Primarie Milano, cosa c'è da sapere sul voto

L'eredità del sindaco ''arancione''. I sondaggi. I programmi. E le Giunte possibili. Lo scenario politico della sfida tra il favorito Sala, Majorino, Balzani e Iannetta.

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06 Febbraio 2016

Milano, i candidati alle primarie. Da sinistra: Giuseppe Sala, Antonio Iannetta, Francesca Balzani, Pierfrancesco Majorino.

Milano, i candidati alle primarie. Da sinistra: Giuseppe Sala, Antonio Iannetta, Francesca Balzani, Pierfrancesco Majorino.

I giorni delle Primarie del centrosinistra a Milano sono arrivati.
Urne aperte sabato 6 febbraio dalle 8 alle 18 e domenica 7 febbraio dalle 8 alle 20.
Sabato è possibile votare solo in un seggio per ognuna delle nove Zone della città, con accesso riservato ai residenti.
Domenica, invece, accesso a tutti i circa 150 seggi disseminati sul territorio (leggi la guida al voto).
Per individuare quello corrispondente al proprio indirizzo è possibile consultare il sito ufficiale delle Primarie, inserendo il nome della via e il numero civico.
SFIDA A QUATTRO. Quattro candidati si contendono due eredità, quella del dopo-Pisapia e quella del dopo-Expo.
Con approcci, appoggi e programmi diversi: Francesca Balzani, Pierfrancesco Majorino, Giuseppe Sala e l'outsider Antonio Iannetta.
Ecco le cose da sapere sull'appuntamento elettorale, a partire da qualche accenno di storia politica recente.

L'eredità contesa del dopo-Pisapia

La piazza del Duomo di Milano, in festa per la vittoria di Giuliano Pisapia.

(© Foto Ap) La piazza del Duomo di Milano, in festa per la vittoria di Giuliano Pisapia.

Nel 2011 fu Giuliano Pisapia a battere Stefano Boeri e Valerio Onida alle primarie del centrosinistra.
L'avvocato 'arancione' riuscì poi a superare l'avversario di centrodestra, Letizia Moratti, e divenne sindaco con il 55% dei voti, dopo 20 anni di dominio berlusconiano a Palazzo Marino.
IL CENTROSINISTRA C'È? Sul palco in piazza Duomo, il giorno della vittoria, Pisapia fu abbracciato dall'allora governatore della Puglia, Nichi Vendola: «Oggi vince il centrosinistra che si affida al metodo delle primarie e che si allontana dalle logiche oligarchiche, consegnandosi alla volontà di cambiamento di un popolo largo», disse il leader di Sel.
Nel giro di cinque anni molte cose sono cambiate: «Il centrosinistra è morto», ha dichiarato lo stesso Vendola a dicembre del 2015, «per ricostruirlo l'unica strada è battere Renzi e il renzismo».
BALZANI-MAJORINO, NIENTE TICKET. Come si riflette tutto questo sulle primarie milanesi?
Se da una parte il centrodestra non ha ancora un candidato ufficiale (in campo per ora c'è solo Corrado Passera, sprovvisto del placet di Silvio Berlusconi), e se il Movimento 5 stelle ha schierato la meteora Patrizia Bedori, dalla parte della continuità amministrativa con la Giunta Pisapia, almeno sulla carta, ci sono sia il vice sindaco Francesca Balzani sia l'assessore alle Politiche sociali Pierfrancesco Majorino.
L'una contro l'altro.
L'ipotesi di un ticket tra i due candidati è infatti naufragata, favorendo secondo alcuni osservatori l'ex commissario di Expo 2015, Giuseppe Sala.
Il quale a sua volta gode dell'appoggio di diversi assessori uscenti, e del premier Matteo Renzi.
SALA UOMO DEL PARTITO DELLA NAZIONE? Per Francesca Balzani sono arrivati due endorsement: quello del sindaco Giuliano Pisapia e quello last minute di Nichi Vendola.
Due investiture di peso, che indicano in lei il candidato della continuità.
Giuseppe Sala, secondo molti commentatori, segnerebbe invece una discontinuità con l'esperienza-Pisapia.
E c'è chi dice che sarebbe il candidato perfetto di un partito ancora inesistente, ma più volte evocato nei retroscena della politica.
Quel Partito della Nazione che unisce idealmente e trasversalmente il nuovo Pd di Matteo Renzi con pezzi del vecchio centrodestra moderato, sul modello della maggioranza che sostiene il governo nazionale, con l'appoggio dei verdiniani.
Alla domanda di Lettera43.it («lei si sente il candidato di quello che chiamano il Partito della Nazione?»), Sala ha risposto negativamente: «La mia è una candidatura civica, non sono iscritto a nessun partito, tantomeno a un Partito della Nazione che vive sulle pagine dei giornali» (leggi l'intervista).

