Primarie Usa, Sanders batte Clinton in Michigan

Il senatore del Vermont sconfigge l'ex First Lady di misura nello Stato chiave. Trump continua a vincere tra i Repubblicani. Ted Cruz vince solo in Idaho.

09 Marzo 2016

Bernie Sanders.

(© Ansa) Bernie Sanders.

Bernie Sanders ha vinto le primarie Democratiche in Michigan battendo la rivale Hillary Clinton per una manciata di voti, al contrario di quanto previsto da diversi sondaggi. L'ex first lady ha ottenuto invece una vittoria schiacciante in Mississippi, uno dei tanti Stati del Sud conquistati dalla Clinton, che nelle regioni meridionali ha dimostrato di essere in netto vantaggio (guarda la mappa interattiva del voto).
In campo Repubblicano, Donald Trump ha riconfermato la propria leadership vincendo sia in Michigan che in Mississippi, e affermandosi anche nel caucus delle Hawaii. Ted Cruz è invece riuscito a ottenere la maggioranza nei caucus dell'Idaho. Non un granché in termini di delegati, ma è la conferma che nelle assemblee popolari la campagna del senatore del Texas funziona e gli dà modo di insistere a proporsi come l'unica possibile alternativa a Trump.
Tanto più che ancora una volta Marco Rubio, il candidato su cui aveva puntato l'establishment Repubblicano, non ha vinto nulla.
Il risultato nello Stato delle due penisole dimostra che i tentativi di Sanders di conquistare anche il voto delle minoranze hanno avuto successo, e ancora una volta Hillary deve aspettare per festeggiare la vittoria della nomination.
TRUMP: «CLINTON BERSAGLIO FACILE». Il magnate del mattone non ha perso tempo nel cercare di sfruttare le difficoltà dell'ex segretario di Stato. Durante la sua conferenza stampa post-vittoria, prima che i risultati dei Democratici fossero ufficiali, ha dichiarato che «Hillary è un bersaglio molto facile. È un candidato fallace. Questo sempre che le venga permesso di correre per le presidenziali».

 

  • Trump festeggia la vittoria.

 

L'ostentazione di sicurezza da parte di Trump fa parte di una campagna elettorale già proiettata verso la Casa Bianca, dove il tycoon sa che probabilmente dovrà affrontare la Clinton.
HILLARY MANTIENE IL VANTAGGIO. Il senatore del Vermont resta in corsa fino all'ultimo voto, conquistando lo Stato della 'Rust Belt' dopo uno spoglio al cardiopalma.
Una corsa serrata, 'too close to call' fino alla fine: è soltanto quando il conteggio dei voti è quasi ultimato che si può dichiarare il vincitore.
In termini di delegati, Hillary è ancora in una botte di ferro, e mantiene un vantaggio comodo, ma il risultato di questa notte ha un significato importante, perché spinge Sanders a continuare la sua corsa, a proseguire nel pungolare la frontrunner facendogli dire che vincere quando aveva tutti i sondaggi contro è la dimostrazione che il suo messaggio di 'rivoluzione politica' risuona ancora forte e chiaro in una campagna che si conferma sorprendente.
SANDERS VINCE NELLO STATO IN CRISI. È importante il risultato in Michigan, lo Stato 'raso al suolo dalla crisi', emblema del malgoverno nel caso dell'acqua killer a Flint. Lo Stato di Detroit banco di prova per il salvataggio dell'industria automobilistica voluto da Obama, sul quale i candidati democratici si erano scontrati nel dibattito tv trasmesso proprio da Flint.
Ebbene ha vinto il dito puntato di Sanders contro Hillary Clinton, l' 'amica' di Wall Street. Ancora una volta il voto dei giovani è con lui (fino all'81% secondo i primi calcoli). Ed è passato dalla sua parte evidentemente anche parte di quell'elettorato working class che invece, si pensava, sarebbe rimasto 'fedele' ad Hillary.
Nessun colpo di scena invece in Mississippi per i Democratici, dove vince la ex First Lady che dalla sua ha l'elettorato afroamericano.
Un sondaggio recente del Wall Street Journal aveva messo in dubbio la leadership della Clinton, che è adesso in vantaggio su Sanders del 9%, due punti percentuali in meno dei rilevamenti di febbraio, mentre a gennaio guidava con il 24%. Sono infatti il 53% degli interpellati tra l'elettorato democratico a preferire Hillary, rispetto al 44% dei consensi registrati dal senatore del Vermont.
TRUMP INARRESTABILE. La doppietta di Donald Trump, che prevale anche in Mississippi oltre al Michigan, gli permette di tirare un sospiro di sollievo, dopo gli ultimi sondaggi che vedevano Ted Cruz in rimonta.
Ad oggi il 'fenomeno' non sembra scalfito da quella guerra dichiarata dall'establishment repubblicano contro il miliardario di New York. Naturalmente il tycoon non si lascia sfuggire l'occasione per sottolinearlo quando è ormai certo di aver messo a segno la sua quattordicesima vittoria: «Non credo di aver mai sentito così tante cose orribili dette su di me in una settimana».
«Sono stato attaccato ferocemente, ma tutti quelli che mi hanno attaccato sono scomparsi». E rilancia: «Io posso essere più presidenziale di chiunque. Ma ho visto che la gente è stufa del politicamente corretto».

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