Quota 96: rabbia sindacati, Gilda: «Beffa di Stato»

Di Meglio: «La copertura di 45 mln poteva arrivare da tagli alla spesa».

04 Agosto 2014

Marianna Madia.

(© Imagoeconomica) Marianna Madia.

Il colpo di scena nella vicenda 'Quota 96', con la cancellazione della norma che liberava 4 mila pensionamenti nella scuola, ha fatto andare su tutte le furie i sindacati.
La commissione Affari costituzionali del Senato ha approvato un ordine del giorno, sottoscritto da tutti i gruppi, che impegna il governo a valutare una soluzione per 'quota 96' in un prossimo provvedimento, ma questo non è bastato a placare gli animi.
«PENSIONE SCIPPATA». Rino Di Meglio, coordinatore della Gilda, ha parlato di «beffa di Stato»: «Dopo due anni di calvario, 4 mila insegnanti assistono impotenti per la seconda volta allo scippo della pensione maturata legittimamente», ha spiegato il sindacalista secondo il quale la copertura economica per risolvere la questione, 45 milioni di euro, potrebbe essere recuperata razionalizzando capitoli di spesa come, ad esempio, la gestione del sistema informatico del Miur.
«Ancora una volta», ha evidenziato il segretario generale della Flc-Cgil, Mimmo Pantaleo, «prevalgono gli interessi e le logiche delle burocrazie ministeriali sulla funzione della politica nel garantire giustizia e equità. Si ritarda di molti anni il pensionamento di quelle persone e non si consentono ulteriori 4 mila immissioni in ruolo. Alla faccia di tutta le retorica sui giovani e la centralità della scuola».
CISL SCUOLA: «VICENDA PARADOSSALE». «Ma siamo su Scherzi a parte?», si è domandato il segretario generale della Cisl scuola, Francesco Scrima: «Oggi, per l'ennesima volta, una soluzione di assoluto buon senso viene a cadere, nonostante il dichiarato sostegno di tutte le forze politiche. Ciò rende ancor più paradossale una vicenda che vede messa in discussione, oltre alle legittime attese di tante persone, anche la stessa credibilità del governo».
«Abbiamo l'impressione che sia sempre attiva una lobby contro la scuola, il governo messo in ginocchio dal superpotere burocratico», ha dichiarato il segretario generale della Uil Scuola, Massimo Di Menna mentre l'Ugl ha accusato l'esecutivo di «inaffidabilità e soprattutto un'approssimazione imbarazzante».
«In questo modo il governo sta remando anche contro il ringiovanimento della pubblica amministrazione, e fa particolarmente rabbia che si continui a parlare di mancanza di finanziamenti quando sarebbe bastato prendere un po' di proventi dal gioco d'azzardo», ha concluso l'Anief annunciando «battaglia spietata nei tribunali».

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Roby14 05/ago/2014 | 12 :00

Sindacati
Se i sindacati statali sono contrari, vuol dire che il Governo una volta tanto ci ha indovinato.

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