Sanità malata, Rizzi e quei conti a Panama e Dubai

ESCLUSIVO. Il leghista in cella. Dalle carte dei pm un universo di scatole cinesi. Tra conti esteri e appalti in Brasile. Le prove che inchiodano l'uomo di Maroni.

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16 Febbraio 2016

Roberto Maroni e Fabio Rizzi.

(© Imagoeconomica) Roberto Maroni e Fabio Rizzi.

«Semo in una botte de fer. Tutto regolare!».
Era il 14 maggio del 2015 quando Fabio Rizzi veniva intercettato in auto con la compagna Lorena Pagani.
E il padre della riforma sanitaria della Lombardia di Roberto Maroni e ora sospeso da Matteo Salvini dalla Lega Nord si diceva tranquillo di fronte alle insistenze della donna che, preoccupata per il mutuo, i mobili da acquistare e i lavori da fare in casa, domandava quanti soldi sarebbero arrivati in futuro dai presunti affari che i due avevano in ballo con Mario Valentino Longo, responsabile odontoiatria in Regione, e soprattutto con Maria Paola Canegrati, la dominus dell’odontoiatria lombarda e secondo i magistrati di Monza il vertice del sistema corruttivo scoperchiato dai magistrati. È questo uno dei passaggi dell'ordinanza di custodia cautelare dell'indagine condotta dal procuratore aggiunto Luisa Zanetti insieme con il sostituto Manuela Massenz.
GLI AFFARI IN BRASILE DI RIZZI E LONGO. Ma appalti lombardi a parte, nelle loro ricerche i pm sono arrivati fino a Miami, a Panama, in Lussemburgo, Dubai e in Brasile durante questa indagine denominata «Smile» che scuote le fondamenta di una Regione abituata da 20 anni a scandali sulla Sanità.
Hanno ricostruito le società dove gli indagati avevano le quote azionarie, un universo di scatole fiscali dove le compagne di Rizzi e Longo avrebbero fatto da prestanome, con conti persino Montecarlo.
Ma sono soprattutto gli affari in Brasile quelli su cui la procura ha acceso un faro scoprendo che dietro la costruzione di un ospedale per i bambini si sarebbero celati in realtà altri interessi e spartizione di utili illeciti.
«L’intenzione», si legge nell’ordinanza, «è quella di sfruttare il proprio ruolo politico e istituzionale per favorire, in cambio di compensi occultati attraverso false consulenze pagate a prestanome – l’inserimento delle imprese italiane nei rapporti commerciali con lo Stato brasiliano».
 


I SOLDI PER IL MUTUO E LE SOCIETÀ ALL'ESTERO. Gli investigatori hanno intercettato gli indagati sin dal 2013, scoprendo anche lo stato patrimoniale di Rizzi, che in alcune conversazioni telefoniche spiegava alla compagna di guadagnare in totale 8 mila euro al mese, di questi 5 andavano nel mutuo di casa, mentre 1.500 a favore del suo partito la Lega Nord.
C’erano gli affari secondari, secondo la procura, a venire in aiuto alla coppia, invischiata in una rete di società estere che la magistratura è riuscita a ricostruire nel dettaglio, scontrandosi solo con lo Stato di Panama. 
C’è per esempio la «Sytcenter srl», scrivono i pm, «tra  le società di cui Rizzi e Longo sono soci occulti». Non solo. «La stessa è partecipata al 50% da Elledent srl, riconducibile alla Canegrati e al 50% da Spectre srl, di cui è amministratore unico la convivente di Longo,  Silvia Bonfiglio e di cui sono socie la stessa Silvia Bonfiglio e Pagani Lorena Lidia, convivente di Rizzi».
DA MIAMI A PANAMA FINO A DUBAI. Tra le carte dell’inchiesta compare un immobiliarista di Miami, Stefano Lorusso, anche lui raggiunto da un avviso di garanzia.
Scrivono sempre i magistrati che «a una società lussemburghese Rizzi e Longo, in società con Lorusso, avevano affiancato l’americana  'More Than Lux Corp', le cui quote dovrebbero essere acquisite dalla Panemense 'Inside Out'». Quest’ultima è invisibile e nessuno può sapere chi ci sia dietro. «Ma», si legge nelle carte, «dalle intercettazioni è dato di intendere che queste non sono le sole società costituite dagli indagati, risultandone una seconda a Panama, la 'Ibesti International inc', e una a Dubai».
I carabinieri di Milano prendono nota quando Longo dice a un altro interlocutore non precisato: «Tranquillo che t’ho fatto la società a Dubai poi abbiamo il conto corrente a Montecarlo... hai bisogno di un milioncino? Te lo mando a Montecarlo... ti acchiappi la macchina... te ne vai a fare un bel week end... e ti porti a casa i piccioli».
L'OSPEDALE PER I BAMBINI IN BRASILE. Ma nella richiesta di custodia cautelare spunta fuori pure un progetto di collaborazione bilaterale tra la regione Lombardia e il Brasile, su cui i due Longo e Rizzi avevano messo gli occhi.
Di mezzo la costruzione di un ospedale pediatrico nella regione di Goias, dall’altro l’avvio di una partnership tra le due istituzioni «che favorisse l’inserimento delle imprese italiane nel mercato brasiliano».  
E «in tale contesto», si legge nelle carte, «è emerso che Longo, in rappresentanza della Regione Lombardia, si è recato più volte in Brasile, in particolare nello Stato federato del Goias, il cui segretario di Stato, Alexandre Baldy, è risultato essere in ottimi rapporti con Rizzi, con il quale, già nel settembre 2013 si era incontrato in Italia».
SPUNTA PURE IL PILOTA FELIPE MASSA. Stando a quanto sostengono i pm la relazione tra il governatore e Rizzi «sarebbe stata favorita dallo stesso Longo attraverso l’amico Lorusso, amico a sua volta, attraverso il pilota di Formula 1 Felipe Massa, di Baldy».
Di maggior interesse secondo gli investigatori «sono i rapporti intrattenuti da Longo e da Rizzi, nell’ambito del progetto brasiliano, con il gruppo Techint e, in particolare, con il suo rappresentante Luca Pecchio (non indagato, ndr).
Dalle intercettazioni ben si comprende come i due politici indagati abbiano operato per «pilotare», attraverso la conoscenza personale con Baldy (forse corrotto, annotano i pm, ndr) l’affidamento al gruppo della realizzazione dell’ospedale pediatrico nel Goias e come da tale operazione gli stessi sperino di poter trarre vantaggi economici personali individuati in milionate di euro del tutto estranei alla pubblica amministrazione che fingono di rappresentare»


Twitter @ARoldering

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