Putin accusa Lenin: «Mise una bomba sotto la Russia»

Il presidente russo rinnega l'eroe della Rivoluzione d'ottobre e l'idea del federalismo sovietico.

26 Gennaio 2016

Vladimir Putin è tornato a criticare Lenin, in una revisione storica del passato comunista russo che un giorno glorifica la grandezza dell'Unione Sovietica e il giorno seguente ne rinnega gli eroi. Intervenendo a un forum a Stavropol, il capo del Cremlino ha accusato il padre della Rivoluzione d'ottobre di aver piazzato «una bomba a orologeria sotto l'edificio dello Stato» delineando i confini delle repubbliche dell'Urss «in maniera assolutamente arbitraria» senza tener conto dei gruppi etnici.
Putin ha inoltre denunciato le brutali repressioni perpetrate dal governo bolscevico, compresa l'uccisione dell'ultimo zar Nicola II e dei suoi familiari.

 

  • Putin al meeting con gli attivisti pro-Cremlino a Stavropol (Guardian).

 

Come esempio dell'eredità distruttiva di Lenin, il presidente russo ha citato la regione del Donbass, la zona dell'Est Ucraina in cui separatisti pro-russi e esercito ucraino si combattono dal 2014.
Secondo Putin, il grande errore sarebbe stata la scelta di mettere quella regione sotto l'amministrazione dell'Ucraina, dividendo dalla madre patria i cittadini di origine russa.
Non certamente un esempio casuale, citato per sostenere la tesi del diritto all'autodeterminazione delle milizie che combattono nel Donbass.
IL COMUNISMO, MITO DEL PASSATO. Il presidente russo ha comunque voluto ricordare il suo amore per le idee comuniste durante gli anni della Guerra Fredda, ammettendo però che si trattava di sogni bellissimi più che di un sistema davvero realizzabile.
In Russia i miti del passato sono ancora adorati da molti, e la loro critica rischia sempre di rivelarsi un'arma a doppio taglio. Putin da una parte vuole mostrare che guarda al futuro e di imparare dagli errori della storia, dall'altra punta agli anni d'oro dell'Unione Sovietica per riscaldare il cuore dei suoi cittadini.

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