Regno Unito: la stretta di Cameron sul welfare

Il premier inglese al congresso Tory.

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03 Ottobre 2013

da Londra

Il premier britannico David Cameron.

(© Ansa) Il premier britannico David Cameron.

La stampa inglese lo ha paragonato a Winston Churchill ma le parole del primo ministro David Cameron hanno ricordato a molti anche la promessa fatta da Barack Obama: «Vi darò una terra della speranza».
E nonostante l'America stia affrontando la difficile battaglia dello shutdown, l'inquilino del 10 di Downing Street non ha avuto paura di ispirarsi al presidente Usa per il discorso finale alla conferenza del suo partito, i Tory, a Manchester.
«Lasciate che finisca il mio lavoro», ha chiesto agli inglesi, promettendo la trasformazione del Regno Unito in un luogo di speranza, per tutti.
UN ASSAGGIO ELETTORALE. L’intervento di Cameron è stato letto dai quotidiani britannici come lo scheletro del manifesto conservatore per le prossime elezioni 2015, nelle quali il primo ministro ha intenzione di correre da solo, senza i  Lib Dem, in nome della riforma del welfare e dell’istruzione.
In particolare, ha titolato la maggior parte dei giornali, Downing Street vuole avviare una linea dura in tema di benefit statali. Tra le dichiarazioni più discusse vi è infatti la promessa di tagliare i sussidi economici per gli under 25, con l’obiettivo di contrastare la disoccupazione giovanile.
LA STRETTA SUGLI UNDER 25. Il motto, ha riportato tra gli altri il Daily Mail è «earn or learn», guadagna o impara, in riferimento ai tanti giovani britannici disoccupati che, invece di studiare, sopravvivono grazie ai contributi dello Stato.
«Perché affidarsi alla carità?», ha chiesto provocatoriamente Cameron alla platea di Manchester. «Dobbiamo offrire loro qualcosa di meglio».
TAGLI PER 2 MLN DI STERLINE. La stretta sul welfare, ha scritto la Bbc, potrebbe coinvolgere oltre 1 milione di persone, tra cui 360 mila giovani dai 18 ai 25 anni. Inoltre, in caso di riduzione dei sussidi sulla casa, Downing Street ha stimato che il Tesoro potrebbe risparmiare oltre 2 miliardi di sterline. Un risparmio che il primo ministro ha definito come necessario per lottare contro la disoccupazione.
«Voglio che tutti abbiano la possibilità di avere un lavoro e comprare una casa», ha incalzato Cameron, «e i giovani devono poter scegliere tra andare a scuola, all’università, fare un apprendistato o trovare un lavoro. È questo quello vogliamo vedere: tutti gli under 25 lavorare o imparare».

Le prospettive del governo: tasse e austerity fino al 2018

Il premier britannico David Cameron al congresso Tory di Manchester.

(© ansa) Il premier britannico David Cameron al congresso Tory di Manchester.

Le parole del premier sono state accolte con preoccupazione degli inglesi: la sfiducia crescente nella leadership di Cameron infatti pare non possa essere sanata con un semplice appello a trasformare il Regno in una nuova «terra promessa».
Il suo discorso però ha trovato l’appoggio degli alleati, in particolare del ministro all’Educazione Michael Gove, come ha scritto il Guardian. «È importante riconoscere che il welfare esiste per aiutare la gente e non dovrebbe diventare un’abitudine», ha spiegato Gove, ricordando anche che nessuno intende «togliere il supporto necessario ai giovani, gli anziani o a chiunque sia vulnerabile».
L'ALLARME DEI SINDACATI. Eppure, hanno avvertito i sindacati, ogni taglio ai sussidi statali non potrà fare altro che pesare su chi si trova in ristrettezze economiche. E le stesse prospettive realistiche della coalizione di governo prevedono una politica di austerità, con tagli alla spesa e aumento delle tasse, almeno fino al 2018.
Come ha notato il Telegraph, ciò che sta veramente prendendo forma è il piano di Cameron per la prossima tornata elettorale: con l’economia in lenta ripresa, il primo ministro sta stabilendo la sua strategia socio-finanziaria da attuare una volta tornati alla tanto agognata crescita.
Da qui le sue parole churchilliane: «Completare il mio lavoro va oltre sistemare il caos in cui ci siamo ritrovati. Significa costruire qualcosa di meglio in questo Paese».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

gallero 03/ott/2013 | 13 :10

ha ragione
Cameron ha ragione,servono riforme serie,che in Italia non si vogliono fare per non disturbare le tante corporazioni clienti dei partiti

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