Polonia, Lech Walesa era «un informatore dei servizi segreti comunisti»

L'ex presidente polacco e storico leader di Solidarnosc avrebbe passato informazioni all'intelligence tra il 1970 e il 1976. Dubbi sulla veridicità dei documenti che lo accusano.

18 Febbraio 2016

Lech Walesa nel 1980 mostra una foto di Giovanni Paolo II. Solidarnosc era un movimento operaio di ispirazione cattolica.

(© Ansa) Lech Walesa nel 1980 mostra una foto di Giovanni Paolo II. Solidarnosc era un movimento operaio di ispirazione cattolica.

Secondo fonti ufficiali, l'ex presidente polacco e storico leader di Solidarnosc, Lech Walesa, sarebbe stato un informatore dei servizi segreti comunisti tra il 1970 e il 1976.
Walesa aveva ammesso in passato di aver accettato formalmente di fare l'informatore, ma di non essere mai stato effettivamente operativo. Tanto che nel 2000 fu assolto da un tribunale speciale. I documenti sono stati trovati in case dell'ultimo ministro degli Interni comunista, il generale Czeslaw Kiszczak. Sulle carte c'è la firma di Walesa e anche il suo nome in codice, 'Bolek'.
Walesa, che si trova in viaggio all'estero, ha subito smentito: «Non può esistere alcun documento vero che venga da me, e lo proverò davanti alla giustizia».
DUBBI SUI DOCUMENTI. Le prove del collaborazionismo di Walesa con la Służba Bezpieczeństwa (la polizia segreta polacca) sono state recuperate dall'Istituto nazionale della memoria, un centro studi la cui attendibilità è stata però messa in dubbio in passato. Secondo quanto riferisce Repubblica, «Già una volta, nel 2000, lo Ipn e la destra nazionalista spararono a zero su Walesa, affermando che col nome in codice Bolek era stato informatore della polizia segreta, pagato per spiare i movimenti dissidenti».
Allora l'ex presidente si rivolse alla Giustizia con successo: una sentenza lo assolse definendo «'materiale falsificato' i documenti presentati dai nemici dell'ex leader rivoluzionario».
IL FIGLIO: «CARTE SENZA VALORE». «I documenti non hanno valore», ha dichiarato il figlio di Walesa, l'eurodeputato Jaroslaw Walesa, «perché, come è noto, sono stati falsificati e ora vengono tirati fuori su 'richiesta politica' di chi vuole distruggere la sua posizione». Il figlio dell'ex-presidente ha ricordato come la Sb negli anni '80 abbia prodotto i documenti falsi su suo padre per impedire che nel 1983 gli fosse assegnato il Premio Nobel per la pace.
«Si tratta di una operazione che è stata già chiarita diversi anni fa», ha detto Jaroslaw, ribadendo che nel 2005 lo stesso Ipn gli ha riconosciuto lo status di 'vittima' del regime comunista.
I sospetti sull'eroe della rivoluzione fanno molto comodo al partito di destra Diritto e Giustizia, al governo in Polonia, che da anni cerca di screditare Walesa e i suoi collaboratori.
COLLABORAZIONE NEGLI ANNI PRECEDENTI SOLIDARNOSC. Negli anni in cui avrebbe passato informazioni ai servizi, Walesa lavorava come operaio in una fabbrica della Polonia settentrionale, ed era già un leader carismatico attivo nelle proteste sindacali e nella lotta per i diritti dei lavoratori. Anche se i documenti ritrovati fossero veri, non dimostrerebbero una continua opera di spionaggio da parte di Walesa, né soprattutto proverebbero una sua collaborazione negli anni del movimento Solidarnosc, fondato nel 1980, cioè quattro anni dopo il periodo in cui avrebbe fornito informazioni ai servizi segreti.
WALESA, DA SOLIDARNOSC ALLA PRESIDENZA. A partire dal 14 agosto '80, una serie di scioperi percorse le fabbriche della Polonia, e Walesa si mise presto in mostra come uno dei leader più attivi. Nel settembre dello stesso anno, il partito comunista diede il consenso alla formazione di Solidarnosc, il primo sindacato indipendente all'interno del Patto di Varsavia, di cui Walesa divenne il segretario. Per tutti gli ani '80, Solidarnosc si fece portatore dei diritti dei lavoratori, combattendo contro il regime appoggiandosi alla radicata fede cattolica che motivava il popolo polacco. Giovanni Paolo II, al secolo Karol Wojtyla, era stato eletto papa nel 1978, e il suo sostegno al movimento ne aumentò la forza e il consenso in maniera notevole. Nel 1989 Solidarnosc riuscì ad ottenere dal governo elezioni semi-libere, e nel 1990, caduto il muro di Berlino, Walesa venne eletto presidente della Polonia.
Il movimento da lui guidato (con il sostegno della Chiesa) è considerato, insieme alla guerra in Afghanistan e al generale fallimento dell'economia comunista, una delle cause del crollo dell'Unione Sovietica.

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new zealand 18/feb/2016 | 15 :50

stagione ormai dimenticate e oggi incomprensibile
nella DDR, e chi se la ricorda, 1/3 degli abitanti era teoricamente informatore della polizia. E in Polonia era forse anche peggio. Immagino che la polizia ti bussasse alla porta e ti iscrivesse a forza nel registro dei collaboratori, ovviamente ricattandoti in vario modo o facendo promesse (non era certo l'unica polizia al mondo a fare così). Poi se davi informazione bene, viceversa.... A volte potevano accusarti presso amici di fare la spia, per screditarti, e tu certo non potevi fare le tue controdeduzioni. Difficile vivere sotto le dittature, ma in Italia l'abbiamo dimenticato.

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