Roma, Alemanno cede ai taxi

Accettate le richieste delle auto bianche.

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30 Maggio 2012

Il sindaco di Roma Gianni Alemanno.

(© La Presse) Il sindaco di Roma Gianni Alemanno.

I sondaggi lo danno in caduta libera e il tasso di gradimento dei romani nei confronti del suo operato non è che goda certo di ottima salute. Anzi, a sentire quel che dicono i frequentatori del Campidoglio, Gianni Alemanno sarebbe alla costante ricerca di una via di fuga, tale da consentirgli di non doversi ricandidare alla guida del Comune di Roma.
INIZIATA LA CAMPAGNA DI ALEMANNO. Ma siccome la crisi colpisce tutti, anche le vie di fuga politiche scarseggiano, tanto che Giorgia Meloni, ex ministro della gioventù, va ribadendo la sua secca opposizione a chi le chiede di candidarsi al posto di Alemanno.
Dato il quadro generale, tutt’altro che confortante, l’ex ministro dell’Agricoltura ha deciso di metter mano alla campagna elettorale. Non si sa mai.
IL SINDACO CEDE AI TASSISTI. Il primo passo, tutt’altro che edificante per l’immagine della città, è stato quello di cedere alla lobby dei tassisti, che si sono letteralmente presi il Campidoglio. Memore, forse, dell’assalto al Comune ai tempi della giunta di Walter Veltroni quando piazza Venezia rimase paralizzata per un’intera giornata con assemblee infinite al Circo Massimo, Alemanno ha preferito saldare la cambiale in bianco contratta con i tassisti.
INTRODOTTE 11 TARIFFE FISSE. Così, con un vero e proprio blitz, sono state introdotte 11 tariffe fisse, da e per gli aeroporti, con aumenti che vanno dal 20% per quelle già esistenti - da 40 a 48 euro per la tratta dal centro storico a Fiumicino, da 30 a 35 dall’interno delle Mura Aureliane a Ciampino - e l’introduzione di nuovi prezzi stabiliti per le destinazioni più varie.
A fissarle è la seconda delibera sulle nuove tariffe dei taxi romani, approvata dalla commissione capitolina mobilità.
Il via libera della giunta (non serve un ulteriore passaggio in Consiglio comunale) era previsto per mercoledì 30, ma la trasferta del sindaco nelle zone del terremoto potrebbe farlo slittare di qualche giorno.

Gli utenti dei taxi rischiano di essere preda dei tassametri

Taxi fermi in piazza Venezia a Roma.

(© La Presse) Taxi fermi in piazza Venezia a Roma.

Al di là dei tempi dell’approvazione, il primo effetto di questa scellerata decisione, visti i tempi che corrono, sarà il caos per gli utenti delle auto bianche e il concreto rischio che i turisti finiscano per essere preda dei soliti furbi dal tassametro facile.
I dati forniti mercoledì 30 dal Dipartimento delle Finanze del ministero dell'Economia, secondo il quale il reddito medio dei tassisti è di 14.800 euro, per i bar si sale 16.800, non fanno altro che confermare i dubbi di coloro che criticano la categoria.
NIENTE RICEVUTA AUTOMATICA. Non solo. Il blitz capitolino, partorito grazie alle troppe risse interne alla maggioranza che regge la giunta Alemanno, divisa su tutto, ma unita solo dagli interessi di bottega, ha portato in dote ai tassisti romani anche un altro regalo. La tanto annunciata introduzione della ricevuta automatica, in nome della trasparenza, non ci sarà. E così, con il provvedimento del Campidoglio, si passa dai 120 euro per un tragitto dal porto di Civitavecchia al centro storico della Capitale ai 35 che si dovranno sborsare per andare dal Leonardo da Vinci a Fregene.
Da Fiumicino alle stazioni si pagheranno 55 euro per Tiburtina, 48 per Termini (che si trova all’interno delle Mura Aureliane) e 45 per Ostiense.
FISSATO IL TETTO MASSIMO A 80 EURO. Insomma, si vuole limitare l’uso del tassametro, almeno per i tragitti in taxi più utilizzati dai turisti e da chi viene nella Capitale per lavoro, ma senza nessuna garanzia per la trasparenza e della correttezza. A meno che l'utente non sia un esperto di tabelle, regolamenti e chilometraggi, sarà difficile che riesca a districarsi nella giungla delle nuove tariffe e destinazioni individuate dalla giunta Alemanno.
Allo studio c’è anche un tetto massimo (80 euro) per le corse su tratte comprese tra l’aeroporto di Fiumicino e qualsiasi punto all’interno del grande raccordo anulare.
PROTESTA L'UNICATAXI CGIL. Insomma, per coloro che arrivano a Roma, prendere un taxi sarà un vero e proprio rebus, tanto che alcune sigle sindacali non sono affatto d’accordo con la scelta del Comune.
«Oltre al danno la beffa, noi siamo contrarissimi», ha tuonato Nicola Di Giacobbe, leader di Unicataxi Cgil. «Questa nuova trovata serve solo a mettere una toppa sul disastroso impianto tariffario varato di recente, che stabilisce prezzi troppo bassi per le corse brevi e troppo alti per le corse lunghe. Si è tentato, con una procedura dirigistica, di rimediare a quel pasticcio con delle tariffe predeterminate che metteranno ancora di più in dubbio la trasparenza e creeranno confusione». Benvenuti nella città eterna dove anche il caos è eterno.

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dadomattia 01/giu/2012 | 15 :34

Sindaco bollito

Non mi sembra certo una novità , comunque tutto questo è parte di un progetto più ampio che parte da lontano. Annientare ogni tipo di concorrenza dei noleggi con conducente con la modifica della legge ventuno 3 anni fa e aumentatre le tariffe obbligando l utenza a non poter scegliere. peccato che sulla loro strada hanno trovato le associazioni di categoria , Anitrav e federnoleggio , che tutt' oggi gli impediscono questo progetto scellerato ai danni dei cittadini romani. Il Sindaco di Roma è stata la sponda operativa politica di questo progetto con On. Gasparri in Parlamento : Questo tipo di politica e il sindaco Gianni Alemanno sono l esempio tipico della disaffezzione che gli elettori hanno verso la politica e ragione dell esplosione dei Grillini!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

52maurizio 30/mag/2012 | 20 :23

vergogna !
povera politica, ridotta a questi ricatti ! Ma dove l'ha messa un pò di dignità uno come l'attuale sindaco della Capitale che, tutto sommato, da ministro non aveva nemmeno fatto più schifo dei suoi colleghi dell'epoca ?

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