Primarie 2016, vincono i renziani Valente e Giachetti

Valeria Valente, 39 anni, rottama Antonio Bassolino a Napoli (43% contro 42%). Roberto Giachetti stacca di 30 punti Morassut a Roma. E il premier gongola.

06 Marzo 2016

Valeria Valente celebra la sua vittoria alle primarie del centrosinistra per la candidatura a sindaco della città di Napoli insieme al suo staff all'interno del comitato elettorale di Piazza Bovio.

Valeria Valente celebra la sua vittoria alle primarie del centrosinistra per la candidatura a sindaco della città di Napoli insieme al suo staff all'interno del comitato elettorale di Piazza Bovio.

Matteo Renzi ha alzato il telefono e chiamato i suoi cavalli vincenti.
Roberto Giachetti, Roberto Cosolini e Valeria Valente.
Con loro il premier e segretario del Partito democratico si è congratulato per i risultati conseguiti alle Primarie 2016.
Hanno vinto a Roma, Trieste e Napoli. Sono tutti e tre espressione della corrente di Renzi.
E da lui hanno imparato anche a rottamare: come nel caso della Valente, che ha 'pensionato' il veterano Antonio Bassolino. Anche se per un soffio.
GAP DI NEANCHE 500 VOTI. Valente, secondo i dati ufficiali diffusi dal comitato elettorale del terzo candidato, Antonio Sarracino, ha raccolto 13.398 preferenze, pari al 43,63% del totale.
Mentre Bassolino ha ottenuto 12.958 voti, corrispondenti al 42,2%.
Ultimi Sarracino (3.298 voti, 10,7%) e l'indipendente Marfella, appoggiato dal Psi (1.049 voti, 3,4%).
Insomma, la rottamazione si è compiuta con uno scarto di appena 440 voti.
Un altro modo per dirla è che l'allieva ha battuto il maestro.
LA RIVINCITA DELL'EX PUPILLA. Valeria Valente, deputata 39enne del Partito democratico, è infatti un'ex fedelissima di Bassolino, a lungo considerata una sua pupilla, socia ideatrice della Fondazione Sudd.
Valente è stata anche assessore comunale alle Pari opportunità e al Turismo nella Giunta presieduta da Rosa Russo Iervolino, mentre oggi è la coordinatrice in Campania di Rifare l'Italia, la corrente dem che fa capo a Roma al presidente del partito Matteo Orfini e al ministro della Giustizia Andrea Orlando.
«RISPONDIAMO A DE MAGISTRIS». Nel suo discorso della vittoria, Valente ha detto che il suo primo impegno sarà vincere le Comunali per riconquistare Napoli, ma non ha fatto mancare i riferimenti al ricambio generazionale delle classe dirigente partenopea: «I napoletani vogliono una nuova leadership, cambiare generazione. Ho in mente un grande piano di manutenzione della città, servizi efficienti e aree verdi. Dobbiamo rispondere a de Magistris, che ha cavalcato la rabbia e mai dato risposte concrete».
Bassolino ha ammesso la sconfitta, rivendicando il contributo dato alla partecipazione popolare.
OLTRE 30 MILA VOTANTI. L'affluenza ha superato quota 30 mila votanti, fugando i timori di un flop che avevano angosciato gli organizzatori alla vigilia.
«Ho combattuto con passione e caparbietà, con tutte le mie forze», ha detto Bassolino, «spetta a chi ha vinto compito di andare avanti. Auguri di buon lavoro, continuiamo la battaglia per Napoli».

''Bobo'' la spunta senza sorprese, ma l'affluenza è dimezzata

Roberto Giachetti del Pd.

(© Ansa) Roberto Giachetti del Pd.

A Roma l'ha spuntata Roberto Giachetti, come da pronostico.
Ex radicale, vice presidente della Camera, diverse battaglie politiche alle spalle, con tanto di digiuni annessi (contro la legge elettorale del Porcellum perse 18 chili).
Un successo mai in discussione: subito dopo la chiusura dei seggi la 'forbice' a favore di Giachetti segnava un rassicurante vantaggio di 30 punti.
Alla fine 'Bobo', come è soprannominato da tutti, si è assestato intorno al 64%, mentre Roberto Morassut, il candidato espressione della corrente di Goffredo Bettini, Walter Veltroni e Massimo D'Alema - che avrebbero volentieri sgambettato il premier - si è fermato sotto la soglia del 30%.
NEL 2013 VOTARONO IN 102 MILA. Il grande contraccolpo l'ha subito l'affluenza: 40 mila - secondo Giancarlo D'Alessandro, del coordinamento Primarie -, massimo 50 mila - dati del segretario del Pd Lazio Fabio Melilli - votanti: la metà di quelli che avevano partecipato alla scelta - erano 102 mila - di Ignazio Marino nel 2013.
In tre anni a Roma si è capovolta: soprattutto per colpa dello scandalo Mafia Capitale, che ha coinvolto anche il Pd e non a caso ha spinto alcuni manifestanti a protestare durante le Primarie con cartelli e foto di Buzzi e Carminati, due dei protagonisti dell'inchiesta sul malaffare.
«ERA SOLO UN'AMICHEVOLE». «Oggi abbiamo giocato un'amichevole», sono state le prime parole di Giachetti, «io intendo vincere le elezioni a Roma e non è così scontato. Voglio farlo a modo mio restando una persona onesta e libera».
A votare sono stati soprattutto anziani, pochi invece i giovani, gli stranieri e i 16enni, questi ultimi appena in mille a registrarsi.
La mattina di Giachetti era cominciata alle 9, quando ha votato al gazebo davanti al circolo 'ribelle' di Donna Olimpia: «Oggi è una grande giornata democratica», ha detto.
E anche lì, tra i dissidenti, ha stravinto Giachetti, che ha passato la giornata a casa e dalle 23 ha atteso l'esito del voto allo spazio Ex Dogana di San Lorenzo.
MORASSUT: «LO SOSTERRÒ». Per Morassut invece una pesante sconfitta anche nel suo seggio: «L'esito della consultazione è chiaro e vede prevalere Roberto Giachetti», ha detto, «sosterrò da subito Roberto come candidato unitario. Mi auguro che da domani il centrosinistra sia più ampio e capace di riaprire un dialogo a sinistra e con tutte le forze disponibili per aprire una nuova stagione politica».
Da registrare il crollo dell'affluenza ai gazebo a Ostia, il Municipio travolto dallo tsunami di Mafia Capitale e sciolto per mafia.
Alle 18 avevano votato 1.403 romani. Nel 2013 i votanti in tutto erano stati circa 5 mila.
Ma il calo è generalizzato in tutta la città, ed è un segnale forte per il Pd e il suo elettorato dopo lo scandalo e la 'cacciata' di Marino da parte dello stesso partito che lo aveva sostenuto.
Ora tocca a Giachetti: «Al partito dico: fate una lista di persone pulite. Chi vuol salire sul carro del vincitore sappia che vado in scooter».
La corsa è iniziata.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

new zealand 07/mar/2016 | 12 :28

impresa storica di Valeria Valenta
Battere Bassolino, con tutti quelli che gli dovranno un favore a Napoli, è di per se un'impresa storica. Resta il quesito sul perchè certi personaggi non riescano proprio a restare a casa loro: sono inguaribili o vengono sospinti da altri.

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