Renzi: «Fertility day, campagna inguardabile»

Anche il premier critica l'iniziativa. Ma difende la ministra Lorenzin. Scontro in tivù con Travaglio: «Se io sono Fonzie, lei è Ralph Malph». Affondo sulle Olimpiadi: «Vicenda chiusa, ma il M5s non sa cambiare le cose».

22 Settembre 2016

Marco Travaglio, Lilli Gruber e Matteo Renzi.

(© Ansa) Marco Travaglio, Lilli Gruber e Matteo Renzi.

Beatrice Lorenzin si deve dimettere da ministro della Salute, dopo la tanto vituperata campagna sul Fertility day? «No, non scherziamo», ha risposto Matteo Renzi, ospite della trasmissione televisiva Otto e mezzo. «Però la campagna, dal punto di vista della comunicazione, è inguardabile».
Dalle Olimpiadi alla riforma istituzionale, dai dati sul Jobs act al tifo calcistico: in diretta su La7 è andato in scena un duello a tutto campo tra il premier e il direttore del Fatto Quotidiano Marco Travaglio. Con Lilli Gruber spesso costretta nel ruolo di arbitro.
REFERENDUM, CHI VOTA NO «VOTA LA CASTA». «Se io sono Fonzie, lei è Ralph Malph», ha detto il presidente del Consiglio, rivolgendosi a Marco Travaglio. Agli attacchi sul referendum costituzionale ha risposto così: «Chi vota no vota la Casta». E poi ha ribadito la sua disponibilità a cambiare l'Italicum, indipendentemente da quale decisione prenderà la Corte Costituzionale.
Quasi tre quarti d'ora di botta e risposta, durante i quali Renzi ha accusato il Movimento 5 stelle di proporre il ritorno di un «proporzionale puro, da Prima Repubblica, che porta agli inciuci».
OLIMPIADI, LA VICENDA «È CHIUSA». Il premier, incalzato dalle domande di Travaglio, ha rivendicato punto per punto l'attività del governo. Non poteva mancare un passaggio sulle Olimpiadi di Roma 2024, dopo il niet della sindaca Virginia Raggi: «La vicenda è chiusa, ma è impressionante che i grillini abbiano ammesso di non essere in grado di cambiare le cose». Il clima si surriscalda quando il direttore del Fatto Quotidiano elenca i costi sostenuti in tempi recenti dai Paesi che hanno ospitato i Giochi: «Ho una visione ontologicamente diversa da Travaglio, io tifo per l'Italia non solo a livello calcistico. Mentre lui tifa per la Germania», la frecciata del premier.
FACT CHECKING SULLA CRESCITA ECONOMICA. I telespettatori hanno assistito a un altro scambio di battute al vetriolo sui dati della crescita economica e del mercato del lavoro. Il governo, secondo Travaglio, ha fatto «doping, non crescita». «Quello che è diminuito in questi due anni sono le copie del Fatto Quotidiano, non i posti di lavoro», ha contrattaccato Matteo Renzi. Il capo del governo ha detto di essere pronto ad affrontare un fact checking sul sito del giornale. Mentre per quanto riguarda il Pil, pur ammettendo di non essere ancora soddisfatto, ha assicurato che nel 2017 «sarà più dello 0,8%, migliore di quello del 2016».
PAOLA MURARO, «LA PREFERITA DI TRAVAGLIO». Lo scontro ha raggiunto il suo apice quando Renzi ha definito l'assessore all'Ambiente di Roma, Paola Muraro, «la preferita» di Marco Travaglio. Il giornalista si è scaldato: «Ho chiesto le dimissioni della Muraro, pensi agli indagati del Pd». E Renzi: «Sono felice che Travaglio abbia scoperto il magico mondo del garantismo».

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