Politica
CINA
Pechino cambia i vertici militari
Il presidente Hu Jintao si prepara a lasciare, ma vuole controllare l'esercito.
di Simone Pieranni
da Pechino
Mentre la situazione nel mare cinese del Sud si complica ogni giorno e il Giappone si dice preoccupato della forza militare cinese, Pechino - in vista del prossimo ricambio politico - ha dato il via a una serie di promozioni nell'esercito. Che tradotto significano nuovi assetti non solo militari, ma anche politici.
Insieme con la successione dei vertici politici, in Cina è in programma anche quella dei militari, con battaglie ancora più serrate, stando a quanto affermato dagli osservatori cinesi. Sarebbero almeno ancora 20 i candidati a contendersi sette posti all'interno della Commissione.
IL PRESIDENTE È IL CAPO DEI MILITARI. L'organo è fondamentale negli equilibri politici, perché l'Esercito di liberazione popolare, il più grande al mondo, è controllato dalla Commissione (e non dal ministero della difesa, come accade negli altri Paesi). Non è un caso che il capo sia anche il presidente della Cina e segretario del Partito comunista. Oggi è Hu Jintao e consuetudine vuole che anche quando passerà le consegne politiche al suo successore, Xi Jinping, l'ex presidente si tenga ancora quattro anni la carica di capo dei militari.
Si tratta di una fetta di potere molto rilevante nei meccanismi di guida del Paese. Controllare l'esercito significa infatti avere uomini fedeli negli ambienti più importanti. Per questo motivo le ultime promozioni sono viste come un tentativo da parte dell'attuale dirigenza di mantenere il potere, anche una volta passate le consegne alla nuova generazione di leader.
NOMINATI QUATTRO NUOVI GENERALI. I quattro ufficiali che sono stati nominati generali con pieni poteri sono il tenente generale Liu Yazhou, 60 anni, commissario politico della National defense university, il tenente generale Du Jincai, 60 anni, vicecapo del Dipartimento politico generale, il tenente generale Tian Xiusi, 62 anni, commissario politico del comando militare di Chengdu e il tenente generale Du Hengyan, 61 anni, commissario politico del comando militare di Jinan.
Il tenente generale Liu Fulian, 60 anni, commissario politico del comando militare di Pechino, considerato uno dei favoriti alla promozione, invece, non è riuscito a fare il salto di carriera: la sua esclusione dalla lista, ha scritto il South China Morning Post «è arrivata come una sorpresa per molti osservatori militari».
IL BUDGET È UN QUARTO DI QUELLO DEGLI USA. L'esercito conta 2,3 milioni di unità e ha un budget che corrisponde a un quarto della spesa militare degli Usa, circa 130 miliardi di euro. Recentemente i suoi vertici sono stati accusati dagli Stati confinanti di eccessiva aggressività, specie in relazione alla questione legata al Mar Cinese del Sud, sempre più conteso dagli stati asiatici dell'area.
L'esercito ha respinto l'ipotesi sul fatto che Pechino si stia preparando a una guerra per difendersi. A parlare è stato il portavoce del ministero della difesa, Geng Yansheng, intervenuto in una conferenza stampa alla vigilia dell'85esimo anniversario dell'esercito.
«La Cina», ha chiarito, «possiede indiscutibili diritti di sovranità sulle isole del Mar Cinese Meridionale e le loro acque adiacenti, e l'esercito si oppone a qualsiasi intervento straniero in quest'area».
Mercoledì, 01 Agosto 2012

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