Primarie Usa, Clinton e Trump dominano il Super Tuesday

Il magnate e Hillary vincono sette Stati a testa su undici nel Super Tuesday. Sanders e Cruz limitano i danni. Flop di Rubio, il candidato amato dal Gop.

02 Marzo 2016

Donald Trump e Hillary Clinton.

(© Ansa) Donald Trump e Hillary Clinton.

Forse non è stato il trionfo assoluto che si era prospettato negli ultimi giorni, e Hillary Clinton e Donald Trump non possono ancora festeggiare la vittoria della nomination, ma dopo questo Super Tuesday è chiaro che i candidati da battere sono loro. L'ex segretario di Stato ha vinto in sette degli undici Stati in cui i Democratici sono stati chiamati al voto, senza però riuscire a spezzare definitivamente il 'socialista' Bernie Sanders, che ha conquistato i quattro rimanenti (guarda la mappa interattiva del voto).
Donald Trump ha confermato le previsioni della vigilia, ottenendo sette Stati su undici, riconfermandosi l'uomo da battere in campo Repubblicano. Ted Cruz è riuscito a vincere nel suo Texas (dove è stato governatore) e l'ha spuntata anche in Oklahoma e Alaska, ritagliandosi almeno per una notte il ruolo del vero anti-Trump: «Sono l'unico che può batterlo».
IL FLOP DI RUBIO. Finisce, infatti, con solo una vittoria (in Minnesota) la serata di Marco Rubio, sui cui puntava l'establishment sperando nel miracolo. Miracolo che non c'è stato, e che ora il giovane senatore di origini cubane dovrà tentare il 15 marzo nel suo Stato, la Florida. Dove però i sondaggi non lo danno come favorito, ma sempre dietro a Trump, e di molto. Così che la maggior parte dei commentatori politici dà ormai Rubio a fine corsa. La sfida in vista della volata finale verso la Casa Bianca, insomma, è sempre più tra l'ex first lady e il tycoon newyorchese.
CLINTON PENSA ALLO SCONTRO CON TRUMP. «Questo Paese appartiene a tutti noi, non solo a chi guarda in una direzione, prega in una direzione o pensa in una direzione», ha detto un'entusiasta Hillary Clinton parlando nel suo quartier generale di Miami, avendo oramai nel mirino solo lui, Donald Trump, che replica a pochi chilometri di distanza, a Palm Beach: «Quello che ha fatto Hillary è un atto criminale», attacca riferendosi allo scandalo delle email. Tutti in Florida, dunque, come del resto Rubio. È lì che fra due settimane si svolgerà la partita decisiva. Ed è lì, come in altri Stati-chiave, che si assegneranno molti delegati con la regola del 'winners-takes-all', chi vince prende tutto.
TRUMP SFOTTE RUBIO. «Mi dispiace per Rubio, per lui è stata una serata molto dura. E ha speso anche un sacco di soldi...», ironizza Trump, che negli ultimi giorni è stato al centro di attacchi pesantissimi da parte del giovane senatore che ha cercato disperatamente di rimontare.
Troppo tardi però, con i vertici del partito Repubblicano che vedono l'incubo Trump materializzarsi sempre più. Poco conta che il tycoon nella notte del Super Tuesday cerchi di smorzare i toni definendosi «un conservatore di buon senso». Anche se il muro col Messico, insiste, ci sarà eccome: «Come la Muraglia cinese».
In totale, negli Stati del Super Tuesday erano in palio 595 delegati per i Repubblicani, quasi la metà dei 1.237 necessari per la nomination, e 865 per i democratici, più di un terzo del numero magico di 2.383, necessario per puntare alla Casa Bianca.

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Canoi 02/mar/2016 | 20 :02

@oct326. Si, ha ragione; la mia generalizzazione è sbagliata. Non riguarda la Clinton (ho una foto che la ritrae di profilo ed ha un gran cesto dietro, qualcosa di simile l'avevo visto in un cartoon ed era una gallina). Lei solleva una questione di enorme importanza che vorrei commentare ma non ora; lo farò appena possibile. Buona sera.

oct326 02/mar/2016 | 18 :21

Donne e decadenza
Spett. Canoi,
mi permetto di contraddirla su donne, potere e decadenza. Come controesempi le propongo Elisabetta I (in Inghilterra), Caterina la Grande (in Russia), Maria Teresa d'Asburgo (in Austria) che non hanno certo regnato in periodi di decadenza per i rispettivi stati.
(p.s.: non penso che Hillary Clinton sia al loro livello, ma questo è un altro problema)

oct326 02/mar/2016 | 12 :33

Dilagante stupidità
Il successo di Trump mi sembra l'ennesimo sintomo della stupidità (sì, STUPIDITÀ) dilagante tra gli elettori (non solo negli Stati Uniti, s'intende). Sì, ho letto che lo vota chi vuole protestare contro l'establishment del partito, chi vuole un cambiamento radicale, chi si sente emarginato, chi teme la globalizzazione e lo straniero, ecc. ecc. Ma pensare di mandare alla casa Bianca uno come Trump, megalomane, buffone, bugiardo, totalmente imprevedibile e inaffidabile, è semplicemente folle. Chi sostiene Trump (ed ora la sparo grossa anch'io, visto che l'andazzo è questo) dovrebbe essere semplicemente privato dei diritti politici, per il bene di tutti.

oct326 02/mar/2016 | 12 :32

Dilagante stupidità
Il successo di Trump mi sembra l'ennesimo sintomo della stupidità (sì, STUPIDITÀ) dilagante tra gli elettori (non solo negli Stati Uniti, s'intende). Sì, ho letto che lo vota chi vuole protestare contro l'establishment del partito, chi vuole un cambiamento radicale, chi si sente emarginato, chi teme la globalizzazione e lo straniero, ecc. ecc. Ma pensare di mandare alla casa Bianca uno come Trump, megalomane, buffone, bugiardo, totalmente imprevedibile e inaffidabile, è semplicemente folle. Chi sostiene Trump (ed ora la sparo grossa anch'io, visto che l'andazzo è questo) dovrebbe essere semplicemente privato dei diritti politici, per il bene di tutti.

Canoi 02/mar/2016 | 10 :44

La pollastrona si avvia ad essere la prima donna presidente degli USA. Segno dei tempi. La Storia ci dice che le donne al potere, formale o informale, sono sempre arrivate nei periodi di decadenza. La Storia della Serenissima si chiude dopo 150 anni di prostituzione maschile-femminile, di rifiuto delle armi (mi no vao a combattar)di fame e pestilenze. Ci sono altri esempi. Sappiamo che la Storia si ripete ma non eguale.

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