PRIMARIE

Renzi, la rete dei supporter

Dalla Fondazione Big bang a Manetti.

di Sara Frangini

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20 Settembre 2012

Chi c’è dietro Matteo Renzi? Chi finanzia la sua campagna elettorale? I fedelissimi del sindaco di Firenze non aprono bocca, rischiando di rottamare la trasparenza in nome della privacy. Così, molti dei sostenitori dell’aspirante leader del Pd restano senza nome. O meglio: i nomi ci sono, ma ben pochi vengono resi noti.
LA FONDAZIONE BIG BANG. Di certo c’è che alle spalle dello sfidante di Pier Luigi Bersani ci sono tre realtà: le associazioni Festina Lente e Noi Link, che aveva già affiancato Renzi nella sua corsa a sindaco, e la Fondazione Big Bang, creata a inizio 2012 ma attiva da nemmeno due settimane, con l'obiettivo di raccogliere i fondi per la corsa del sindaco alle primarie del centrosinistra. La Fondazione è presieduta dall'avvocato Alberto Bianchi, ormai definito «il tesoriere» della discesa in campo renziana.
I COLONNELLI DEL ROTTAMATORE. E nel consiglio di amministrazione della Big bang siedono alcuni 'colonnelli' renziani e pilastri dello staff del sindaco: Giuliano Da Empoli, ex assessore alla Cultura a Palazzo Vecchio, Marco Carrai, amico di vecchia data di Renzi e suo consigliere politico, nonché imprenditore e amministratore delegato di Firenze Parcheggi, il sindaco di Savona Federico Berruti ed Ernesto Carbone, giurisperito classe 1974 che è già membro del comitato di indirizzo di VeDrò, il think tank facente capo a Enrico Letta.

Tra gli sponsor esce allo scoperto solo Manetti

Più difficile scoprire chi sostiene, anche economicamente, il rottamatore. Oltre al fedelissimo Giorgio Gori, ex numero uno di Magnolia, ci sarebbero amministratori di tutta Italia. E qualche imprenditore.
AMMINISTRATORI E PIDDINI. Della prima categoria fanno parte Matteo Richetti, presidente del Consiglio regionale dell’Emilia Romagna e l’esponente del Pd siciliano Davide Faraone (già candidato alle primarie a sindaco di Palermo). Ma anche l’economista Luigi Zingales e l’imprenditore Antonio Campo Dall’Orto, vicepresidente esecutivo di Viacom International.
Pare però che del team faccia parte anche Pietro Boroli, presidente di De Agostini. Senza dimenticare il direttore di Florens Davide Rampello, mente della biennale della Cultura a Firenze.
L'unico imprenditore ad aver ammesso e quantificato il suo sostegno a Renzi è stato finora  Niccolò Manetti, responsabile marketing dell’azienda Manetti Battiloro, che ha versato alla causa 3 mila euro.
LE CRITICHE DI DE ZORDO. Manetti è stato uno dei pochissimi a uscire allo scoperto, rompendo un silenzio che per molti alimenta solo dubbi. Tra i più critici, fin dalla corsa per Palazzo Vecchio, spicca Ornella De Zordo, consigliera comunale di Perunaltracittà. «Che problema hanno i sostenitori di Renzi», ha insinuato, «a dichiarare le loro elargizioni, che per la legge sono del tutto legittime, se non ci sono risvolti poco chiari dietro?».
L’affondo non sortì effetti ai tempi della Leopolda e non chiarì le cose. La stessa domanda di allora, oggi, si ripete. C’è da dire comunque che per quanto riguarda la campagna di Adesso!, lo slogan scelto dal primo cittadino alcune somme sono state rese note. E calcolate al centesimo.
Si tratta di quelle che ruotano attorno al camper che porta Renzi in giro per l’Italia: a oggi sono stati raccolti 17.023 euro per la benzina, contando solo le donazioni online attraverso carta di credito o Paypal.
Per conoscere il resto bisognerà aspettare.

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