Primarie Usa, la Wintour sostiene la Clinton per i voti dall'estero

La direttrice di Vogue organizza una cena di fundraising per la candidata democratica. L'ex segretario di Stato punta agli americani in giro per il mondo.

26 Febbraio 2016

Hillary Clinton e Anna Wintour.

(© Getty Images) Hillary Clinton e Anna Wintour.

Mentre si prepara a fare il tris in South Carolina nelle primarie del 27 febbraio, Hillary Clinton guarda Oltreoceano con l'aiuto della fedelissima Anna Wintour. Approfittando della pausa tra le sfilate di Londra e di Milano, la direttrice artistica di Condé Nast (e direttrice storica di Vogue) ha chiamato a raccolta nella capitale britannica i sostenitori della ex First Lady.
Ospite d'onore Chelsea, la figlia di Hillary, oltre a stilisti del calibro di Tom Ford e Christopher Bailey (Burberry) più un paio di centinaio di ospiti a pagamento che si sono ritrovati nella galleria di Elizabeth Pierson Sainty a Mayfair, poi per un cocktail e cena nella magione vittoriana a South Kensington di Natalie Massenet, fondatrice di Net-a-Porter e presidente del British fashion Council: il biglietto da mille dollari includeva la foto con il 'pancione' di Chelsea, incinta del secondo figlio.
FUNDRAISING IN VISTA DELLE PRIMARIE. La tempistica è cruciale. Il fundraising della Wintour, grande elettrice di Hillary al punto da aver convinto quattro dei suoi connazionali più 'hip' - Maxwell Osborne e Dao-Yi Chow di Dkny, Tory Burch e Marc Jacobs - a disegnare t-shirt per la campagna della Clinton, precede di pochi giorni le primarie democratiche internazionali.
Si vota dall'1 all'8 marzo in 121 seggi, da Wellington in Nuova Zelanda a Vancouver in Canada: in Italia a Roma (4 marzo), Firenze e Napoli (5 marzo) e Milano (7 marzo). In palio sono 21 delegati alla convention Democratica.
Nessun candidato prima della Clinton aveva prestato tanta attenzione al voto dei connazionali all'estero: l'ex segretario di Stato è la prima aspirante presidente ad avere una persona full time per la campagna internazionale: Giulia Marchiori, americana nata in Italia che vive e lavora a Londra.
«LA MIA CAMPAGNA HA TROVATO IL RITMO». Il partito democratico ha lanciato le primarie globali durante la campagna 2008. I repubblicani non hanno iniziative equivalenti. Intanto la South Carolina è alle porte: «C'è voluto tempo, ma finalmente la mia campagna ha trovato il ritmo», ha detto Hillary alla Msnbc alla vigilia del voto che dovrebbe, salvo colpi di scena, confermare il suo 'abbrivio' verso il SuperTuesday del primo marzo e quindi la nomination.
Restano, a turbare i sonni dell'unica dinasty rimasta nel panorama politico Usa dopo il ritiro di Jeb Bush, le 'solite' grane di politica interna: oltre alla polemica sulle e-mail, i discorsi a pagamento ai tycoon di Wall Street.
IL NYT CHIEDE SPIEGAZIONI PER I MAXI-COMPENSI. Oggi il New York Times ha chiesto a Hillary di pubblicare le trascrizioni di quanto detto dietro compenso di 11 milioni di dollari in 15 mesi da parte di Goldman Sachs e compagni. «Dire che 'lo fanno tutti' è una scusa che ci si aspetta da un bambino dispettoso, non da un candidato alla presidenza», ha scritto il quotidiano che pure le ha dato l'endorsement.

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