Roma, Guido Bertolaso candidato sindaco del centrodestra

L'ex capo della Protezione civile accetta la proposta di Berlusconi-Salvini-Meloni. Ma è alle prese con due processi.

12 Febbraio 2016

Guido Bertolaso.

Guido Bertolaso.

Dopo aver trovato il candidato per Milano, il centrodestra ha scelto il cavallo su cui puntare anche per Roma: Guido Bertolaso.
L'ex capo della Protezione civile ha detto sì alla proposta arrivata da Silvio Berlusconi, Matteo Salvini e Giorgia Meloni.
RISPOSTA IMMEDIATA. Non ci ha messo molto a decidere. La sua risposta affermativa è arrivata pochi minuti dopo la pubblicazione del comunicato congiunto dei leader di Forza Italia, Lega Nord e Fratelli d'Italia, apparsi d'accordo sul nome più di quanto non lo fossero mai stati.
Se la candidatura di Stefano Parisi a Milano, infatti, era stata mal digerito dal Carroccio, quello di Bertolaso pare mettere d'accordo tutti per guidare «un'ampia coalizione di centrodestra aperta anche al contributo delle migliori risorse della società civile», quanto si legge in una nota congiunta dei tre leader di centrodestra.
«ONORATO DELLA PROPOSTA». «Sono onorato della proposta», ha risposto Bertolaso, che in un primo momento aveva declinato l'offerta a causa delle condizioni di salute di una nipote, ma ora ha potuto accettare grazie al suo«progressivo miglioramento».
Roma, però, non sta benissimo. Commissariata da Francesco Paolo Tronca, reduce dalle burrascose dimissioni di Ignazio Marino e alle prese con la lunga coda dello scandalo Mafia capitale.
STORACE: «NO CAMPAGNA ELETTORALE COL CODICE PENALE». E se per Berlusconi, Bertolaso «è il miglior sindaco che Roma possa desiderare per risollevarsi dalla situazione in cui è stata ridotta dall'amministrazione del Pd e della sinistra», per i critici non è certo il personaggio al di sopra di ogni sospetto che la cittadinanza aveva invocato per voltare pagina: «Io voglio fare la campagna elettorale con un programma elettorale non con il codice penale in mano», ha commentato l'ex governatore del Lazio Francesco Storace.

Prima le luci, poi le ombre

Giorgia Meloni, Silvio Berlusconi e Matteo Salvini.

(© Imagoeconomica) Giorgia Meloni, Silvio Berlusconi e Matteo Salvini.

La carriera del candidato del centrodestra, infatti, è una parabola in cui alle luci della prima parte sono seguite le ombre della seconda. Direttore del dipartimento della Protezione civile dal 2001 al 2010, sottosegretario alla presidenza del Consiglio sotto il governo Berlusconi dal 2008 al 2010, Bertolaso salì agli onori delle cronache soprattutto per la gestione dell'emergenza dopo il terremoto a L'Aquila nel 2009.
Proprio nel suo momento di maggiore popolarità, però, sono arrivati i guai. Da commissario per l'emergenza rifiuti in Campania è stato imputato e assolto dall'accusa di traffico illecito, ma è ancora imputato in altri due processi.
Il 10 febbraio 2010 fu raggiunto da un avviso di garanzia nell'ambito dell'inchiesta sugli appalti del G8, inizialmente previsto a La Maddalena e poi spostato a L'Aquila.
MASSAGGI E SESSO IN CAMBIO DI APPALTI. A processo, con l'ex presidente del Consiglio superiore dei lavori pubblici Angelo Balducci e all'imprenditore Diego Anemone, per aver pilotato l'assegnazione di alcuni appalti in cambio di favori di vario genere, Bertolaso avrebbe ottenuto massaggi, prestazioni sessuali, persino i 1.500 euro al mese dell'affitto di un appartamento in via Giulia, a Roma, pagati da Angelo Zampolini, assistente dell'imprenditore Diego Anemone, proprietario del Salaria sport village e beneficiario di importanti appalti pubblici dalla Protezione civile.
Pur professandosi innocente, Bertolaso fu costretto a dimettersi dai suoi incarichi nel novembre 2010, annunciando la volontà di andare in pensione.
L'AQUILA E L'ACCUSA DI OMICIDIO COLPOSO. Quello del G8 non è comunque l'unico processo in cui è imputato. Nell'ottobre 2015, infatti, è stato rinviato a giudizio per omicidio colposo e lesioni nell'ambito del 'Grandi rischi bis' sul terremoto de L'Aquila.
«Mancano poche udienze e vedrà che sarò assolto perchè il fatto non sussiste», aveva affermato, sicuro, il 20 gennaio, quando si cominciò a parlare della sua candidatura per Roma. Ma intanto l'uomo del centrodestra per il Campidoglio è un ex amministratore pluri-imputato. Non proprio il migliore dei biglietti da visita.

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Canoi 13/feb/2016 | 10 :24

Dal letamaio non nascono fiori.

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