Salvini, la sfida a Berlusconi passa da Roma

Il leader della Lega blocca Bertolaso e flirta con Marchini. In ballo la leadership del centrodestra. Ma il Cavaliere non molla.

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18 Febbraio 2016

Matteo Salvini e Silvio Berlusconi.

(© Ansa) Matteo Salvini e Silvio Berlusconi.

C'è una lunga lista di motivi che ha spinto Matteo Salvini, leader della Lega Nord, a rompere con Silvio Berlusconi e Giorgia Meloni sulla candidatura di Guido Bertolaso a Roma.
In parte li ha confessati lui stessi alla stampa, spiegando che per l'ex capo della Protezione civile non sarà facile vincere «con certa magistratura».
Altri sono collegati alla futura leadership nazionale del centrodestra, con l'ex Pierino Padano che sta provando da almeno due anni a sfondare al Sud con la lista Noi con Salvini.
E che ha deciso di alzare la voce rilanciando sulle «primarie».
SANTORI SCEGLIE LA MELONI. E sono problemi che riguardano appunto gli uomini su cui il numero uno del Carroccio può contare nella Capitale, davvero pochi se si contano i continui screzi con CasaPound e da ultimo il fatto che il consigliere regionale mister preferenze Fabrizio Santori è passato da Storace a Giorgia Meloni proprio il 17 febbraio.
C'è chi sperava che passasse con i salviniani.
Ma c'è pure un altro retroscena, il fatto che Berlusconi non abbia poi così tanto voglia di vincere a Roma per fare una favore a Matteo Renzi. Malignità e illazioni? La novella circola da giorni nella Capitale.
GLI SCREZI IN NOI CON SALVINI. «Quanti voti ha Salvini a Roma?» è l'altro ritornello che risuona spesso in questi giorni tra chi ricorda che lo scorso ottobre la sezione romana di Noi con Salvini fu commissariata dal fedelissimo Gian Marco Centinaio, dopo gli screzi tra il senatore Raffaele Volpi e la parlamentare Barbara Saltamartini.
I voti non sarebbero così tanti, a quanto pare, soprattutto se messi a confronto con quelli della Meloni. Certo, questa sarà la prima volta che il nome dell'europarlamentare padano sarà testato alle elezioni amministrative romane, ma sul risultato Salvini si potrebbe giocare molto, appunto in funzione di leadership futura nazionale di una centrodestra ancora avvinghiato a Berlusconi. 
LA PALUDE ROMANA DI UMBERTO BOSSI. In sostanza “la palude romana”, per citare il vecchio leader Umberto Bossi, “non lascia scampo”. E conferma che per la Lega addentrarsi oltre il fiume Po è sempre un rischio. L'altro Matteo si ritrova così in una partita dove sa di poter contare poco in termini di voti e consensi, per di più appoggiando un candidato che tra poco andrà a processo per gli appalti del G8.
Non sono giornate facili per Salvini alle prese in Lombardia con un'inchiesta che fa tremare la regione Lombardia di Roberto Maroni. Assediato dai magistrati che non gli lasciano un attimo di respiro per gli insulti della scorsa settimana («La magistratura è una schifezza»), Salvini si ritrova a dover affrontare una partita che non gli è mai interessata più di tanto.
L'INTESA CON ALFIO MARCHINI A ROMA. Non solo. A quanto pare il lumbard aveva trovato un'intesa con Alfio Marchini, l'altro candidato in Campidoglio, con cui a quanto pare ci sarebbe un buon affiatamento anche in vista delle future partite nazionali.
Lo ha confermato lui stesso ammettendo che «la partita su Marchini non è chiusa». Ma a quanto pare Berlusconi vuole ancora comandare nel centrodestra.
Lo si è visto proprio durante una giornata da fuochi d'artificio, con il pranzo saltato a Roma e poi la chiamata distensiva tra Silvio e Matteo con l'annuncio di aggiornarsi nei prossimi giorni. Dice una fonte anonima che conosce bene la realtà romana: «Salvini sta cercando di rimettere in discussione Bertolaso perché i suoi uomini romani, proprio come Forza Italia, stanno con Marchini. I Rom sono una scusa».
LA STOCCATA DI RAMPELLI. Già i rom «vessati», come ha detto l'ex capo della Protezione civile, non sono stati digeriti dalla ruspa di via Bellerio.
Meglio Marchini? Di sicuro sì. Anche perché il candidato civico è già in campagna elettorale e vanta l'appoggio di buona parte dei poteri forti della città. Eppure anche qui Salvini è stato subito pizzicato dal capogruppo di Fratelli d'Italia in parlamento, Fabio Rampelli, che ha spiegato: «O Salvini vuole far dimenticare le complicate vicende lombarde con lo scalpo di Bertolaso oppure le traversie in cui ha trovato la Lega di Bossi lo costringono a essere indulgente con la grande finanza promotrice di altre candidature capitoline. A Roma vecchi cerimonieri hanno costruito 'il grande biscotto' che deve riempire la pancia dei poteri forti dopo Mafia capitale. Li ho già citati uno per uno nei giorni scorsi. In entrambi i casi Salvini dimostra di aver perso la voglia di stare con il popolo e di disprezzare Roma».

 

Twitter @ARoldering

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Canoi 19/feb/2016 | 14 :13

Problemi a Roma Salvini ne ha, certo. Ma molto di più a Milano dove parte sconfitto su tutta la linea. Oltre ai nomi pesa molto la carcassa di Berlusconi non ancora tumulata. Qualcosa mi dice che anche la vicenda Rizzi sia frutto di terra bruciata attorno a Silvio perinde ac cadaver.

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