GLI SCHIERAMENTI

Primarie Pd, Renzi spacca i prodiani

La corrente vicina al Prof si divide: Barbi, Rovati, Parisi col rottamatore. Santagata e Zampa per Bersani.

di Edda Guerrini

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15 Novembre 2012

Il rottamatore ha rottamato i prodiani? Di certo li ha divisi. E non da ora. Almeno dai tempi della seconda Leopolda, quando Arturo Parisi, storico collaboratore di Romano Prodi, si presentò alla convention di Matteo Renzi e pronunciò un discorso che riscosse ovazioni. Suggello di un rapporto, quello tra il professore-politologo e il sindaco di Firenze, che fece arrabbiare metà universo prodiano. Quello, appunto, che, invece, non sopportava il giovane rottamatore.
Oggi, a ridosso del D-Day delle primarie, quella divisione viene al pettine. E sancisce la spaccatura degli amici di Prodi: metà si sono schierati con Renzi, metà con Pier Luigi Bersani.
IL COMING OUT DI BARBI. A scatenare l’ultima scintilla tra coloro che una volta costituivano solo una piccola corrente è stata la lettera di Mario Barbi a sostegno del sindaco di Firenze. Il deputato del Pd ha fatto coming out. E ha spiegato che lo voterà per tre ragioni: «Il coraggio e l’energia di cui ha dato prova nell’imporre al centrosinistra le primarie e l’inizio di un pubblico confronto sul programma di governo»; il fatto che «la sua iniziativa tiene aperta l’idea di un campo democratico più largo della sinistra storica e non subalterno alla sua cultura politica e alla sua storiografia»; la capacità di far «avanzare la consapevolezza di un rinnovamento necessario, generazionale certo ma soprattutto politico».
LA SCOMUNICA DEI PRODIANI DOC. L’endorsement ha provocato l’immediata scomunica di Sandra Zampa, storica portavoce del Professore e bersaniana convinta, che ha anche invitato a lasciare che «ad assegnare il marchio doc (di prodiano, ndr), sia solo Romano Prodi». Chi non si attenesse a questa norma, «rischierebbe di scambiare 'lucciole con lanterne'».

La prova della Leopolda

Quale che sia il marchio, è innegabile che la scelta delle primarie ha diviso il campo di coloro che un tempo orbitavano intorno all'ex presidente del Consiglio. Oltre a Parisi e a Barbi, stanno con il sindaco di Firenze, per esempio, Angelo Rovati, consigliere di Prodi nell’ultimo governo da lui guidato, Ernesto Carbone, suo storico collaboratore fin dai tempi della Commissione europea e ora tra i più stretti consiglieri di Renzi.
E simpatizza per Renzi, sebbene non abbia fatto alcuna dichiarazione pubblica, Antonio La Forgia, ora deputato del Pd.
LE TRUPPE PER IL SEGRETARIO. Dalla parte di Bersani, invece, c’è il grosso della truppa parlamentare portata dal Professore (e a rischio di ricandidatura): oltre a Zampa, Franco Monaco, Marina Magistrelli, Giulio Santagata, Riccardo Franco Levi, Albertina Soliana. 
E al fianco del segretario c’è il gruppo dirigente di Bologna, a cominciare dal sindaco Virginio Merola.
IL PROFESSORE NON SI ESPONE. Prodi, che pure, dice chi lo conosce, ha una notevole simpatia per Renzi, non si è schierato. Anche per l’antica amicizia che lo lega a Bersani. Con il sindaco di Firenze, però, si è incontrato più volte. E i due si sentono regolarmente.
RENZI CITA L'ULIVO. Non è un caso che Renzi, nella sua furia rottamatrice, salvi solo lui della classe dirigente del centrosinistra. Anzi, nel format portato in giro per l’Italia l’accusa principale rivolta a D’Alema & Co era di aver fatto cadere Prodi, mettendo fine, nel ’98, alla migliore esperienza di governo del centrosinistra.  Inoltre abbondano, nei suoi comizi, i riferimenti all’Ulivo.
Ma è un rapporto che il Professore ha deciso di non pubblicizzare. Per lasciare liberi i suoi di fare la scelta che vogliono. Sarà interessante vedere chi e quanti, dei collaboratori ed ex collaboratori di Prodi, sarà da giovedì 15 novembre a sabato 17 alla Leopolda.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

mal 16/nov/2012 | 15:19

ommioddio i prodiani... le comiche

sergiolone 16/nov/2012 | 14:42

BASTA !
e basta con sti matusa... vogliamo facce nuove e durata del overno a 18 mesi !! Se attuano quello promesso in campagna ok, se no tutti a casa

Martello 16/nov/2012 | 14:02

Non sapevo che esistessero ancora i "prodiani"
Ma se ci sono ancora i bossiani, i berluscones i dalemiani e i brontosauriani.... tutto e' possibile.
Quando ci libereremo di queste mummie viventi? alla terza quarta o quinta repubblica?

igiulp 16/nov/2012 | 10:25

Ci è o ci fa ?
Certo che sentire la Puppato ad Omnibus che parla di partito pronto a governare e con le idee ben chiare
e vedere quanto si scannano tra loro, viene qualche dubbio.
E non si venga a dire che è la democrazia, mi sembra invece un gran casotto.
Il PDL non sta meglio ma almeno quelli non parlano di andare al governo.......

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