Pasticcio e-cig, linea dura di Renzi sui responsabili

Tassa bocciata, buco di 120 milioni. Peleggi, n.1 di dogane e monopoli, nel mirino. Il governo resetta la legge. E per la nuova Aams è pronto un tecnico: Fiorentino.

di Stefano Caliciuri

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05 Giugno 2015

Giuseppe Peleggi.

(© Imagoeconomica) Giuseppe Peleggi.

Con il boccone amaro delle pensioni ancora da digerire, il governo ne ha dovuto ingoiare un secondo, sempre per gentile pensiero della Corte costituzionale.
Se non altro più esiguo: quello sul tema delle sigarette elettroniche, e cioè la bocciatura della super tassa al 58,5%.
In questo caso però l'esecutivo guidato da Matteo Renzi è deciso a individuare i colpevoli e far pagare il prezzo ai diretti responsabili.
TUTTA COLPA DELL'ADM. Il messaggio è chiaro: la colpa per il buco erariale di 120 milioni di euro - che presto sono destinati a diventare 250 - è interamente dei vertici dell’Agenzia delle dogane e monopoli (Adm).
Loro hanno scritto leggi e decreti ministeriali, loro hanno stabilito i metodi di calcolo e livello dell'imposizione fiscale esercitando un eccesso di discrezionalità.
RIFLETTORI SU PELEGGI. E loro avrebbero dovuto fare opera di controllo, mai avviata nonostante una circolare rimasta solo inchiostro su carta.
In particolare, i riflettori si starebbero accendendo su Giuseppe Peleggi, dal 2008 direttore delle Dogane, poi anche dei Monopoli a seguito all’accorpamento voluto da Mario Monti e poi alle recenti dimissioni dell'ex finanziere Luigi Magistro, oggi alla guida del Mose a Venezia.
L'ULTIMO VISCO-BOYS. Peleggi, 57 anni, è considerato l’ultimo dei Visco-boys, coloro cioè che hanno percorso gran parte della loro carriera accanto l’ex ministro dell’Economia del governo Prodi.
La sua ascesa è cominciata a metà degli Anni 90 come consigliere economico del ministro Augusto Fantozzi, carica confermata con l’arrivo di Visco e di Del Turco.
La vittoria di Berlusconi del 2001 stravolse gli assetti del ministero dell’Economia e quindi Peleggi venne “dirottato” al coordinamento dell’Ufficio studi delle azioni di contrasto alla contraffazione e nominato in seguito direttore dell’ufficio strategie per l’innovazione.
IL SOGNO DELLE ENTRATE. La direzione dell’Adm è storia recente anche se in cuor suo, come sostengono fonti vicine al premier, Peleggi aspirava a ricoprire analogo ruolo all’interno dell’Agenzia delle Entrate.
Ma in quell’occasione Renzi si mise di traverso affidandola a una persona di sua fiducia come Rossella Orlandi.
Ma gli rinnovò la fiducia come direttore dell’Agenzia dogane e monopoli.

Grossolani errori sulla scrittura dei provvedimenti

Italo Volpe.

(© Imagoeconomica) Italo Volpe.

