che traspare esplicita sulle pagine Facebook - di premere sul leader sconfitto di misura affinché si decida a guidare una lista civica per partecipare da solo alle elezioni comunali a Napoli.
“Nonno Antonio”, finora, è apparso tiepido verso una simile ipotesi. Ma l’atmosfera da brogli e i comportamenti della dirigenza Pd locale potrebbero indurlo - secondo chi lo conosce bene - a cambiare clamorosamente idea accettando di scendere in campo a capo di una “civica” contro il Pd e gli altri contendenti.
VERSO UNA LISTA CIVICA. In seconda battuta, tra i bassoliniani assetati di vendetta serpeggia l’ipotesi di costituire subito un movimento politico (si chiamerebbe “Bassolino per Napoli”) e tramite quello tentare di rendere produttive le migliaia di voti raccolti alle primarie.
In che modo? «Nessuno», spiegano i militanti, «può impedire che in piena autonomia nasca una nuova lista civica per le comunali, che questa presenti un programma consono alle idee del bassolinismo puro e che il movimento appena nato decida di far confluire i propri voti sulla lista che offre le istanze più convincenti».
Già, ma chi sarebbe il leader di una tale lista? «Di sicuro», chiariscono i bassoliniani, «non sarà nessuno dei personaggi locali che ruotano intorno a Antonio. Lui è personaggio di caratura nazionale e non gli manca la possibilità di attrarre a sé qualche nome autorevole della sinistra che pensa e sa fare politica».  

 

Twitter @enzociaccio

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alex100 09/mar/2016 | 13 :01

BASSOLINO ? più basso che Lino
Come si legge nell'articolo da Tonino Borriello "Traditore è chi da Bassolino ha ottenuto voti e incarichi e poi lo ha abbandonato" Da queste dichiarazioni si riconferma l'astuzia di colui che spartiva le torte con compiacenti che tutt'ora gradirebbero la rielezione per interessi propri a discapito dei Cittadini.
“Nonno Antonio” dopo le immani scempi di emergenze infinite di Rifiuti che ha causato dal 2000 al 2010 in tutta la Regione Campania, nonostante gli furono dati anche altri poteri speciali oltre ad essere il Presidente Regionale fù anche Commissario straordinario ma invece di far sparire i rifiuti solidi urbani scomparvero solo i fiumi di soldi che arrivavano da Roma e dall'Europa per arricchire le alleanze tra i politici ed i camorristi con società fatte nascere ad ok ed consulenze assurde Milionarie, ma la beffa di quei suoi problemi irrisolti sono ancora vivi perchè quei rifiuti furono solamente impacchettati (ecoballe) e parcheggiati e sono ancora in territori di prestanomi dei casalasi del Casertano
dove la Regione (noi cittadini) paghiamo ancora milioni di euro per l'affitto di quelle aree e questo determina un ulteriore appesantimento sulle bollette dei Cittadini per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti
Quindi il "nonno" dovrebbe andare in una casa di riposo e farsi un esame di coscienza per tutto cio' che ha causato nel suo decennio nella terra dei fuochi dove venivano sotterrati veleni di tutti i tipi e che oggi determinano TUMORI alle popolazioni succube di collusioni politici e camorra

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