Reddito di inclusione attiva, cosa prevede la proposta del governo

Non un reddito minimo, ma un sussidio condizionato. Il ministro Poletti: misura strutturale. Dovrebbe valere 320 euro al mese per quattro persone. Cioè 80 euro a testa.

01 Febbraio 2016

Un'anziana paga la frutta acquistata al mercato. Il pacchetto povertà prevede un sussidio di 320 euro per un nucleo familiare di 4 persone.

(© Ansa) Un'anziana paga la frutta acquistata al mercato. Il pacchetto povertà prevede un sussidio di 320 euro per un nucleo familiare di 4 persone.

Un sussidio di 320 euro al mese per un nucleo familiare di quattro persone, cui andrebbero quindi 80 euro a testa.
Il governo è al lavoro per mettere a punto il reddito di inclusione attiva, misura di contrasto alla povertà prevista dal disegno di legge delega per la lotta alla povertà approvato dal parlamento. Secondo le indiscrezioni che trapelano dall'esecutivo, non si tratterà di un reddito minimo. Ma appunto di un sussidio, concesso a determinate condizioni.
MISURA «STRUTTURALE». Il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, assicura: sarà un provvedimento «strutturale», ma le famiglie in povertà assoluta con figli minori a carico, in presenza di particolari condizioni di disagio, avranno la priorità.
POSSIBILI TAGLI ALLE PENSIONI DI REVERSIBILITÀ. L'intervento varrà solo per le richieste che arriveranno dopo l'approvazione dei decreti attuativi e non per le prestazioni in essere, rispetto alle quali non si escludono tagli. Le sforbiciate dovrebbero riguardare però solo le pensioni di reversibilità più alte, erogate a superstiti che hanno redditi consistenti, senza toccare quelle d'importo più basso e gli assegni sociali. Nelle intenzioni dell'esecutivo, il nuovo sussidio assumerà il valore di un accordo, con cui il cittadino «si impegna ad entrare in un determinato percorso, mandando i figli a scuola, accettando i lavori che gli vengono proposti e l'eventuale formazione professionale», ha spiegato il ministro Poletti.
TETTO MASSIMO DI 400 EURO. I beneficiari del sussidio saranno individuati in base all'Isee e la legge dovrebbe prevedere un tetto massimo di 400 euro, nel caso di famiglia con minori con cinque componenti o più. In pratica, in caso di una famiglia con cinque figli, il sussidio sarà comunque pari a 400 euro. Sulla base delle risorse che sono state stanziate, pari a 600 milioni di euro per il 2016 e 1 miliardo di euro dal 2017, i destinatari del reddito d'inclusione dovrebbero essere nel complesso 280 mila nuclei familiari, per un totale di 1 milione di persone, di cui 550 mila minori.
IL NODO DELLE RISORSE. Le famiglie con minori in povertà assoluta sono però circa 500 mila, con oltre 1 milione di minori. Per estendere il sussidio anche a loro sono necessarie risorse aggiuntive, stimate in circa 2 miliardi di euro l'anno. I criteri per erogare il sussidio su cui il governo sta lavorando, oltre al numero di figli minori a carico e all'indicatore Isee, comprendono eventuali situazioni di disabilità, l'assenza di occupati in famiglia e la presenza di madri single.

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