Fiducia che però ora inizia a mancare a causa grossolani errori commessi in fase di scrittura dei provvedimenti sul comparto del fumo elettronico.
STRONCATURA DEL TAR. Dopo una legge mal concepita e gestita con enormi ritardi, ci fu il decreto ministeriale di regolamentazione del regime dei prodotti succedanei dei tabacchi lavorati, stroncato quasi immediatamente dal Tar Lazio per una «evidente irragionevolezza e inapplicabilità».
Poi ecco la modifica allo stesso decreto ministeriale con la quale vennero stabilite le modalità di calcolo dell’accisa e di commercializzazione dei prodotti sostitutivi del fumo.
Anche questo secondo provvedimento, impugnato da Anafe-Confindustria, fu rinviato dal Tar alla Corte costituzionale.
LEGGE INCOSTITUZIONALE. La sentenza pubblicata dalla Consulta ora ha stabilito l’incostituzionalità della legge del 2014, provocando di fatto il buco da 120 milioni di euro nelle casse erariali.
E, visto che la ratio legis è stata ripetuta, è evidente come la sentenza potrà essere verosimilmente replicata anche per la legge 2015, pur presentando questa alcuni aspetti diversi nella forma, ma non nella sostanza.
Andando così a raddoppiare il mancato introito, peraltro già praticamente perso a causa dell’eccesso di imposizione fiscale e della mancanza di regole, che ha consegnato il mercato italiano nelle mani di aziende e siti web esteri.
LINEA DURA DI RENZI. Dopo lo smacco delle pensioni, Renzi non vuole più lasciar correre e intende mantenere la linea dura con chi sbaglia e con chi, soprattutto, non “fa squadra”.
Al Mef, con la sicura supervisione del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Luca Lotti, il delicato ruolo di scegliere il nuovo direttore di Aams (agenzia che ha in carico tabacchi, e-cig e giochi) che dovrà far capo proprio a Peleggi.
POSIZIONE TRABALLANTE. Ma in prospettiva anche la sua posizione potrebbe essere in discussione, in quanto proprio perché il settore delle sigarette elettroniche rappresenta in valore assoluto una parte molto esigua di quanto gestito dall’Agenzia delle dogane e dei monopoli, il governo vorrebbe evitare errori di questo genere con l'imminente decreto legislativo sui giochi, su cui ballano miliardi di euro.
POLEMICA SUL RUOLO DI VOLPE. E anche su questo da più parti sono sorte polemiche per il ruolo del consigliere Italo Volpe, a capo della direzione normativa dell'Agenzia dogane e monopoli, considerato però troppo vicino ad alcune grandi aziende del settore.
E come lui non sembra trovare spazio neppure Alessandro Aronica, direttore del personale Adm, anch'esso Visco-boy e sponsorizzato da Peleggi.

A capo dell'Aams in arrivo un tecnico: Mario Fiorentino?

Matteo Renzi.

(© Ansa) Matteo Renzi.

La quasi rivoluzione all'Adm potrebbe quindi portare a capo dell'Aams un tecnico.
Non un fedelissimo del “Giglio magico” della prima ora, dunque, ma un valido e competente professionista in materie giuridico-fiscali: l'avvocato Mario Fiorentino, direttore generale del ministero dello Sviluppo, in tempi recenti nominato nel Comitato dei garanti della dirigenza prezzo la presidenza del Consiglio.
Quello che ci vorrebbe, insomma, per ridare luce a una struttura pubblica che finora più che occuparsi di fumo, se ne è circondata.
DE MICHELI AL LAVORO. Intanto il sottosegretario Paola De Micheli starebbe lavorando per trovare una soluzione al tema sigarette elettroniche in tempi brevi, anche per scongiurare l'intervento del Tar del Lazio previsto per il primo luglio, che darebbe il colpo definitivo alla nuova legge che equipara la tassa sulle e-cig a quella di altri prodotti a tabacco riscaldato.
RESET SULLA LEGGE. L’intenzione politica sarebbe resettare la legge esistente (tassa di 4,5 euro ogni 10 millilitri di liquido), anch’essa a chiaro rischio di incostituzionalità, e riformularne una in grado di funzionare e di non far perdere ulteriori soldi al Fisco.
Secondo fonti governative, il Mef starebbe ragionando di tassare soltanto la nicotina contenuta nei liquidi, come da indicazioni della Corte.
FATTURATI SPOSTATI ALL'ESTERO. In questo caso sarebbero tutti contenti: lo Stato perché incasserebbe finalmente la tanto agognata tassa, i produttori e i rivenditori che tornerebbero a vedere risalire i fatturati - attualmente si sono semplicemente spostati all'estero - e i consumatori che vedrebbero un calo dei prezzi al dettaglio. 
ITALIA ESEMPIO VIRTUOSO? E così il governo italiano oltre a risolvere un problema che aggrava da anni imprese e negozi, con una normativa bilanciata sul tema potrebbe diventare un esempio in Europa, visto che l'Italia, per iniziativa dell'ex premier Enrico Letta, è stata il primo Paese a tassare le e-cig. A Matteo Renzi la palla.

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