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Politica 

Palestina all'Onu, l'Italia ha deciso di votare sì

Sostegno del governo. Abu Mazen ringrazia Monti e Napolitano.

LA DICHIARAZIONE

Il governo italiano il 29 novembre, con un comunicato diffuso da Palazzo Chigi, ha confermato la decisione voler dare il proprio sostegno alla risoluzione per attribuire alla Palestina lo status di 'Stato non membro osservatore' delle Nazioni Unite.
Una presa di posizione arrivata poche ore dopo la dichiarazione della Germania di volersi astenere dal voto.
LA NOTA DI PALAZZO CHIGI. «La decisione», è stato scritto nella nota, «è parte integrante dell'impegno italiano a rilanciare il Processo di Pace con l'obiettivo di due Stati, quello israeliano e quello palestinese, che possano vivere fianco a fianco, in pace, sicurezza e mutuo riconoscimento. Si tratta», ha proseguito il documento del governo, «è un incoraggiamento a proseguire sulla strada del dialogo e contro ogni estremismo. D'altra parte, la nascita di uno Stato di Palestina membro a pieno titolo Onu potrà arrivare solo ed esclusivamente con il negoziato e l'intesa diretta tra le parti».
TELEFONATA DI MONTI A NETANYAHU. Il presidente del Consiglio, Mario Monti, in una telefonata al premier israeliano Netanyahu ha evidenziato che «la decisione dell'Italia di sostenere la richiesta palestinese all'Onu non implica nessun allontanamento dalla forte e tradizionale amicizia nei confronti di Israele». Monti, inoltre, ha sottolineato «il forte impegno a evitare qualsiasi strumentalizzazione contro Israele alla Cpi».

Israele: si allontanano le prospettive di pace

Dopo la telefonata del premier italiano, è arrivato il commento dell'ambasciatore israeliano a Roma, Naor Gilon, che ha dichiarato: «Siamo molto delusi dalla decisione dell'Italia - uno dei migliori amici di Israele - di sostenere l'iniziativa unilaterale dei Palestinesi alle Nazioni Unite. Dopo quattro anni in cui hanno rifiutato di tornare al tavolo negoziale», ha proseguito, «assistiamo ora al tentativo palestinese di influenzare i risultati dei negoziati stessi per mezzo di istituzioni internazionali. Questa mossa, non soltanto non migliorerà la situazione sul terreno, ma aumenterà le preoccupazioni di un ritorno alla violenza e, soprattutto, allontanerà le prospettive di pace».
ABU MAZEN:  Il presidente dell'Anp Abu Mazen, tramite il consigliere Nemer Hammad, ha espresso «il proprio ringraziamento al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e al premier Mario Monti dopo l'annuncio del voto favorevole italiano. Questo», ha concluso, «è un voto nella direzione giusta e naturale per un grande Paese come l'Italia».
REAZIONI CONTRASTANTI NEI PARTITI. Ha criticato la decisione il deputato del Pdl Margherita Bonvier, che ha dichiarato: «L'annuncio di Palazzo Chigi che l 'Italia voterà a favore della Palestina all'Onu rompe la prudenza fin qui dimostrata dalla Farnesina e rappresenta un vero e proprio rovesciamento della linea politica fin qui seguita».
Secondo Francesco Tempestini del Pd, invece, «la posizione del governo italiano è equilibrata, nell'interesse del Paese e della pace, e nel rispetto della tradizionale amicizia dell'Italia nei confronti del popolo palestinese ed israeliano».

Giovedì, 29 Novembre 2012


Commenti (1)

L.C. 29/nov/2012 | 15:12

Più siamo, più vinciamo!
Statuto delle Nazioni Unite, capitolo II, art 4: "Possono diventare Membri delle Nazioni Unite tutti gli altri Stati amanti della pace ..."
Membri ONU:
Israele, Cina, Stati Uniti...
Per chiudere il cerchio mancava la Palestina.
Concordo con la linea del governo italiano.

Alla fine dei conti l'Onu è un po' come il PD, non importa quello che c'è scritto sullo statuto o sul programma, una volta raggiunto lo scrano, ognuno fa quello che gli pare.
Non è neanche importante che prima di sedersi sullo scrano uno faccia finta di essere amante della pace o di sinistra, alla fine Onu o PD...alla fine pace e democrazia vincono sempre.

Amo questo mondo dove si può amare la pace tra un drone e un bambino morto sotto le macerie delle tue bombe o dei tuoi razzi.
Amo il PD che riscrive nuovamente la storia, per fare sognare nuovamente tutti quelli che non hanno mai avuto la possibilità di votare Renato Altissimo alla guida del PCUS.

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