L'ultimo sondaggio (che la Rai non ha mandato in onda)

Le intenzioni di voto dei cittadini milanesi in vista dell'appuntamento elettorale sono state sondate da diversi istituti.
L'ultimo sondaggio, in particolare, ha acceso le polemiche.
Realizzato da Ixè per la trasmissione televisiva della Rai Agorà, venerdì 5 febbraio non è stato mandato in onda. Per mancanza di tempo, ha spiegato su Twitter il conduttore Gerardo Greco.
PROTESTE DI MAJORINO. Ma il candidato Majorino, intervistato da Radio Popolare, aveva già espresso tutto il suo disappunto.
«Nell’informazione servono pari opportunità, poi saranno i cittadini a decidere liberamente», ha detto Majorino, accusando la Rai di avere «un sondaggio che non è stato reso pubblico per motivazioni che mi sfuggono».
Un sondaggio secondo il quale «io non sarei più il terzo incomodo».

 

  • Il sondaggio di Ixè per Agorà sulle intenzioni di voto dei milanesi in vista delle primarie.

 

E in effetti i dati di Ixè, poi pubblicati sul sito web di Agorà, danno in testa Giuseppe Sala, con una forbice di voti compresa tra il 45,5 e il 48,5%.
Secondo Pierfrancesco Majorino, per l'appunto, tra il 25 e il 28%.
E terza Francesca Balzani, che oscilla tra il 24,5 e il 27,5% delle preferenze.
Il quarto candidato, Antonio Iannetta, non supererebbe invece l’1%.
BEPPE SALA NETTAMENTE FAVORITO. Anche in base al penultimo sondaggio sulle primarie elaborato da Swg, che non mostrava grandi scostamenti rispetto alle rilevazioni precedenti, il candidato favorito è sempre Giuseppe Sala.
Con un'affluenza elevata (tra i 60 mila e gli 80 mila votanti), mister Expo si attesterebbe tra il 49 e il 53% dei voti, seguito da Majorino e Balzani dati in parità, tra il 21 e il 25%, e da Antonio Iannetta tra il 2 e il 4%.
Con un'affluenza più bassa (tra 50 mila e 60 mila votanti), lo stesso sondaggio dà Sala primo (46-50%), Majorino secondo (23-27%), Balzani terza (22-26%) e Iannetta quarto (2-4%).

Le sfide da affrontare: case, smog, periferie, dopo-Expo

Francesca Balzani, Giuseppe Sala, Pierfrancesco Majorino e Antonio Iannetta a margine del secondo confronto ufficiale tra candidati alle primarie del centrosinistra, organizzato da Radio Popolare.

(© Ansa) Francesca Balzani, Giuseppe Sala, Pierfrancesco Majorino e Antonio Iannetta a margine del secondo confronto ufficiale tra candidati alle primarie del centrosinistra, organizzato da Radio Popolare.

I quattro candidati, nel corso dell'ultimo confronto televisivo andato in onda su RaiTre venerdì 5 febbraio, si sono confrontati soprattutto sul tema dell'emergenza casa a Milano.
In primo piano, però, ci sono anche le misure strutturali per ridurrre l'inquinamento atmosferico e gli interventi di riqualificazione delle zone periferiche della città.
L'HOUSING SOCIALE. Balzani ha detto che «bisogna intervenire sulle case popolari perché non ce ne siano più di vuote».
E che «il Comune deve prendersi in carico la gestione di tutte le case pubbliche, anche di quelle di proprietà della Regione».
Majorino ha rilanciato la proposta di utilizzare i 30 milioni di euro previsti per i lavori in Galleria Vittorio Emanuele II per intervenire invece «nei quartieri periferici, e lasciare che al salotto della città ci pensino i privati».
Secondo Giuseppe Sala, infine, «in città mancano abitazioni a prezzi più contenuti, ma con una rigenerazione delle aree dismesse, come quelle degli scali ferroviari, si potrebbe costruire con più attenzione ad housing sociale senza incidere sul verde pubblico».
MAJORINO PROPONE TASSE SULL'AUTO. Lettera43.it, a fine dicembre 2015, ha intervistato i principali candidati alle primarie milanesi, chiedendo loro cosa farebbero per ridurre l'inquinamento atmosferico se fossero eletti sindaco di Milano.
Sala ha proposto la metro fino a Monza, Majorino tasse sull'utilizzo delle auto private, Balzani la costruzione di parcheggi remoti: le interviste complete sono disponibili qui.
BALZANI E LA CITTÀ POLICENTRICA. Per rendere le periferie luoghi più vivibili, Balzani ha proposto l’idea della città policentrica.
Ogni quartiere dovrebbe essere dotato cioè di un suo cuore pulsante, con servizi come stazioni di car e bike sharing e interventi di «micro pedonalizzazione». 
Mentre con «la sicurezza di vicinato» si prenderebbe spunto dall'esperienza londinese per organizzare incontri periodici tra residenti e rappresentanti di istituzioni e forze dell’ordine, nel corso dei quali discutere dei problemi specifici di ogni quartiere.
IN BALLO IL DESTINO DEL DOPO-EXPO. Una partita destinata a tenere banco per anni a Milano è il destino delle aree Expo, su cui il premier Matteo Renzi ha promesso investimenti del governo per 1,5 miliardi di euro in 10 anni, mettendo al centro del progetto la realizzazione di un centro di ricerca sotto la regia dell’Istituto italiano di tecnologia di Genova.
Per Sala, la realizzazione di un campus universitario è «la miglior destinazione futura dell’area».
Balzani propone di realizzare nell’area tre diversi parchi: un parco delle biotecnologie, che ospiti il centro dell’Istituto italiano di tecnologia insieme a realtà legate agli istituti universitari e di ricerca milanesi; un parco pubblico delle biodiversità; e un parco agroalimentare che ospiti attività commerciali ed espositive.
La sinergia tra Istituto di tecnologia e università di Milano è fondamentale anche per Majorino, che vorrebbe poi venisse riservato il 10% dell’area a una «cittadella della musica e dello spettacolo dal vivo».

