Politica
L'APPUNTAMENTO
Palermo, il Cav sfida i pm
Convocato per il caso Dell'Utri. Ma anticipa: «Non parlo». Panorama accusa il Pd di aizzare i pentiti.
Potrebbe essere un ritorno alle origini per Silvio Berlusconi. Il Cavaliere è destinato a tornare in quell'isola siciliana che ha fatto la fortuna delle sue prime televisioni private. E che ha dato i natali al cofondatore di Forza Italia, Marcello Dell'Utri.
Berlusconi è stato convocato nel capoluogo siciliano proprio a causa dell'amico senatore che lo ha accompagnato nella fondazione del suo impero, sotto processo a Palermo per estorsione all'ex premier. I magistrati stanno indagando sui prestiti infruttiferi milionari girati dal leader di Forza Italia al senatore siciliano e sulla villa sul Lago di Como che il Cav ha comprato dall'amico a un prezzo sospetto. Secondo i pubblici ministeri, infatti, Dell'Utri potrebbe avere ricattato il leader di Arcore per tacere sui suoi rapporti con Cosa Nostra. Per questo la procura di Palemo ha chiesto a Berlusconi di presentarsi a testimoniare. L'ex premier è atteso in tribunale tra il 20 agosto e il 5 settembre: sulle date c'è stato un accordo di massima via fax tra la procura e il suo staff di legali.
ATTESO TRA IL 20 E IL 5 SETTEMBRE.
Gli avvocati Niccolò Ghedini e Piero Longo hanno accolto con nervosismo la richiesta dei magistrati siciliani. Ma per evitare la convocazione coatta e per evitare di portare il caso in parlamento e creare un dannoso polverone mediatico, sono stati costretti a cedere.
Tuttavia, se testimonianza deve essere, i legali padovani hanno voluto dettare alcune condizioni.
La difesa infatti ha contestato la chiamata dell'ex primo ministro in qualità di testimone: per quel che riguarda Berlusconi il procedimento già stato archiviato. Su queste basi Berlusconi chiederà lo status di «testimone assistito», che dovrebbe dargli la facoltà di non rispondere su alcuni temi.
LA PREPARAZIONE. Attorno a questo appuntamento il Cavaliere, per ora asserragliato dentro la villa di Arcore, gestirà tutta la sua agenda. Già lo si è visto dalla visita a Nizza alla figlia Marina, interrogata dai pubblici ministeri palermitani prima di lui.
D'altronde la sua presenza nelle aule del tribunale in cui Dell'Utri è stato anche imputato per concorso esterno in associazione mafiosa, ha un enorme valore simbolico. E potrebbe resuscitare in un sol colpo tutte le ombre sulle origini delle sue fortune.
Sabato, 18 Agosto 2012
(3)
bolognauno 19/ago/2012 | 11:50
CHE SCHIFOOOOOOOOOO!!!!!!
Questo "signore" (si fa per dire) è un cittadino come gli altri.......non può dettare CONDIZIONI e/o altro.....deve presentarsi ai giudici........e dire la verità........(cosa abbastanza RARA per un idiviidduo del genere!!!!!)
VittorioMangano 19/ago/2012 | 09:38
PERCHE DA 15 ANNI TENTANO PERIODICAMENTE DI BLOCCARE LE INTERCETTAZIONI
"... di come dei soggetti appartenenti all’ala stragista di Cosa Nostra, che certamente ha consumato le stragi del 1993, agiscano in perfetta sintonia con le fasi prodromiche e organizzative del partito di Forza Italia a Palermo e in tutta Italia.
...
dalla ricostruzione dei dati di traffico telefonici, si è potuto accertare che uomini di Cosa Nostra direttamente collegati a Leoluca Bagarella, (diventato il Capo dopo l'arresto di Riina) in contatto con esponenti romani appartenenti alla massoneria, collegati alla P2, con i quali si sono fatte delle riunioni a Palermo e in Sicilia in date ben precise, tra Palermo e Catania. Ci sono dei contatti telefonici con questi soggetti e, immediatamente dopo, a stretto giro questi soggetti hanno chiamato direttamente a casa di Silvio Berlusconi
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E lì ci sono delle date che sono certe: la data con cui nasce il partito di Forza Italia e la data in cui si organizzano i primi clubs a Palermo e si tengono le prime riunioni, una delle quali viene tenuta, non a caso, all’Hotel San Paolo di Palermo, costruito dai costruttori Ienna per conto dei Graviano, che pensavano di allocare, all’ultimo piano, l’appartamento giardino dei loro genitori. In quell’albergo si tiene la prima riunione a cui partecipano gli esponenti mafiosi di Brancaccio e di Misilmeri: uno di questi, che è stato sentito nel 1994, si chiama Lalia. Lalia conferma che il club Forza Italia di Braccaccio e quello di Misilmeri sono stati creati a febbraio. Noi vedremo poi dal traffico telefonico che la sezione di Forza Italia, il club Forza Italia di Palermo viene attivato in Via Sciuti appena a marzo, quindi nasce prima quello di febbraio e poi quello di marzo. Ho effettuato la ricostruzione del traffico telefonico di Lalia e ci sono i contatti telefonici con Pietro Benigno, condannato all’ergastolo per le stragi di Firenze, ci sono i contatti telefonici con Spatuzza, con lo stesso cellulare con cui Spatuzza, come ho accertato nel 1992, si sentiva e utilizzava il giorno 23 maggio della strage di Capaci e il 19 luglio 1992, la strage di Via d’Amelio.
Partendo da quei contatti telefonici, si ricostruisce la catena dei rapporti di Lalia, che è uno dei tanti soggetti che si sentono con parlamentari di Forza Italia, persone che diventeranno senatori, persone che diventeranno deputati regionali, persone che diventeranno esponenti locali del partito di Forza Italia e le chiamate sono perfettamente sequenziali: prima Lalia chiama queste persone, queste persone immediatamente dopo chiamano a casa di Silvio Berlusconi.
Tutto si può pensare, ma i numeri telefonici, i contatti telefonici non sono opinioni, sono dati oggettivi.”
jan 18/ago/2012 | 16:37
Palermo, il Cav sfida i pm
Uomini che hanno distrutto l'Italia Berlusconi e l'amico Dell'Utri; non vanno più ascoltati , vanno cacciati!!!!!
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