Primarie Usa, Cruz e Sanders rimontano su Trump e Clinton

Il candidato Repubblicano ultra-conservatore batte il tycoon in 2 Stati su 4 nel sabato dopo il SuperTuesday. Sanders-Clinton finisce 3 a 1. Rubio a secco.

06 Marzo 2016

Ted Cruz e Bernie Sanders.

(© GettyImages) Ted Cruz e Bernie Sanders.

Negli Usa la corsa per la nomination resta fondamentalmente invariata, ma Ted Cruz e Bernie Sanders, il Repubblicano e il Democratico che stanno sfidando la coppia Trump-Clinton, si sono tolti una piccola soddisfazione. Facendo soprattutto capire di non voler mollare. Il candidato ultra conservatore ha sconfitto il miliardario nei caucus in Kansas e Maine (dove si è registrata anche una affluenza record), vittorie che il senatore del Texas ha usato subito come 'prova' che è lui l'alternativa a Donald Trump. E questo nonostante il bottino più ricco, la Louisiana, se lo sia aggiudicato comunque il favorito, come il Kentucky dove però lo scarto tra i due non è stato enorme (guarda la mappa interattiva del voto).
LA CLINTON MANTIENE IL VANTAGGIO. Da parte Democratica, Bernie Sanders è riuscito a battere Hillary Clinton in Kansas e in Nebraska e Maine, lasciandole però i voti della Louisiana, Stato dove le minoranze hanno favorito l'ex segretario di Stato. L'attesa per questo voto del Gop è montata dopo la dichiarazione di guerra al miliardario di New York da parte dell'establishment del partito, spiazzato dalla sua inarrestabile cavalcata. In altre circostanze sarebbe stata infatti una notte molto più tranquilla, quasi un passaggio di routine. E invece lo spoglio è stato al cardiopalma.
CRUZ: «UNITI CONTRO TRUMP». Così, alla prima conferma di aver vinto in , Cruz parla subito, per mandare un messaggio al partito, agli elettori e ai rivali. «È il momento di essere uniti», ha dichiarato. Contro Donald Trump, naturalmente. E suggerisce ai contendenti per la nomination Gop di fare un passo indietro, concentrando piuttosto su di lui forze e risorse. «Continueremo ad accumulare delegati, ma adesso è necessario che il campo si restringa».
RUBIO A SECCO. Un messaggio che deve risultare parecchio amaro per Marco Rubio, che nel 'Super Saturday' non vince niente (già nel Super Martedì l'aveva spuntata soltanto in Minnesota).

 

  • Donald Trump chiede a Rubio di lasciare. (Fonte: Abc News).

 

Il giovane senatore aspetterà senz'altro il voto del 15 marzo in Florida, il suo Stato, ma in questa notte elettorale una battaglia l'ha già persa, ovvero presentarsi come il moderato, il vero conservatore, l'uomo dell'establishment, colui capace di salvaguardare 'il partito di Lincoln e Reagan' come va ripetendo da giorni.
TRUMP VUOLE CRUZ. Invece, come era accaduto in Iowa, è Cruz a raccogliere più consensi, probabilmente grazie alla natura della sua campagna radicata sul territorio e che nei caucus (le assemblee popolari) riesce meglio. Davanti a questo scenario, però Donald Trump fa spallucce e va addosso ai rivali. «Non è stata una buona serata per Marco Rubio, è il momento per lui di lasciare la corsa», incalza subito. E ha già le idee chiare, la battaglia a due la vuole con Cruz: «Lo vorrei molto. Non vince a New York, non vince in New Jersey, non vince in California». E poi lo sprint finale a Novembre contro Hillary Clinton. Che ha conquistato soltanto la Louisiana dei tre stati del Super Saturday in cui si è votato per i democratici, mantenendo il suo sostanziale vantaggio su Bernie Sanders, nonostante il buon risultato di quest'ultimo che ha prevalso in Kansas e Nebraska.

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