Le alleanze e le giunte possibili

Ferruccio de Bortoli.

(© Imagoeconomica) Ferruccio de Bortoli.

Quale maggioranza e quali assessori sono possibili a Milano, se a diventare sindaco fosse uno dei candidati alle primarie del centrosinistra?
Pierfrancesco Majorino e Giuseppe Sala, nel loro primo confronto pubblico, hanno definito il perimetro delle possibili alleanze.
NIENTE ALLARGAMENTI. Majorino ha detto: «Voglio un nuovo centrosinistra, non voglio nessuno di quelli che fanno opposizione a Pisapia oggi».
Sala ha ribattuto: «Io non allargherò mai la coalizione a chi è stato all'opposizione contro la giunta Pisapia, ci mancherebbe altro».
E ancora: «Il punto è quello che succede a Milano, non i perimetri che ci sono a livello nazionale. Rispetto al Nuovo centrodestra, poi, sarebbe strano che possa stare al governo in Regione con Maroni e poi al governo con Sala in Comune».
MAJORINO: «VORREI DEL CORNO E KUSTERMANN». Sala e Majorino hanno fatto anche alcune anticipazioni sui nomi che vorrebbero in Giunta con loro.
«Indico un uomo e una donna», ha dichiarato Majorino, «Filippo del Corno e Alessandra Kustermann, che è una persona che rappresenta il meglio nella cultura dei diritti».
«Non ho ancora sentito nessuno», ha detto invece Sala, che però ha fatto il nome di Ferruccio de Bortoli.
«Penso che nell'ambito della cultura e non solo possa essere un grandissimo supporto per chi governa Milano», ha detto l'ex commissario unico di Expo.
BALZANI: «VORREI MAJORINO COME VICE». Sia Sala, sia Balzani, hanno inoltre annunciato che se venissero eletti sceglierebbero Majorino per il ruolo di vice sindaco.
L'interessato, da parte sua, ha spiegato che in Giunta porterebbe Francesca Balzani «per il grande lavoro fatto sul bilancio», ma poi ha aggiunto: «Vorrei che recuperassimo la figura di Ada Lucia De Cesaris, ex vice sindaco di Milano, come direttore generale del Comune».
SEI ASSESSORI CONTRO IL VICE SINDACO. L'attuale giunta Pisapia, con l'approssimarsi delle Primarie, si è di fatto spaccata nel sostegno ai diversi candidati.
L'episodio più eclatante? Sei assessori della giunta Pisapia (Daniela Benelli, Chiara Bisconti, Franco D'Alfonso, Marco Granelli, Pierfrancesco Maran e Cristina Tajani) sono stati accusati dal vice sindaco Balzani di essere saltati sul carro di Sala «prima ancora che lui dichiarasse ufficialmente la sua candidatura».
E i sei hanno risposto con una nota polemica: «Nel governare Milano ci vuole umiltà, Francesca. Nelle tue dichiarazioni sentiamo un astio e una distanza estranei al nostro modo di lavorare insieme. E soprattutto non è questo il clima del confronto che vorremmo in queste primarie».


Twitter @davidegangale

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